Glossario Vulnologico

Dare spazio alla Vulnologia in una testata giornalistica è fondamentale per farne conoscere “potere e limiti”, per sfatare il concetto di inevitabilità delle “piaghe” e soprattutto per dare loro pari dignità con altre patologie.

Primo passo importante da compiere è sapere cos’è la Vulnologia ed acquisire alcuni concetti base con la consapevolezza che “Solo chi parla lo stesso linguaggio si intende”. A tal proposito si è pensato di incominciare dalla comprensione dei termini fondamentali con un glossario vulnologico.

La Vulnologia è una branca della Medicina che si occupa dello studio del Processo di Riparazione Tissutale, dei meccanismi alla base e dei mezzi terapeutici idonei per favorirla .

Per Processo di Riparazione Tissutale si intende l’insieme di processi biologici che si innescano in caso di danno alla cute e che comportano la sostituzione del tessuto leso con del tessuto cicatriziale con conseguente chiusura della lesione.

Il Vulnologo è il medico – chirurgo che si occupa a 360 ° del processo di riparazione tissutale e mette in atto tutti i mezzi terapeutici atti a favorire tale processo

L’Ulcera intesa come lesione cutanea cronica o ferita cronica che, per vari motivi, non mostra dopo un certo periodo di tempo alcuna tendenza alla guarigione spontanea  riconosce diverse cause ( venosa, arteriosa, diabetica….)

Per ottenere la chiusura dell’ulcera bisogna inquadrare globalmente il paziente (correggergli eventuale diabete o ipertensione arteriosa, valutare esami di laboratorio, ecc…) ed effettuare una progressione di azioni mediche identificate con l’acronimo WBP =Wound Bed Preparation che ha come obiettivo la rimozione degli ostacoli che impediscono la regolare successione delle fasi di guarigione, ovvero :

1) eliminazione del tessuto necrotico (tessuto non vitale quindi morto per arresto patologico/definitivo dei processi vitali di una cellula o gruppo cellulare o tessuto) che rappresenta un ottimo terreno di coltura per diversi tipi di germi comportando il rischio infettivo della lesione;

2) abbattimento della carica batterica al fine di impedire o arrestare l’ infezione;

3) modulazione dell’ essudato (liquido prodotto dalla lesione) con la finalità di favorire la migrazione delle cellule epiteliali dai bordi della lesione fino alla chiusura.

Il primo step è costituito sempre dalla Detersione o lavaggio dell’ulcera, atto importante  che può essere fatto con soluzione fisiologica o Ringer lattato o anche acqua corrente ed attuato con diverse procedure.

Il secondo step è il Debridement che è la tecnica con cui bisogna rimuovere la necrosi.

Negli anni 60 ‘ erano in uso solo le Medicazioni Tradizionali che avevano come unico significato quello di Protezione dagli agenti esterni della lesione ( non azione antisettica dato che i batteri sono capaci di attraversare diversi strati di garze inumidite). Negativa la loro tendenza a dare luogo all’Essiccamento creando un ambiente non idoneo per la riparazione tessutale

Negli anni 70 entrarono nel mercato le Medicazioni Avanzate intese come medicazioni che creano un “Ambiente Umido” come il microcosmo che si realizza tra fondo lesione e la medicazione avanzata sovrapposta, che favorisce maggiore rapidità di guarigione delle ulcere” facilitando il processo di riparazione tissutale .

Le classi di medicazioni avanzate sono diverse (Film Poliuretano; Idrocolloidi; Schiume di Poliuretano; Alginati; Idrofibra; Drenante; Medicazioni  Antisettiche) per le diverse esigenze dell’ulcera. Esse hanno la caratteristica di poter essere lasciate in sede più giorni ed inoltre di creare un ambiente umido

Negli anni 90 fecero la loro comparsa le Medicazioni Bioattive, ovvero medicazioni sintetiche biologiche che riattivano il processo di riparazione tissutale interagendo con il “microambiente cellulare” dell’ulcera rilasciando sostanze. Fanno parte: l’Ac. Jaluronico, Modulanti MMPs, Sostituti cutanei.

Accanto alle Medicazioni si inseriscono come valido aiuto nella guarigione delle Ulcere i Dispositivi  Elettromedicali.

Di questi fanno parte:

i TPN: Sistema non invasivo di applicazione sulla lesione di una pressione

subatmosferica (inferiore all’atmosferica ) controllata/localizzata che agisce come forza

di suzione su letto ulcera  favorendo in tal modo il Processo di Riparazione attraverso una serie di meccanismi (aumento perfusione ematica; stimolo formazione tessuto granulazione; riduzione carica batterica e rimozione continua essudato e riduzione edema interstiziale che comprime i capillari meccanicamente;  fagocitosi  batteri)

I Dispositivi per facilitare il distacco della Necrosi o Debridement Chirurgico sono

A)    SISTEMA AD ULTRASUONI: sistema basato sul generare “un’ onda acustica

che distacca la necrosi tangenzialmente”

B)    VERSAJET: dispositivo basato sulla forza di un idropulsore

 

 

Nelle ulcere inveterate e/o di grosse dimensioni e/o con grossa perdita di sostanza e/o esposizione di tendini-ossa-fasce si può far ricorso alla CHIRURGIA RIPARATIVA di cui fanno parte gli INNESTI CUTANEI con cui si intende un atto chirurgico che prevede l’applicazione sull’ulcera pulita di cute o prelevata dal paziente stesso ( Innesto AUTOLOGO ) o di  cute da donatore vivente o di cadavere ( Innesto OMOLOGO) o di entrambi (COMBINATO-MISTO ) o di cute suina liofilizzata (ETEROLOGO ) o nel caso di difficoltà di reperimento della cute, allocazione di SOSTITUTI DERMICI della cute prodotti in laboratorio dall’Ingegneria Tissutale

Va detto che il problema Ulcere investe oltre 2.000.000 di Italiani e quindi costituisce una vera e propria “Piaga Sociale”. L’attenzione a livello nazionale è alta e tra le associazioni che affrontano tale problema abbiamo l’ AIUC (Associazione Italiana Ulcere Cutanee) di cui la Dott.ssa Garrubba è Consigliere Regionale Pugliese.

L’AIUC è affiancata dal lavoro di associazioni di volontariato tra cui l’associazione coratina AVUC (Associazione Volontari Ulcera Cutanea), nata a Corato lo scorso 8 marzo 2012.

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