Faccia a faccia tra “Direzione Italia” e le forze del Sindaco

Nessun sostegno da parte delle Minoranze all'Amministrazione che non c'è. Anche il Polo di Centro ribadisce unità nella opposizione

direzione Italia diserta la Seduta di Consiglio 8 agosto 2019_i banchi semi-vuoti della Maggioranza
Consiglio comunale dell'8 agosto: i banchi vuoti della Maggioranza

La partita dell’Amministrazione comunale a Corato è a due: Sindaco e “Fratelli d’Italia” con “Idea” da un lato, e “Direzione Italia” dall’altro.

Le parole di Cataldo Strippoli, responsabile di Puglia Popolare di Corato, indirettamente contribuiscono a confermarlo: “C’è unità d’intenti nel Polo di Centro -spiega Strippoli-. Qualche giorno fa abbiamo tenuto un incontro fra le varie forze che compongono il gruppo e all’unanimità è stata decisa una linea chiara di non collaborazione con i tentativi del Sindaco di ricomporre una maggioranza che egli non ha più e forse non ha mai avuto. Non sosterremo alcun tentativo di realizzare maggioranze alternative a quelle che hanno vinto le elezioni. Faremo opposizione”.

È un fatto. Dalle Opposizioni non c’è da aspettarsi alcun sostegno: hanno raggiunto -faticosamente- una convergenza che le vede allontanarsi da ogni tentativo di dare un’amministrazione comunale a Corato sulla base di un esito diverso da quello deciso dalle elezioni del 9 giugno.

Un fatto è pure che “Direzione Italia” ha mani libere per decidere cosa fare. L’unica complicazione poteva venire infatti dal sostegno di parte della Minoranza al Sindaco ma, al momento, questa possibilità è venuta meno.

Un fatto, quello probabilmente decisivo, è che sia “Direzione Italia” che il Sindaco e i due partiti che continuano a sostenerlo -anche se perdendo qualche pezzo: vedi la defezione del consigliere Zitoli che ha lasciato “Fratelli d’Italia” per passare al Gruppo Misto- hanno esaurito ogni occasione, non hanno più carte da giocare. “Direzione Italia” fa infatti sapere di essere ferma sul punto espresso nell’ultima seduta del Consiglio comunale: azzeramento e Giunta a cinque, rappresentativa, come da accordo firmato, di tutte le forze della coalizione che il 9 giugno ha eletto Sindaco Pasquale D’Introno. Da parte sua il Sindaco ha informato che non ci saranno altri aggiustamenti e che si va avanti così o non si va. E c’è da credergli dopo aver assistito nella seduta di Consiglio dell’8 agosto alla esibizione delle due assessore che, nelle trattative preconsiliari, D’Introno si era reso disponibile a sacrificare sull’altare dell’unico governo per lui accettabile. Scegliere di esporle non può che avere il senso di: “loro non si toccano e da qui non mi muovo”. E assieme a loro non si tocca più niente, figuriamoci Benedetto Roselli di cui “Direzione Italia” vorrebbe la testa.

Le due parti, insomma, si sono incartate, e ora è possibile solo che qualcuno degli assessori di D’Introno si dimetta di propria volontà favorendo un rimescolamento, oppure che la luce di qualche stella del firmamento regionale o nazionale, che ha già occhieggiato in questi giorni sulle vicende coratine, illumini i giocatori con una moral suasion più simile a un comando che a un suggerimento. Su “Direzione Italia” potrebbe agire il governatore della Puglia Michele Emiliano, già in campagna elettorale, e su D’Introno la stessa Giorgia Meloni con Raffaele Fitto nel ruolo di suggeritore? Un fatto è che l’affaire Corato si intreccia con interessi più grandi, regionali e nazionali, appunto, che stanno facendo della Puglia un laboratorio di primaria importanza per la sperimentazione di nuovi assetti politici e nuove alleanze che l’accelerazione della crisi del governo nazionale non fa che rilanciare.

Resta una debolezza da registrare, quella delle Opposizioni che non hanno ancora presentato una mozione di sfiducia nei confronti della Maggioranza-non-più-Maggioranza, con la quale metterebbero con le spalle al muro la coalizione che ha vinto le elezioni: questa mancanza di iniziativa -ma può darsi che tra poche ore in Consiglio le Minoranze ci ripensino- mette le Opposizioni in una situazione non facilmente comprensibile.

Una parte di esse, comunque, quella rappresentata da Vito Bovino, Emanuele Lenoci e Niccolò Longo, stasera, al termine del Consiglio comunale -che evidentemente si prevede di breve durata o si è deciso di abbandonare- incontrerà i cittadini in Largo Plebiscito per continuare a spiegare ciò che avviene nella politica cittadina.

 

 

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Fondatore e presidente di Controradio 1980, radio libera di Urbino, giornalista dal 1988, redattore del "Messaggero" di Roma, caporedattore della "Gazzetta di Pesaro", collaboratore della "Gazzetta del Mezzogiorno", "Il Quotidiano di Puglia" e altre Testate nazionali. Direttore tecnico dello "Stradone" nel 1996, Direttore responsabile di "Salute e Prevenzione" organo dei Tecnici della prevenzione d'Italia. Ha pubblicato studi su Italo Svevo, e sulla cultura e gli autori degli anni Venti e Trenta per l'Università di Urbino, e studi di Storia per le riviste nazionali "Critica Sociale" e "Agorà". Relatore in vari convegni universitari. Consulente per l'informazione e la cultura per la Regione Marche 1991 e 1992. Consigliere comunale di Urbino 1990-94.

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