Domani a Corato la scrittrice Mariolina Venezia

Il Presidio del Libro di Corato, in collaborazione con la Libreria Ambarabacicicocò, ospiterà domani mercoledi 20 febbraio la vincitrice del Premio Campiello 2007, che presenterà il romanzo “Rione Serra Venerdì”, Einaudi Editore

Domani a Corato la scrittrice Mariolina Venezia
Domani a Corato la scrittrice Mariolina Venezia

Il Presidio del Libro di Corato, in collaborazione con la Libreria Ambarabacicicocò, ospiterà la scrittrice Mariolina Venezia, vincitrice del Premio Campiello 2007, che presenterà il romanzo “Rione Serra Venerdì”, Einaudi Editore, tra i finalisti del Premio Presidi del Libro 2019. L’appuntamento è per mercoledi 20 febbraio alle ore 18.30 alla Libreria Ambarabacicicocò.

Mariolina Venezia è nata a Matera. Attualmente vive a Roma, dove lavora per teatro, cinema e televisione. Ha pubblicato alcuni libri di poesie in Francia e, per Einaudi, i romanzi Mille anni che sto qui, vincitore del Premio Campiello 2007, Come piante tra i sassi (2009 e 2018), la raccolta di racconti Altri miracoli (Theoria 1998, Einaudi 2009), Da dove viene il vento (2011), Maltempo (2013 e 2018) e Rione Serra Venerdì (2018).

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La copertina del romanzo

Il romanzo giallo “Rione Serra Venerdì”, è ambientato nel quartiere di Serra Venerdí, progettato per portarci gli abitanti dei Sassi, il cuore antico di Matera, dopo l’esodo forzato degli anni ’50. Ma le utopie degli urbanisti si scontrano con la realtà, e Serra Venerdí diventa Rione Apache: l’omicidio di una coetanea della Piemme Tataranni, seguito da altri fatti sconcertanti, punta il dito su una Storia che sembra passare sempre sulla testa dei piú deboli. Con l’immancabile tacco dodici, Imma percorre la Basilicata per ricostruire un episodio del periodo postunitario, lasciandosi stregare dai paesaggi e ritrovandosi a fare i conti con i propri lati oscuri. Il marito Pietro e la figlia Valentina le sono accanto come sempre. Ma stavolta la dottoressa rischia di perdere quanto ha di piú caro. E forse c’è lo zampino del bel maresciallo Calogiuri.

La dottoressa Tataranni è alle prese con un omicidio che affonda le radici nel passato. E se lei stessa avesse contribuito inconsapevolmente alla morte di Stella Gallicchio? L’indagine, oltre che negli spettacolari scenari delle Dolomiti Lucane, e nei «vicinati» dei Sassi, si svolge negli angoli bui dei suoi ricordi.

«La memoria, spesso, è una dannazione. Tira fuori episodi imbarazzanti, dettagli inutili quando cerchi qualcosa di essenziale, ti ripropone una frase o un viso che vorresti cancellare, condanna all’oblio chi non se lo merita. La memoria, lei, l’avrebbe condannata senza sconti di pena».

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