DONNE VIP, parte dalla Puglia una campagna di sensibilizzazione su un’urgenza sanitaria al femminile

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L’Incontinenza Urinaria è una condizione fortemente invalidante e discriminante per le donne, per il muro di silenzio che la circonda e perché non è adeguatamente trattata. Nel nostro Paese le cure per l’Incontinenza Urinaria femminile non sono rimborsate dal SSN, a differenza di quanto avviene per l’incontinenza da iperplasia prostatica benigna, patologia esclusivamente maschile.

In Puglia il 68% delle donne che ne soffre teme di essere costretta a far fronte al problema solo attraverso presidi sanitari e il 77% vorrebbe avere accesso alle cure farmacologiche, ma solo il 15% è a conoscenza che esistono specifici trattamenti.

Per rompere il muro di vergogna che circonda il problema e sollecitare le Istituzioni su una discriminazione di genere che penalizza le donne nell’equo accesso alle cure, parte oggi a Bari Donne VIP, una campagna nazionale di sensibilizzazione.

Imbarazzo, senso di vergogna, limitazioni nella libertà di muoversi e di frequentare luoghi pubblici sono le conseguenze della sindrome da Vescica Iperattiva e del suo sintomo più invalidante, l’Incontinenza Urinaria da urgenza, che comporta la necessità di recarsi frequentemente e urgentemente in bagno, anche più di otto volte al giorno. La Vescica Iperattiva colpisce in Italia circa 3 milioni di persone e rappresenta una vera e propria patologia, sebbene sia poco riconosciuta e non adeguatamente diagnosticata e trattata.

L’impatto della Vescica Iperattiva è particolarmente pesante per le donne, che rappresentano il 60% dei pazienti e la cui condizione è aggravata dal silenzio che circonda la patologia; in Puglia, secondo i dati di una ricerca nazionale condotta da Elma Research, il 55% delle donne, una percentuale doppia rispetto alla media nazionale, si sente poco o per nulla informata e solo una donna su tre ha sentito parlare di Vescica Iperattiva, anche se il problema è percepito in tutta la sua gravità e il 32%, pur soffrendone non ne parla con nessuno, né con i familiari né con figure sanitarie, nell’errata convinzione che non si possa fare nulla, atteggiamento che ostacola l’adozione di misure efficaci.

Per rompere il muro dell’imbarazzo e della vergogna, proprio dalla Puglia parte Donne VIP, una grande campagna di sensibilizzazione nazionale promossa da GISeG – Gruppo Italiano Salute e Genere con l’obiettivo di richiamare l’attenzione di media e Istituzioni sull’impatto sociale di questa patologia e invitare le pazienti a parlarne con il medico.

«La questione è di grande rilevanza sociale: l’Incontinenza Urinaria è una condizione che induce un grave handicap, determinando isolamento e spesso solitudine, aggravate dalla totale assenza d’interventi sociosanitari» afferma Anna Maria Moretti, Direttore Unità Operativa Malattie Apparato Respiratorio, Coordinatrice Commissione Regionale Medicina di Genere AReS Puglia e Vicepresidente GISeG – Gruppo Italiano Salute e Genere. «È una patologia che impedisce alle donne di avere una vita sociale “attiva e sorridente”, produce una progressiva perdita di libertà e indipendenza e ancora oggi costituisce un grave tabù, tanto da determinare nelle donne difficoltà a parlarne sia con il proprio medico sia con altre pazienti».

I dati della Puglia confermano e rilanciano l’emergenza: del campione di donne pugliesi tra i 35 e i 70 anni che soffrono di Incontinenza Urinaria, l’88% vive il problema come una condizione fortemente invalidante e l’84% come un motivo di vergogna.

