Gjekë Marinaj, il potere della poesia

La serata presso la libreria Secop di Corato, con il professor Giovanni Romano, la poetessa Angela De Leo, e l'introduzione di Raffaella Leone

Da destra Angela De Leo Marinaj Romano, alla Secop
Da sinistra Giovanni Romano, Gieke Marinaj, Angela De Leo

Il potere della poesia, un’espressione che appare subito un ossimoro o artificio retorico, anche piuttosto banale, ieri sera ha fornito il titolo per l’incontro con il poeta Gjekë Marinaj, presso la libreria Secop a Corato.

Il libro “Schizzi di immaginazione”

Quale potere avrà mai la poesia? Nel mondo libero non ha un potere sociale, ma neppure quello di suscitare le immagini, scacciata ed esiliata dall’immaginario da ben altrimenti efficaci strumenti di comunicazione e di creazione di mondi alternativi.

C’è una condizione, però, in cui la poesia sprigiona il suo potere discreto e illimitato, anche nel mondo libero: ogni volta che essa viene letta per ciò che è, -e la poesia non è un “messaggio” o una dichiarazione d’intenti, o un manifesto-, ogni volta che le parole di cui è composta attraggono e spingono i significati oltre il loro valore economico che li piega alle esigenze utilitaristiche della comunicazione referenziale e quotidiana.

Il poeta Gjekë Marinaj ha scritto poesie di denuncia politica in un mondo privo di libertà, e sapeva che non sarebbe stato sufficiente il contesto della dittatura a rendere forte e comunicativa, per opposizione, la sua poesia. Sapeva che sarebbe rimasto inespresso quel potere se ne avesse fatto un semplice strumento di denuncia del regime comunista albanese. Quel potere si è sprigionato invece perché il poeta che ha armato la poesia, lo ha aiutato a crescere dentro la lingua della poesia, non fuori di essa, alimentandone la capacità di sottrarsi al sistema dei significati che reggono la comunicazione anonima e spersonalizzata della quotidianità. Qui è il potere anche politico della poesia, di mettere in crisi i sistemi liberticidi, nella lingua e nella cultura come nella società e nell’economia, analogamente ma in maniera diversa a quanto sono capaci di fare, pittura, musica, scultura, e ogni arte vera.

E allora “Il potere della poesia” è risultato il titolo perfetto per la serata di ieri, tappa del tour italiano di Gjekë Marinaj poeta, critico d’arte e docente universitario di letteratura inglese e Scienza della comunicazioni presso il Richardson College di Dallas. L’occasione è stata offerta dall’edizione italiana, per i tipi della Secop, della sua ultima raccolta poetica, Schizzi d’immaginazione, tradotti dal prof. Giovanni Romano con prefazione e adattamento della poetessa Angela de Leo. Sono intervenuti poeti e fotografi che hanno già pubblicato le loro opere con la SECOP, stimolati a dare il proprio contributo secondo le parole-chiave estratte a sorte da Raffaella Leone che ha introdotto la serata: “Confini”, “Splendere”, “Nostalgia”.

Parole che ben si addicono alla vicenda intellettuale e umana del poeta Gjekë Marinaj, esule dal suo paese per aver scritto una poesia satirica, “sovversiva” agli occhi del regime di Enver Hoxa, si trova nella raccolta, con il titolo Cavalli. Questa poesia, che ebbe una risonanza immediata e vastissima in tutto il paese, accompagnò l’inizio della fine del comunismo in Albania. Quanto al professor Marinaj, dopo aver vissuto in un campo profughi serbo riuscì a ottenere il visto d’ingresso per gli USA dove si è naturalizzato cittadino americano e dove ha percorso tutti i gradi della carriera accademica, specializzandosi anche in storia dell’Olocausto.

Marinaj ha conosciuto di persona cosa significano discriminazione e odio, e ha reagito opponendo ad essi la creatività e il rigore. È sua la teoria del protonismo, insegnata ormai in diverse università americane: miscela in cui poesia, studio rigoroso, rispetto, attenzione verso le diversità, si combinano producendo un sicuro antidoto alla violenza e alla negatività che rappresenta la condizione di vita di molti uomini e donne sulla Terra.

L’incontro ha avuto un pubblico numeroso e appassionato. “Se voi stasera avete scelto di essere qui e non altrove -ha detto Marinaj-, questa è la migliore testimonianza del potere della poesia”.

 

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Notificami