“Don’t try (il mio Hank)” porta Charles Bukowski in scena

Lo spettacolo di successo di Federico Lotito approda alle “Vecchie Segherie” di Bisceglie.

Don't try - il mio Hank di Federico Lotito
Una scena dello spettacolo "Don't try (il mio Hank)".

Dopo il successo della prima messa in scena dello scorso 28 settembre 2016, nell’ambito del Festival Fiero del Libro a Corato, lo spettacolo “Don’t try (il mio Hank)”, scritto e diretto da Federico Lotito, approda a Bisceglie venerdì prossimo, 10 novembre, alle ore 20,30, presso le “Vecchie Segherie” (Via Porto 33).

Una luce fioca illumina un uomo sul palcoscenico: silenzio e attesa. Poi la parola si materializza e il racconto di una delle esistenze più folli e tormentare prende vita.

«Il mio nome è Henry Charles Bukowski Jr. – al secolo Heinrich Bukowski; Henry Chinaski per molti miei amici, per tutti Hank. Di me dicono che sono stato un poeta e scrittore. Dicono pure che ho scritto parecchi romanzi, centinaia di racconti e migliaia di poesie… sessanta libri… dicono».

Con queste parole inizia lo spettacolo “Don’t try (il mio Hank)” dedicato ad uno degli scrittori più controversi del ‘900, lo statunitense di origine tedesca Charles Bukowski. “Don’t Try” è la frase incisa sulla lapide del poeta, che racchiude tutta la sua filosofia di creatività ed ispirazione. Da qui parte il lavoro di analisi prima e adattamento dopo del coratino Federico Lotito con l’intento di presentarlo allo spettatore per bocca dello stesso Bukowski, fotografandolo, però, a contatto con quelli che, secondo sua stessa ammissione, e dalle sue stesse parole lo si evince, sono stati gli incontri più importati della sua vita. Da qui il sottotitolo “Il mio Hank”.

Coratino anche il cast sul palcoscenico delle Vecchie Segherie: assieme a Lotito, anche Zaccaria Gallo, Mariella Sivo e Alberto Tarantini.

Lo spettacolo sarà accompagnato daglli interventi musicali al sax del M° Vittorio Gallo e la voce di Serena Mattia, mentre Nicola Rizzi sarà alla regia per la proiezione di immagini, luci, effetti speciali e suoni.

«Incontrando un autore come Bukowski, la reazione può solo essere di odio o di amore, non ci sono vie di mezzo», così l’autore Federico Lotito, intervistato a proposito dello spettacolo già rappresentato a Corato e Canosa, ci introduce nel mondo del poeta e scrittore nato in Germania e naturalizzato americano.

«La mia è stata di puro amore – confida Lotito – perchè nella sua narrazione, tutta raccontata in prima persona, in un impetuoso flusso autobiografico, ho trovato non solo le affascinanti parti oscure di un autore tumultuoso, ma anche rivelazioni di un’anima diretta, onesta, spavalda, cosciente ed estremamente sensibile. Nullo lo rendeva un uomo ben iserito nel tessuto sociale: ogni mestiere che esercitava durava sempre troppo poco e la sua vita privata è stata a lungo sconquassata da fulminei quanto incalcolabili incontri con pazze e puttane, per non parlare della sua assoluta e immutabile passione per il bere. Tutto questo, – continua l’adattatore –  dà di lui un modello da non imitare in nessuna circostanza. Poco o nulla, però, m’importa del puro dato biografico poiché l’arte sempre si serve del fango per crescere, emergere e diventare eterna».

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