Disastro ferroviario, M5S: “Si revochi la concessione a Ferrotramviaria”

La società sarebbe responsabile di non aver utilizzato tutti i fondi stanziati dalla Regione per la manutenzione della rete ferroviaria e per il raddoppio del binario della tratta Andria-Corato

Raddoppio Corato-Andria di Ferrotramviaria, forse nel 2020
Raddoppio Corato-Andria di Ferrotramviaria, forse nel 2020

L’Assessore Nunziante ritiene ancora opportuna la scelta di affidare direttamente il contratto dei “servizi di trasporto a Ferrotramviaria fino al 2027? Non sarebbe invece necessaria un’ulteriore riflessione sulla possibilità di revocare la concessione all’azienda di Trasporti?”.

Se lo chiedono la consigliera del M5S Grazia Di Bari e il portavoce alla Camera Giuseppe D’Ambrosio in seguito alle agli ultimi sviluppi dell’inchiesta della Procura di Trani sull’incidente ferroviario sulla tratta Andria-Corato che il 12 luglio 2016 causò 23 morti e 50 feriti.

Dalle conclusioni dei magistrati emerge che la società Ferrotramviaria sarebbe responsabile di non aver utilizzato tutti i fondi stanziati dalla Regione per la manutenzione della rete ferroviaria e per il raddoppio del binario della tratta Andria-Corato, scegliendo di impiegarli invece per la metropolitana Bari-Aeroporto, ritenuta una “scelta più redditizia” per Ferrotramviaria. Novità che dovranno essere valutate anche dalla Procura di Bari, poiché la parte danneggiata sarebbe la Regione. Potrebbe quindi aprirsi un filone autonomo dell’inchiesta nella Procura del capoluogo di Regione.

Ci chiediamo se non sarebbe opportuno – continuano i pentastellati – valutare anche affidamenti temporanei a Trenitalia, nelle more di una ricerca di migliori condizioni di mercato attraverso una seria gara pubblica. Al netto dei silenzi e del grande lassismo sul tema da parte della Regione, a più di un anno dall’incidente non solo non sono arrivate le risposte che i cittadini meritano, ma sono anche peggiorate le condizioni in cui cittadini sono costretti a viaggiare. Una situazione che ha acuito anche la rabbia da parte dei pendolari nei confronti delle istituzioni e dei trasporti ferroviari. A farne le spese sono anche i semplici dipendenti che diventano  bersagli della protesta e del malcontento. La Puglia – concludono – che si vantava di essere regione moderna e locomotiva del Sud Italia, si è rivelata arretrata, preda dei soliti interessi. Dei cittadini, a questi signori, non interessa nulla”.

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