Feroce polemica sul caso del giovane con distacco della retina

Smentita e controsmentita tra il direttore generale della ASL di Bari Sanguedolce e il consigliere regionale Conca

Polemica tra Antonio Sanguedolce e Mario Conca

È polemica al calor bianco tra il Direttore generale della ASL di Bari Antonio Sanguedolce e il consigliere regionale pentastellato Mario Conca sul caso del giovane pugliese che, subìto il distacco della retina, è stato operato in una struttura sanitaria di Verona.

Pubblichiamo dunque l’aspro confronto a distanza tra Sanguedolce e Conca, sviluppatosi attraverso i comunicati diffusi dai rispettivi Uffici stampa.

Antonio Sanguedolce, Direttore generale della ASL di Bari: “Gli interventi in urgenza di distacco di retina si eseguono regolarmente nelle Oculistiche della Provincia di Bari ed in tutta la Puglia in tutti i giorni dell’anno, agosto compreso.

Vorrei smentire categoricamente quanto riportato dal consigliere Conca perché non corrispondente al vero. Nel mese di agosto nel territorio della provincia di Bari vi sono centri in grado di trattare il distacco di retina tra i quali l’ospedale Di Venere, l’ospedale di Putignano, il Perinei, il Policlinico e il Miulli di Acquaviva.

Risultano a conferma di ciò diversi interventi in urgenza di distacco di retina eseguiti in tutto il mese di agosto in questi centri. Per quanto è a nostra conoscenza il paziente in questione, per sua libera scelta, ha deciso di rivolgersi presso un altro centro fuori regione.

Un distacco di retina viene trattato  con ottimi risultati nei centri di riferimento che sono distribuiti sul nostro territorio regionale da Foggia a Lecce”.

Mario Conca, consigliere regionale del movimento 5Stelle: “Non abbiamo mai detto che in Puglia non ci siano centri in grado di intervenire anche ad agosto per il distaccamento della retina, ma nessuno di quelli a cui si è rivolto il ragazzo costretto poi ad andare in Veneto, poteva eseguire l’intervento. Tra quelli citati dal direttore della Asl Sanguedolce c’è il Perinei di Altamura: peccato  che per mancanza di anestesisti non si operi quasi più in elezione da giugno e si siano accumulati quasi 400 interventi per patologie oculari.  Il 9 agosto il paziente ha chiamato il reparto di oculistica di quel nosocomio, ma gli è stato risposto che mancava l’anestesista e prima di operare per un distacco della retina erano in programma un intervento per la rottura di un femore e un parto cesareo. Stessa scena per gli altri ospedali a cui si è rivolto: Policlinico di Bari, Bonomo di Andria e Sarcone di Terlizzi, dove a essere in ferie, o in partenza, erano i primari, gli unici che possono eseguire quel tipo di intervento. La verità è che chi sa operare non trasferisce il sapere alla sua equipe perché se si è in pochi a fare certi interventi si è appetibili sulla piazza. Dovrebbe essere un obbligo morale, invece hanno distrutto la scuola chirurgica e se manca il luminare siamo fritti. Ci saremmo aspettati dal DG Sanguedolce una nota di scuse per quel cittadino per non aver pensato a far fare ferie scaglionate per assicurare almeno un centro pronto a tutte le emergenze, non l’attacco per non aver pensato di continuare il giro di telefonate in tutti gli ospedali pugliesi, sperando che in uno di quelli chiamati fosse attivo il centro di oculistica e il primario fosse andato in ferie a luglio. È troppo comodo con il senno di poi parlare di libera scelta del paziente di andare fuori regione, se fosse capitato al DG cosa avrebbe fatto? Anche la libera professione è in teoria una libera scelta, ma nella pratica è l’unico modo per avere assistenza in tempi idonei. Invito Sanguedolce ed Emiliano a visitare con me i centri di oculistica in Puglia, si accorgerebbero di tutte le criticità che segnalo da anni. Bisogna razionalizzare il personale esistente, chiudendo  i piccoli centri e creando poli dislocati in ogni provincia per trattare le patologie che hanno bisogno di sala operatoria: in questo modo si recupererebbe personale, lavorando mattina e pomeriggio su più sale operatorie e avendo come criterio la competenza, la qualità delle prestazioni e il merito. Perché non si fa il concorso per oculisti a tempo indeterminato per i tre oculisti che mancano alla Murgia o per gli ortottisti? Solo con medici assunti a tempo indeterminato si possono creare le condizioni per far sì che non siano solo i primari a occuparsi della chirurgia di patologie complesse quali il distacco di retina, la retinopatia diabetica o i traumi. Non basta avere i reparti, bisogna farli funzionare”.

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