Come sottolinea Michele Battaglia, Professore ordinario di Urologia, Dipartimento dell’Emergenza e dei Trapianti d’Organo (DETO), Sezione di Urologia, Andrologia e Trapianto di Rene dell’AOU Policlinico di Bari, «questa patologia ha un impatto clinicamente significativo sulla qualità della vita: chi ne soffre finisce per limitare la propria vita sociale per timore di incorrere nei suoi sintomi pubblicamente, e ciò può comportare ripercussioni negative anche sull’attività lavorativa, da cui può conseguire una perdita dell’autostima. Per non parlare del deterioramento della vita sessuale: la mancanza di controllo della vescica e l’imbarazzo di svelarsi incontinente possono spingere a rinunciare alla vita sessuale, provocando un allontanamento emotivo nella coppia, e addirittura a evitare una relazione sentimentale».

Quest’ultimo aspetto è particolarmente sentito dalle donne pugliesi: il 71% reputa che l’Incontinenza Urinaria ha reso difficile la relazione, contro il 31% della media nazionale.

Ma cosa provoca esattamente la Vescica Iperattiva? È una sindrome caratterizzata dalla presenza di urgenza minzionale, spesso accompagnata da un aumento della normale frequenza urinaria e, in rilevante percentuale, da incontinenza. La definizione di urgenza precisa che non si tratta solo di un forte impulso in presenza di una vescica piena, ma piuttosto di uno stimolo improvviso, impellente e improcrastinabile, pena la perdita di urina in luoghi e tempi inappropriati.

L’incontinenza da urgenza, però, si può curare e la sua sintomatologia può essere ampiamente ridotta attraverso appropriate terapie farmacologiche, e grazie anche a supporti non farmacologici, che migliorano nettamente la qualità della vita.

A differenza di quanto accade in gran parte dei Paesi europei, in Italia sono disponibili farmaci, appartenenti alla categoria degli antimuscarinici (anticolinergici), che sono totalmente a carico della paziente e solo chi ha disponibilità economiche e chi appartiene a un certo ceto sociale si trova nelle condizioni di poter affrontare la spesa e continuare la terapia.

«In Italia l’impatto economico dell’Incontinenza Urinaria ricade purtroppo sulle pazienti e, nei casi più gravi, sulle loro famiglie. Le donne che ne sono colpite devono farsi carico sia dei costi diretti, derivanti dall’acquisto di presidi d’incontinenza e di farmaci, sia di quelli indiretti, relativi cioè alla mancata produttività: si stima che le spese sostenute dalle famiglie e dai caregiver possano variare in media dai 360 ai 500 Euro per anno per donna» rileva Michele Lattarulo, Direttore di Farmacia presso l’AOU Policlinico di Bari e Segretario Regione Puglia SIFO – Società Italiana di Farmacia Ospedaliera. «Particolare attenzione deve essere rivolta alle terapie farmacologiche con gli anticolinergici, che dovrebbero essere rese disponibili gratuitamente a una popolazione più selezionata di pazienti, anche in considerazione del favorevole profilo costo-beneficio e dalla non estrema rilevanza globale dei costi».

La difficoltà nell’accesso alle terapie è infatti uno degli aspetti che contribuisce a peggiorare la qualità della vita dei cittadini, i quali dovrebbero poter contare su medicinali efficaci, sicuri e innovativi.

«In uno Stato moderno, al fine di creare le condizioni per una relazione virtuosa tra industria farmaceutica e Servizio Sanitario Nazionale, è auspicabile che si crei una condizione di equilibrio stabile» sottolinea Ermanno Buratti, Direttore Generale di Astellas Pharma, che sostiene l’iniziativa. «Non si deve quindi più pensare che produrre un farmaco sia solo consentire una cura: l’azienda può e deve fare molto di più. Il Servizio Sanitario Nazionale può chiedere all’azienda, a fronte di un rimborso adeguato, di farsi carico della patologia e del paziente anche negli aspetti diversi dalla terapia farmacologica. Può chiedere che l’azienda reinvesta parte dei proventi per l’assistenza, la prevenzione, l’informazione sulle patologie che mostrano ancora bisogni terapeutici insoddisfatti».

La Campagna Donne VIP, che si avvale di Forum regionali, un cortometraggio e un sito web con contenuti informativi (www.donnevip.it), è patrocinata in Puglia dall’Agenzia Regionale Sanità e dalla Regione.

 

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