“Figli di Madre Terra” incontra le generazioni del futuro

Occasione per celebrare la Giornata nazionale degli alberi e la Festa dell’albero ponendo l'attenzione sulle radici e sul futuro della nostra terra

Corato: Figli di Madre Terra incontra le scuole
Figli di Madre Terra incontra le generazioni del futuro

Attenta partecipazione, curiosità e interessanti spunti di riflessione hanno gremito, nella mattinata di ieri 21 novembre, la sala del cinema Alfieri assieme agli entusiastici spettatori della proiezione del cortometraggio di sensibilizzazione sul dramma della Xylella in Salento “Figli di Madre Terra”, prodotto da Teatro delle Molliche e Morpheus Ego.

Un momento di incontro e dibattito, diviso in due turni, in occasione della celebrazione della Giornata nazionale degli alberi e della Festa dell’albero che ha coinvolto le seconde classi della Scuola Secondaria di Primo grado “Santarella” e le classi I e II Cat, V Fg, I e II Ag del settore tecnologico della Scuola Secondaria di Secondo grado ITET “Padre A.M. Tannoia”, che hanno potuto confrontarsi anche con lo scrittore ed interprete del cortometraggio Francesco Martinelli e il regista Michele Pinto.

Le proiezioni e i dibattiti sono stati, per gli studenti, un punto di arrivo di un percorso multidisciplinare di conoscenza del territorio e sensibilizzazione alle tematiche ad esso legate, intrapreso assieme ai docenti in vista della Giornata nazionale degli alberi, patrimonio inestimabile del nostro pianeta, indispensabili per la proliferazione della vita.

In questa prospettiva, inevitabile l’attenzione rivolta all’albero simbolo della nostra regione, l’ulivo, emblema, testimone e custode della  tradizione storica, sociale, culturale ed economica delle generazioni che si susseguono in questa nostra terra di Puglia. Ed è l’ulivo il protagonista del cortometraggio “Figli di Madre Terra”, prodotto con il patrocinio proprio di Legambiente Puglia e Unapol nazionale, realizzato per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze devastanti del batterio killer della Xylella fastidiosa che ha duramente colpito la nostra regione a partire dal Salento, dove il corto è stato girato.

Particolarmente curiosi dal lavoro dietro le quinte della realizzazione di un progetto filmico e colpiti dall’aspetto poetico del filmato, gli studenti della scuola “Santarella” hanno manifestato un notevole interesse per la storia del vissuto della nostra terra, come riferito anche dalla referente del percorso multidisciplinare, la vicepreside Antonia Piccolomo.

Cogliendo sensibilmente tutti i messaggi contenuti nel cortometraggio, si sono interrogati sul rapporto con la famiglia e con la propria terra d’origine, sull’importanza dell’amore, della tutela di ciò che, nell’ambiente che ci circonda, fa parte delle nostre radici e sul valore della speranza e della rinascita. Con spontaneità gli studenti hanno intervistato Martinelli e Pinto discutendo sul perché l’arte si preoccupi di tematiche sociali, spesso drammatiche. «Noi artisti cerchiamo di puntare in qualche modo alla giustizia, di salvare il nostro cuore e la nostra testa per poi aiutare gli altri a fare lo stesso perché si prenda coscienza del ruolo di ognuno di noi nella società» ha spiegato Francesco Martinelli.

Una sensibilità più critica ed analitica, concentrata sulle responsabilità e le competenze in merito a questioni di rilevanza sostanziale come il dramma della Xylella che ha sconvolto il Salento e minaccia la Puglia intera, quella degli studenti dell’ITET “Tannoia”, guidati nel percorso multidisciplinare del “Progetto Biblioteca” dai docenti referenti Mariagrazia Arresta, Mariateresa Scanni e Serena Perrone.

Dimostrando particolare attenzione sulle conseguenze della problematica illustrata dal cortometraggio e sottolineando la necessità di interventi statali più mirati e coscienziosi, gli studenti del settore tecnologico si sono soffermati sugli aspetti più pragmatici della situazione, confrontandosi con Martinelli e Pinto in merito a strategie economiche, oltre che sulla valenza storico-culturale dei secolari testimoni della nostra terra.

Con pochi dialoghi, una colonna sonora fortemente espressiva, con le musiche di Antonio Molinini, e lasciando la narrazione alle immagini, “Figli di Madre Terra” ha fatto breccia nel cuore e nelle menti dei giovani rappresentanti del presente a cui sarà affidato il futuro della nostra terra. Toccando i temi dell’amore e del dolore, della comunicazione generazionale e della speranza, la proiezione del cortometraggio ed il dibattito che ne è seguito ha fornito alla generazione del futuro alcuni elementi di ricerca e conoscenza delle proprie radici, interrogativi e strumenti di riflessione sul presente che stanno vivendo passo dopo passo, e sulle prospettive di un futuro che spetta a loro costruire.

A loro, l’invito di Michele Pinto a porsi sempre interrogativi, non fermarsi all’apparenza e non smettere mai di cercare spiegazioni, di «cercare sempre di ribaltare le cose, di guardarle da diverse prospettive per coglierne l’essenza».

Già premiato con diversi riconoscimenti, vincitore di sei premi ai Rome Web Awards 2018, gli Oscar italiani del Web, per la sezione Social, nella serata di ieri “Figli di Madre Terra” ha fatto tappa anche a Foggia dove è stato proiettato presso l’auditorium S. Chiara in occasione dell’VIII edizione del Foggia Film Festival

 

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