Franco Caputo lascia la maggioranza

Consiglio comunale, la maggioranza perde un altro pezzo. La crisi si acuisce con la defezione di Caputo.

Franco Caputo interviene sulle dimissioni di D'Introno
Franco Caputo

Dopo la dichiarazione letta nell’ultimo consiglio comunale dal capogruppo di Movimento Schittulli Filomena Maldera, la quale ha riferito che i due rappresentanti nella massima assise cittadina – il capogruppo e Massimo Torelli – si sentono «ancora più liberi di dar voce alle proprie proposte» nonché «pronti all’opposizione», anche un altro componente della maggioranza lascia la compagine di governo. Franco Caputo lascia. Colui che tanto ha fatto discutere per il suo appoggio all’amministrazione in ampio contrasto con le linee del partito di appartenenza, Forza Italia, abbandona la nave. Nelle scorse ore la giunta aveva registrato la defezione dell’assessore ai lavori pubblici Luigi Musci, esponente di spicco del Movimento Schittulli.

«Non sono mai stato a favore di questa amministrazione – in maxima summa le parole di Franco Caputo – ho sempre e solo sostenuto il sindaco Massimo Mazzilli. Ma questa situazione mi è poco chiara […] ho una mia dignità e la devo difendere […] quindi annuncio lascio Forza Italia e che oggi è l’ultima volta che sosterrò col mio voto il sindaco […] Ovviamente – ha concluso – voterò tutti i punti all’ordine del giorno di questa seduta». A breve tutte le dichiarazioni nel dettaglio.

Franco Caputo lascia, dunque, un’amministrazione che ha sostenuto sin dal primo istante. Candidato sindaco per il centrodestra alle amministrative 2013, già assessore alla Pubblica Amministrazione e all’Agricoltura nelle giunte Perrone, ha avuto una storia politica tutta particolare durante l’amministrazione Mazzilli. La sua totale fiducia nel primo cittadino, almeno sino a qualche minuto fa (qualche malumore, in realtà era intellegibile nelle sue dichiarazioni durante lo scorso consiglio), gli era costata in questi ultimi due anni l’espulsione da Forza Italia. In contrasto netto con il coordinatore cittadino Giancarlo Ungaro, non attendendo alle direttive del partito, Caputo aveva, fino a ieri, sostenuto pubblicamente Mazzilli e rivendicato la sua appartenenza a Forza Italia, nonostante l’espulsione. Presentato appello innanzi al collegio nazionale dei probiviri del partito è stato poi sospeso per un anno.
Oggi il colpo di scena, Franco Caputo lascia. Il suo gesto amplifica gli effetti del terremoto politico interno alla maggioranza. Resterà in piedi l’amministrazione Mazzilli? Lo scopriremo nel prosieguo dell’assise odierna.

BREAKING NEWS: LA RISPOSTA DEL SINDACO

«Assisto ancora una volta a una sorpresa in consiglio comunale. Mi riservo di mettere in ordine questi tasselli, di consultarmi, capite e agire così come i capitani fanno. Mi riserverò di capire perché stasera il consigliere Caputo lascia, colui che si è sempre dichiarato il mio consigliere di fiducia.

Le vicende che hanno portato a questi atti (Mov. Schittulli e Caputo) le dirò nei tempi e spazi opportuni, ma stasera posso dire che dell’interesse per la città, della condivisione di un programma amministrativo, la presa di distanze di questi gruppi non hanno nulla a che fare con la politica.

Non è vero quanto dice Caputo su quello che sarà il mio orientamento per la prossima tornata elettorale. Ma io non tradisco chi collabora e chi mi appoggia a scapito di altri disegni o sotterfugi. Non lo faccio e non lo farò mai. 

Messi tutti i tasselli in ordine dirò le cose dall’inizio alla fine e comunicherò le decisioni per superare questo momento che ha una sola vittima, la cittadinanza. Personalizzare la politica non collima più con gli interessi collettivi. Seguiranno comunicazioni nei giorni successivi, sempre nel rispetto degli elettori.

Si può chiedere ad un sindaco di attuare un programma e allo stesso tempo ragionare per fare altre cose dopo? Il sindaco unisce, non divide e io farò questo fino alla fine. Oggi la mia amministrazione può essere paragonato ad un malato in terapia intensiva. Se si constaterà il decesso, denunceremo le responsabilità e i responsabili. È come prendere un treno in corsa e immaginarsi di porre un ostacolo insuperabile che provoca morti e feriti, che sono le opportunità che la città può perdere».

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