Don Vito Martinelli tra i relatori di un convegno nazionale

“La corporeità come principio interpretativo della teologia cristiana” è stato il tema della sua relazione all’Università degli Studi di Bari

Don Vito Martinelli
Don Vito Martinelli

Anche il coratino don Vito Martinelli tra gli illustri relatori del convegno nazionale tenutosi su identità, pluralismo religioso ed educazione scolastica lo scorso 13 aprile presso l’Università degli Studi di Bari.

La sua relazione a carattere filosofico si è concentrata sulla “corporeità come principio interpretativo della teologia cristiana”.

In una location da grandi occasioni, come il Salone degli Affreschi del Palazzo Ateneo, il convegno, organizzato dalla Facoltà di Scienze della formazione, psicologia e comunicazione dell’Università di Bari, si è svolto in partnership con l’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia, la Società Italiana Psicologia della Religione, la Facoltà Teologica Pugliese e con l’istituto Superiore Metropolitano di Scienze Religiose.

Tra i relatori, due nomi noti a livello internazionale: dott. Mario Aletti, psicanalista ordinario di Psicologia dinamica presso l’Università Cattolica e autore di numerose ricerche scientifiche, e il dott. Germano Rossi dell’Università Bicocca di Milano.

Molto apprezzate le relazioni del prof. Giuseppe Mininni, docente di Psicologia del linguaggio, della prof.ssa Rosalinda Cassibba , direttore del Dipartimento di Scienze della formazione, psicologia e comunicazione, e di don Nicola D’Onghia, il cuo nome è molto conosciuto in tema di neuroscienze.

Don Vito nella sua relazione ha sottolineato la centralità del corpo del Cristo nella teologia cristiana in quanto crocevia della relazione tra Dio e l’uomo.

«Nel corpo di Cristo è definitivamente abbattuto il muro della incomunicabilità Dio-uomo – ha affermato don Vito – Non a caso è con le mani del suo corpo che Gesù guarisce il lebbroso, salva dall’annegamento Pietro e con quelle mani tocca la bara del ragazzino morto, il figlio della vedova di Nain, e lo richiama in vita. Il corpo di Gesù è un corpo che dà vita e gioia – ha chiosato – e in virtù di ciò è alla base delle grandi esperienze caritative della tradizione cristiana».

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