Esplosione auto carabiniere, le riflessioni di De Benedittis

Il primo firmatario di “Rimettiamo in moto la città” ritiene che a Corato si debba affrontare seriamente il problema della sicurezza con una visione di sistema

Esplosione auto carabiniere, le riflessioni di De Benedittis
Esplosione auto carabiniere, le riflessioni di De Benedittis

In riferimento all’esplosione dell’auto di un carabiniere, avvenuta a Corato nella notte tra il 2 e il 3 dicembre scorso, solidarietà è stata espressa anche dal prof. Corrado De Benedittis, primo firmatario di “Rimettiamo in moto la città”.

Di seguito il comunicato stampa giunto oggi alla nostra redazione.

“Il gravissimo attentato intimidatorio accaduto l’altra notte a Corato, ai danni di un Carabiniere in servizio ad Andria, impone a tutte le forze politiche cittadine, di aprire un serio dibattito sul tema della sicurezza e della criminalità organizzata.

È urgente una reazione delle istituzioni e della società civile per impedire che possa subentrare la diffusa rassegnazione a una città violenta.

In pochi mesi, si sono succeduti eventi criminali di rilievo: dalla uccisione in largo Abazia del giovane Viktor, all’incendio di una villa, alla serie interminabili di auto incendiate, alla bomba della scorsa notte.

Come di recente ha sostenuto, in un incontro promosso da Lions e Rotary a Corato, il dott. Antonio De Luce, Presidente del Tribunale di Trani, – scrive Corrado De Benedittis – il problema della sicurezza va affrontato avendo una visione di sistema e intervenendo sulle criticità sia attraverso la repressione che attraverso la prevenzione e la rigenerazione sociale e urbana.

Di questi argomenti, purtroppo, non c’è praticamente traccia nel dibattito politico-istituzionale locale, a fronte, invece, di una realtà cittadina attraversata da fenomeni criminali gravi legati al mondo dell’usura e del riciclaggio, già oggetto, peraltro, di importanti inchieste.

Piena solidarietà, quindi, al Carabiniere oggetto di questo grave atto intimidatorio e all’intero quartiere così violentemente segnato.

Ènecessario – conclude il prof. De Benedittis – rompere il silenzio e intraprendere, con decisione, la strada verso la costruzione di una “Legalità del Noi” così come sostiene incessantemente il dott. Giuseppe Gatti Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari”.

 

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