Festa della Donna, il messaggio della sen. Piarulli

La testimonianza della senatrice nel corso del convegno presso la casa circondariale femminile di Rebibbia "Germania Stefanini", organizzato dal Comitato per le Pari opportunità della Polizia Penitenziaria

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma della senatrice Angela Bruna Piarulli in occasione delle celebrazioni dell’8 marzo per la Festa della donna:

Oggi giovedì 7 marzo ho partecipato al convegno presso la casa circondariale femminile di Rebibbia “Germania Stefanini”, organizzato dal Comitato per le Pari opportunità della Polizia Penitenziaria in occasione delle celebrazioni dell’8 marzo “Festa della donna” portando la mia testimonianza in qualità di direttore carcere ed attualmente di senatrice componente commissione giustizia, sulla necessità di garantire pari opportunità alle donne e soprattutto alle donne della polizia penitenziaria.

Una giornata di riflessione e confronto sul lavoro che ogni giorno le donne all’interno del corpo di Polizia svolgono.

Intendo rinnovare alle Rappresentanze delle donne impegnate nel servizio alla Pubblica Amministrazione le espressioni della mia più sincera riconoscenza per l’impegno tenace e generoso che giorno dopo giorno mettono nella difesa delle Istituzioni. Impegno forte ed a garanzia dei diritti della persona per la crescita e lo sviluppo del Paese. L’occasione odierna mi consente di svolgere alcune riflessioni su di un tema – quello delle donne impegnate nelle amministrazioni delle forze dell’ordine – che è andato negli anni sempre più crescendo di importanza nel nostro Paese attraverso, diciamolo pure, preoccupazioni ed a volte diffidenze che dall’inizio lo hanno caratterizzato.

“Nuove professionalità femminili al servizio della collettività”. Sono molto diversi gli ambiti tradizionalmente solo maschili in cui le donne oggi hanno avuto ingresso.

In questi nuovi ruoli le donne hanno saputo farsi apprezzare, rivendicando da una parte trattamenti egualitari e dall’altra valorizzando un approccio differenziato, rifiutando una pura e semplice omologazione ai modelli maschili e fornendo un valore aggiunto, una vera marcia in più. Seguendo questo filo rosso, vorremmo accendere per un giorno i riflettori su tante belle figure di donne, in ruoli importanti e delicati, dedite con autorevolezza ai propri doveri, protagoniste riservate e spesso silenziose.

Riflettori che lo stesso Governo ha voluto accendere grazie alla presentazione del disegno che ha di legge di modifica del codice di procedura penale in materia di violenza domestica e di genere. Già ad inizio legislatura ho presentato un disegno di legge per l’inasprimento delle pene per i reati per i reati di violenza sessuale.
Adesso viene introdotto un sistema di prevenzione chiamato “Codice Rosso” in modo che le denunce per reati di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate avvenute all’interno delle mura domestiche vengano trattate con la massima urgenza e da personale qualificato.

Risulta doveroso porre l’attenzione sulla figura della donna in servizio nelle varie dimensioni che compongono l’universo delle forze di polizia, evidenziando, attraverso l’analisi della difficile conciliazione tra le incombenze della gestione familiare e la totalizzante attività di poliziotta, le professionalità, le attitudini, il contributo di specificità che offrono quotidianamente, e quindi uno sguardo sulle esperienze maturate e sulle molteplici opportunità che l’Amministrazione Pubblica propone per la loro crescita professionale e per la valorizzazione della donna in Polizia più in generale.

Si auspica pertanto di ampliare la dotazione organica della polizia penitenziaria femminile assicurando che la proporzione rispetto a quella maschile sia congrua e funzionale a consentire alle poliziotte non solo di assicurare il servizio all’interno delle sezioni femminili, ma anche in tutti gli altri posti di servizio, potendo e dovendo ai sensi di legge svolgere tali compiti con pari opportunità, dignità e professionalità.

 

 

 

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