Quando il gatto non c’è… i topi ballano

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Una riflessione di Stefano Procacci

“L’amministrazione non fa il bene dei cittadini!”, “I politici sono corrotti!”, “Siamo soggiogati dai potenti!”, “Siamo vittime di un complotto mondiale!”

Questi sono solo alcuni dei clichè che quotidianamente l’Italiano medio ci propina tramite web e tubo catodico. Una serie di frasi fatte volte a fomentare la massa contro i “poteri forti”, contro il politico di turno, pronti tutti a puntare il dito contro il prossimo, a sottolineare quanto schifo faccia il mondo, la nazione, la città in cui viviamo, senza fattivamente far qualcosa affinché ciò non accada. Un “Barbaradursismo” imperante (passatemi il neologismo), nel quale piangersi addosso e creare processi dal nulla è la normalità.

Certamente la classe politica non è “santificabile”, anzi, molto spesso è quanto meno discutibile per quanto concerne il divario tra ciò che promette e ciò che mantiene. Ma questa mancanza di educazione diffusa, del cittadino medio, questo mancato rispetto delle norme di convivenza civile… Siamo certi che sia solo colpa loro? Se ognuno di noi facesse il proprio dovere da cittadino, senza strafare, limitandosi solo a seguire delle semplici norme che anche un bambino coglierebbe al volo, le cose non andrebbero meglio? Spesso e volentieri ci ergiamo a primi inter pares, sottolineando gli errori altrui in maniera plateale, scenografica, definitiva. E a livello cittadino, tutto ciò è amplificato all’ennesima potenza.

Tutti a fare “politica” sui social, a lamentarsi del colore della pavimentazione di quella piazza, piuttosto che del nome di quella via, tutti con delle idee meravigliose per il futuro della nostra città, tutti che sanno come migliorare la qualità della (propria) vita. Tutti che fanno paragoni con le città del nord, con le piste ciclabili del nord, con le ZTL del nord, vantandone l’efficienza (senza magari esserci mai stati al nord). Però poi non ci pensiamo due volte a buttare una cicca di sigaretta per terra, a parcheggiare sulla pista ciclabile o non rispettare la ZTL. O addirittura, prendere contromano una delle strade chiuse al traffico, solo per avere la macchina il più vicino possibile al pub dove andare “a comandare”. Proprio come è accaduto ieri sera in via Mercato.

A Corato, prendere contromano via Mercato in orario di ZTL attiva, pare sia diventato un hobby abbastanza diffuso tra grandi e piccini (specie i secondi): i più prudenti tendono a imboccare la strada a velocità contenuta, altri, più impavidi, ma non meno furbi, la percorrono più velocemente, altri ancora, quelli che preferisco, la imbeccano in retromarcia. Fantasia al potere, anzi alla guida. Il tutto perché, potete ben capire cari lettori, a 20 anni fare 300 metri a piedi è inconcepibile ma soprattutto fisicamente e mentalmente insostenibile! Poveri ragazzi.

E, secome nel caso di ieri sera, un cittadino dovesse avere il coraggio di contestare l’atto, non solo sanzionabile dal codice della strada, ma pericoloso per l’incolumità dei pedoni che solitamente in ora di ZTL camminano tranquillamente (e giustamente) a centro strada e che mai si aspetterebbero (poveri stolti) un auto proveniente dal senso opposto, non solo verrà deriso e etichettato con la parola più abusata e mal utilizzata della lingua italiana (“Sei un MORALISTA”), non solo gli verrà posta la domanda più stupida di questa terra “Ma tu chi sei per dirmi cosa devo fare io?” (anche se non ho ancora capito chi lui sia per prendere quella strada a controsenso, per giunta in ora di ZTL attiva), ma gli verrà anche ricordato che dopo “una certa”, i vigili non ci sono più! Già, che stupido, quasi dimenticavo, quando il gatto non c’è i topi ballano.

Ecco uno dei limiti tipici dell’essere umano: rispettare le regole non per il proprio bene e quello del prossimo, non per la collettività, bensì per la paura di essere puniti. L’assenza di autorità quindi ci induce a fare ciò che vogliamo? La risposta è sì, almeno limitatamente alla suddetta questione. Basti pensare infatti che in altre strade con Zona a Traffico Limitato attiva, munite di telecamere anche nell’altro senso di marcia, non si registrano mai episodi simili, tranne sporadici casi di qualche sprovveduto che, ignaro dell’esistenza della telecamera, si diletta con il proprio mezzo in evoluzioni e gimcane più o meno complesse, il tutto sotto l’occhio vigile dei vigili.

A molti di voi potrà sembrare esagerato dedicare un intero articolo ad un fatto di per se non gravissimo. E forse avete anche ragione. Ma non ho alcuna intenzione di tacere questo banalissimo, ma significativo episodio di ordinaria mancanza di rispetto delle regole. L’episodio di ieri sera, tutt’altro che sporadico, denuncia chiaramente il fatto che l’unico modo per debellare questo mal costume degli automobilisti coratini sia quello di installare delle telecamere di videosorveglianza nel senso opposto a quello di marcia, in modo tale da scoraggiare un domani tutti i furbetti, per la sicurezza di pedoni ed automobilisti dotati di pass, che quella strada possono percorrerla nel senso giusto.

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1 Comment on "Quando il gatto non c’è… i topi ballano"

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FRancesco
Ospite

Ma questo cos’è un articolo o un elogio agli incapaci amministratori con a capo un Sindaco inutile, prima di affermare che i cittadini sono incivili.

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