I Cacciatori d’ombra alla riscoperta della Via Appia

I Cacciatori d'ombra, nove interpreti della fotografia ripercorrono e riscoprono la Via Appia, gioiello dell'architettura romana e raccolgono le proprie testimonianze nel libro Appia- Work in progress

appia corato
Appia- Work in progress presentato al Museo della Città e del Territorio

Si è tenuta lo scorso giovedì 11 aprile presso il Museo della Città e del Territorio di Corato, la presentazione del libro Appia- Work in progress… la strada del Sud, a cura di nove interpreti della fotografia, quelli dell’associazione “Cacciatori d’ombra”, che hanno partorito un progetto che ha ricevuto il patrocinio di Matera 2019 Open future.

Sono intervenuti durante l’evento: Mauro Ieva Presidente dell’associazione fotografica “Cacciatori d’ombra”, Giusy Baldacchino Archeologa e operatrice museale di Sistema Museo, Francesco Mezzina Fotografo e ideatore del progetto Appia-Work in progress”.

Un’osservazione analitica di quello che si incontra sul percorso non in senso documentativo ma interpretativo, in cui ogni autore si è calato secondo la sua cultura e sensibilità.

Una visione autoriale che ha messo in rilievo alcune tra le testimonianze archeologiche di maggior rilievo del territorio coratino, i miliari provenienti dalla via Traiana, a cui è dedicata una sala del museo civico.

La Via Appia è considerata la regina, la prima via d’Italia, un gioiello della tecnologia romana che unisce in un legame indissolubile la capitale e il mare, Roma e Brindisi.

Vestita di milioni di pietre, appare e scompare, si intreccia col presente attraversando poderi, binari, passaggi a livello, strade provinciali, confondendosi con i muretti a secco, incontra rovi, vigneti e si infila tra gli ulivi, cammina, va, a volte scompare, ma c’è anche quando non si vede, soprattutto quando adocchia il mare e poi si perde nella terra secca.

È in questo agglomerato di riflessioni che si districa un’intensa conferenza che ripercorre le tappe dei protagonisti e promotori del progetto Appia- Work in progress, che muove i suoi primi passi dall’opera del giornalista e scrittore Paolo Rumiz che narra il percorso fatto a piedi su una delle strade più importanti e antiche del mondo, con l’auspicio che questo bene “scandalosamente abbandonato” possa essere recuperato e rivalorizzato.

Così i Cacciatori d’ombra accolgono l’invito di Rumiz e hanno ripercorso l’itinerario nella parte meridionale e hanno catturato i frammenti di storia e le emozioni rimaste caparbiamente incastrate tra quelle pietre.

Work in progress, è il frutto in maturazione che vorrebbe essere colto in tutta la sua bellezza in una seconda fase, primaverile, con l’inaugurazione di una mostra fotografica che questa volta partirebbe dal capolinea (Brindisi) per andare a ritroso.

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