“Don’t Try (Il Mio Hank)”: riscoprendo Bukowski, l’autore degli eccessi

Charles Bukowski
Charles Bukowski

"Don't Try (Il Mio Hank)"Si terrà dal 28 settembre al 1° ottobre, presso la Chiesa San Francesco in Via Carmine, la VI edizione del Festival Fiero del Libro organizzato dalla Secop Edizioni e dall’Associazione FOS di Corato.

La prima serata inaugurale dell’iniziativa del 28 settembre, a partire dalle ore 21,00, sarà dedicata ad uno degli scrittori più controversi del ‘900, lo statunitense di origine tedesca Charles Bukowski, con un libero adattamento dai suoi testi elaborato da Federico Lotito dal titolo “Don’t Try (Il Mio Hank)”.

“Don’t Try” è la frase incisa sulla lapide del poeta, una frase che racchiude tutta la sua filosofia di creatività ed ispirazione. Da qui parte il lavoro di analisi prima e adattamento dopo di Federico Lotito con l’intento di presentarlo allo spettatore per bocca dello stesso Bukowski, fotografandolo, però, a contatto con quelli che, secondo sua stessa ammissione, e dalle sue stesse parole lo si evince, sono stati gli incontri più importati della sua vita: l’incontro con Cass, la prostituta di venti anni morta suicida, e Lydia che lo accompagnerà sino alla fine dei suoi giorni.

A coadiuvare Lotito, la magistrale ed eccellente interpretazione proposta da Zaccaria Gallo, Mariella Sivo e Alberto Tarantini che si alterneranno sulla scena, immersi in un’atmosfera unica ed originale creata ad hoc dall’estro creativo di Nico Calvi, regista di immagini, luci, suoni ed effetti speciali.

Spazio alla narrativa, con un brevissimo racconto che fotografa l’idea di Bukowski di scrittura, morte e vita, così come alla poesia, da “Chiedete” ad altre liriche significative che riflettono tutta la sua idea di vita.

Il sottotitolo “Il mio Hank”, che riprende il diminutivo del nome di Henry Charles Bukowski Jr., ha un significato particolare per Lotito perché «nonostante tutti i suoi eccessi, ho sempre individuato nell’uomo e nello scrittore una vena melanconica, non di sconfitto ma di rassegnato alla vita, che si addolcisce quando incontra donne delle quali si innamora veramente» – ha spiegato.

«Quando si incontra un autore come Bukowski, esistono solo due possibilità: o lo ami o lo odi. Non ci sono vie di mezzo; è la sua narrazione, il suo raccontare se stesso in prima persona che ti ammalia, incatena il tuo sentire. Io l’ho amato dal primo istante, non perché si sia attratti dalla parte oscura dello scrittore, che pure traspare dalla narrazione, ma per il suo essere diretto, libero, cosciente ed estremamente sensibile. – confida Federico Lotito, che ha fortemente voluto rappresentare in questo evento un Bukowski meno spigoloso, meno crudo e rude nelle espressioni e nella narrazione dei sentimenti e dell’amore/sesso. – L’ho scelto per l’immediatezza delle sue parole e descrizioni nei racconti al limite del limite, sempre sull’orlo del baratro, giocati sempre e comunque in prima persona, per gli eccessi descrittivi degli amplessi e delle nefandezze dell’uomo fotografato negli aspetti da quelli più intimi a quelli più formali. L’ho scelto perché non è mai stato ipocrita. Ecco quindi dov’è la sensibilità di un grande scrittore».

 

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