Extra nos, la musica strumento per emozionare

Suggestioni lontane e suoni da tutto il mondo in un’atmosfera etnica e fuori dal tempo: in scena i musicisti Aldo De Palma e Cesare Pastanella

Extra nos
I musicisti Aldo De Palma e Cesare Pastanella

Suggestioni lontane e suoni da tutto il mondo in un’atmosfera etnica e fuori dal tempo. A mettere in scena tutto questo sono stati i musicisti Aldo De Palma e Cesare Pastanella nel secondo concerto organizzato dall’Associazione culturale Extra Nos, nell’ambito della sua prima rassegna musicale “Musica e Pace: un abbraccio sonoro fra popoli”.

Lo spettacolo, svoltosi ieri sera nell’Auditorium del liceo artistico “Federico II”, è stato allestito grazie ai contributi dell’otto per mille della Chiesa Valdese, che ha permesso a Extra Nos di invitare i due artisti. Amanti sin da piccoli della musica, considerata da loro come una passione innata, Aldo De Palma e Cesare Pastanella hanno cominciato la loro carriera suonando nel gruppo “Tavernanova”.

È stato riproducendo canti popolari in musica moderna e world music, senza una precisa connotazione stilistica, che hanno pensato di organizzarsi in un duo. Così facendo, sono riusciti ad ampliare il proprio spazio musicale, animandolo attraverso strumenti messi insieme liberamente.

Questo intreccio, quindi, ha permesso loro di creare della musica che risente continuamente di influenze e sonorità internazionali, composta durante viaggi oltreoceano e intrisa di culture sconosciute.

Essa, dunque, è stata riprodotta nel corso della serata, grazie a brani eseguiti non solo con chitarra e batteria, ma ricorrendo anche all’uso di fonemi e oggetti insoliti, in grado di alimentare nello spettatore una grande capacità immaginativa.

Il primo di questi pezzi è stato “Nebbia”,  a seguire, invece, “Argento”, già dal titolo abbastanza allegorico. La sua genesi è infatti legata ad una serata in spiaggia e al riflesso della luna sulle onde del mare. Insieme a questi, anche una canzone, frutto dell’unione tra la “Cancion de Cuna” di Leo Brouwer, studiata appositamente per la chitarra classica, e la “Drume Negrita” di Eliseo Grenet, dalla melodia simile a quella di una ninna nanna.

Suggestivo pure “Gorée”, brano che deve il suo nome a quello di un isolotto del Senegal, da cui un tempo partivano le navi negriere che incrementavano la tratta degli schiavi. Attualmente, invece, l’isola si presenta tranquilla e popolata di casette colorate, eredità dei francesi. Sono stati, dunque, questi due aspetti contrastanti a generare un componimento musicale antitetico, animato da fischi, simili al rilassante cinguettio degli uccelli, e dal suono piuttosto tumultuoso e ridondante dei tamburi.

Ospite della serata, anche un ragazzo di origine nigeriana che ha cantato una canzone legata alla sua terra d’origine, sottolineando quanto la musica sia stata essenziale nella sua vita per poter essere felice.

Per concludere il concerto, De Palma e Pastanella hanno voluto eseguire “Do you want me?” di Dominic Miller, chitarrista del noto cantautore Sting, sottolineando cosa significhi davvero per loro la musica: non mera struttura, ma colori e vibrazioni.

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