I colori dell’Epifania nell’adorazione dei Magi

L'opera si trova sotto la volta della navata destra del duomo di Corato

I colori dell'Epifania nell'adorazione dei Magi
I colori dell'Epifania nell'adorazione dei Magi

di Franco Leone

Per la festività dell’Epifania questo spazio dedicato all’arte si propone di dare riscatto ad una magnifica e forse anche un po’ dimenticata Adorazione dei Magi che si trova sotto la volta della navata destra del duomo di Corato. Probabilmente la bellezza di questo capolavoro sfugge allo sguardo di gran parte dei coratini stessi, sia perché è situato molto in alto, sia perché generalmente non si è abituati a valorizzare le opere pur lodevoli del nostro patrimonio artistico.

I colori dell'Epifania nell'adorazione dei MagiIn realtà il soffitto del duomo di Corato può essere considerato come una estesa “pinacoteca orizzontale” con le sue nove grandissime tele che raccontano la vita di Gesù e di alcuni santi. Sette di esse, come la già citata Adorazione dei Magi, sono del pittore coratino Luigi Leone e sono datate 1949. L’artista, purtroppo non molto conosciuto persino da noi, seppe dar prova del suo talento nella diffusione della luce con riverberi ispirati alla Scuola Fiorentina di San Marco (con chiari riferimenti al pittore cinquecentesco Mariotto Albertinelli) e alla Scuola Bolognese di Guido Reni (riscontrabili nelle pieghe dei drappeggi e nello studio psicologico dei personaggi). Una curiosità del dipinto è rappresentata dalla coda verticale della cometa che si intravede in uno degli spicchi di cielo e che ci rimanda a Giotto più che ai Vangeli, in quanto è stato Giotto il primo in assoluto a dipingere una cometa nella sua Adorazione dei Magi nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Nei vangeli si narra invece che i Magi seguirono semplicemente una stella.

Pubblico qui la mia poesia che descrive in versi endecasillabi quest’opera di Luigi Leone, tratta dal mio libro “Splendori d’Italia in versi” edito dalla Casa Editrice Aletti di Guidonia di Roma.

 

L’ADORAZIONE DEI MAGI DI LUIGI LEONE A CORATO (1949)

di Franco Leone

 

Stanchi di un viaggio fra estremi disagi,

lungi da Erode e i suoi fini malvagi,

giungono esausti ma lieti alla meta,

dietro la scia di una stella cometa

 

dai loro regni d’Oriente tre Magi,

tra buoni auspici e divini presagi.

Nell’umiltà più celata e discreta,

giammai vision scopron soave e più lieta.

 

S’inchina Gàspare il magio più anziano

verso il bambino radioso e sua madre.

Volge le mani Melchiorre al suo cuore,

 

par Baldassarre più cauto e lontano.

Dietro in disparte partecipa il padre

a quei mirabili gesti d’amore.

 

Tra mirra ed oro si esala l’incenso:

Leone dipinse quel quadro e fu immenso

perché donò il suo talento a Corato

sotto la volta del tempio più amato.

 

Sonetto in endecasillabi in rima AABB AABB CDE CDE e con quartina finale.

 

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