Figure di pietra a Castel del Monte

L'architettura del maniero federiciano, oggetto della tesi di laurea dell'arch. De Palma, al centro di un incontro presso il Liceo Artistico di Corato

(foto di repertorio)

Nell’incontro su Castel del Monte che si è tenuto presso l’Auditorium del Liceo Artistico “Federico II Stupor Mundi” di Corato domenica 2 dicembre, sono state illustrate le lunghe ricerche e il metodo analitico seguito durante la stesura di una tesi di laurea in restauro architettonico dal titolo “Figure di pietra: segni, indizi nell’Architettura di Castel del Monte” a cura dell’architetto Anna De Palma.

Lo studio ha riguardato in modo particolare la lettura delle strutture murarie del monumento federiciano e le trasformazioni da esso subite a cominciare dal primo progetto redatto dal Corpo Reale del Genio Civile nel 1876, data in cui fu ceduto allo Stato italiano, sino a tutto il secolo successivo. Lo studio si è avvalso dell’utilizzo di una serie di fonti archivistiche, fotografiche, storiografiche e iconografiche, le quali, incrociate con il sistematico studio del monumento/documento hanno consentito non solo di delineare l’iter della complessa macchina dei restauri, ma anche l’entità e il quadro accurato delle sostituzioni e delle integrazioni murarie effettuate durante i lavori e che alla fine ci hanno restituito un monumento largamente “ringiovanito”. L’analisi diretta e accurata delle superfici murarie del castello ha inoltre consentito di avanzare alcune ipotesi interpretative inerenti l’organizzazione del cantiere federiciano, nonché la questione del rivestimento dei paramenti murari delle sale che sembra essere una soluzione costruttiva ornamentale iniziata ma mai del tutto portata a termine.

Un approfondimento sull’argomento sarà trattato sul prossimo numero de LO STRADONE, in edicola a Gennaio 2019.

L’evento, inserito all’interno dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 con il progetto “Un viaggio nel tempo”, è stato accompagnato da una mostra fotografica dal titolo: “La mia Murgia: luci colori ed orizzonti di una murgia da vivere” a cura di Giuseppe Carlucci, ed ha avuto ad oggetto foto di paesaggi, di fauna e di flora del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza del territorio mediante l’arte fotografica, valorizzandone gli aspetti paesaggistici e rappresenta inoltre un invito, soprattutto ai più giovani, a scoprire, o riscoprire, il paesaggio, guardandolo attraverso gli occhi dei fotografi che ne forniscono sì una visione personale ed artistica, ma capaci di trasmettere alle giovani generazioni il messaggio che la tutela del paesaggio e lo studio della sua memoria storica costituiscono valori culturali ineludibili e che tanta bellezza va conosciuta, conservata e tutelata.

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