Direzione Italia diserta il Consiglio. Il Sindaco parla ma non spiega

L'Aula del Consiglio diventa in un'ora lo spazio vuoto dell'impotenza

in Consiglio comunale 29-7-19_La giunta a 5 di D'introno_
In Consiglio comunale D'Introno riporta la sua Giunta

A 5 minuti dall’ora della convocazione del Consiglio comunale, le 18.00, i banchi di Direzione Italia sono vuoti e resteranno tali per l’intera riunione: a portare la bandiera del gruppo c’è il capogruppo Filippo Tatò. La scena è ravvivata da un atto di sfrontatezza e di coraggio al tempo stesso del Sindaco che riporta in Aula la sua Giunta malgrado quello che si è scritto in questi giorni riguardo alla sua disponibilità a scambiare le due assessore per ottenere l’appoggio di tutta la sua coalizione. Una indiscrezione che non è mai stata smentita. Si comincia.

Il Segretario fa l’appello. Presenti 16 consiglieri su 24. Tra i numerosi assenti, Gabriele Diaferia e Ignazio Salerno. Quale consigliere più suffragato, Tatò è consigliere anziano e spetta a lui dirigere la seduta. Prima però legge una dichiarazione a nome della coalizione rifacendo la storia ormai risaputa dell’accordo siglato e poi misconosciuto dal Sindaco, delle sue improvvise e “inspiegabili e inspiegate” -dice Tatò- dimissioni, e della nomina di una Giunta che non ha tenuto conto degli accordi di coalizione, e così via lungo un filo narrativo che la città oramai conosce a memoria. Al termine aggiunge: “Per queste ragioni io oggi condivido la necessità dell’azzeramento della  Giunta e quella della sua ridefinizione per dare composizione al programma sottoscritto dalla coalizione”.

Di seguito gli interventi, in sintesi, dei consiglieri comunali in una seduta durata poco più di un’ora.

Emanuele Lenoci: “Alea iacta est, il dado è tratto. significa che è tempo di rompere gli indugi e prendere una decisione definitiva. Il Sindaco può nominare e revocare autonomamente gli assessori, per legge. Se lei Sindaco ha ricevuto minacce o pressioni indebite, vada in Procura a denunciare tutto perché è ora di finirla con questo gioco. Rassegni le dimissioni e salvi la sua dignità e quella delle persone che rappresenta. Nella conferenza dei capigruppo avevo suggerito a Tatò di fare un nome come Direzione Italia e l’avrei votato perché non deve essere l’Opposizione a prendersi la responsabilità di far cadere la Maggioranza. Direzione Italia sfiduci il Sindaco se non lo vuole ma se invece continua a imporre al Sindaco i propri nomi, questa Opposizione non può che abbandonare l’Aula perché non può sostenere una Maggioranza che non ha i numeri per andare avanti”.

Niccolò Longo: “Arrivati a questo punto bisogna richiamare il rispetto per la cittadinanza. Il rispetto sta mancando. Noi avremmo tifato per lei e la sua Maggioranza Sindaco, ma se è vero che Lei ha messo sul piatto i nomi dei suoi assessori, mi chiedo come si sentano. Tra questa farsa e 8 mesi di commissariamento probabilmente per la Città è male minore il commissariamento”.

Paolo Loizzo: “La faida nel Centrodestra è molto avanzata. [si rivolge agli Assessori, e in particolare alle due donne] Non capisco la poca dignitosa presenza degli assessori qui, se il Sindaco vi ha già scaricato. E il Sindaco continua nel suo silenzio. C’è una partita di supremazia politica tra “Direzione Italia” e “Fratelli d’Italia” che confluiranno, e al cui interno si stanno sviluppando aggressioni politiche. Gli assessori percorrono il paese con la fascia tricolore e le loro nomine non sono state neppure ufficializzate. La Città è diventata territorio di conquista di forze politiche neppure presenti a Corato. Qualcuno è pronto a farne una vassalla di chi sta cercando di ottenere su di essa una supremazia. E la situazione delle Opposizioni è equivoca: bisogna smettere di essere tentennanti come il re travicello. Invito perciò tutta l’Opposizione ad abbandonare quest’Aula dove non c’è più democrazia ma solo scontro di potere, e a rientrare solo quando la democrazia vi sarà ristabilita”.

Vito Bovino: “Non posso che segnare a porta vuota. La posizione del gruppo che rappresento è stata decisa nell’incontro pubblico del 31 luglio quando il sottoscritto ha dichiarato che non farà mai da stampella. I problemi voi li avete creati e voi li dovete risolvere. Chiedo agli assenti di Direzione Italia: cari personaggi che state affossando Corato un tempo fiorente ma non è questo il vostro Sindaco? Questo grave momento dura da 2 anni, dall’omicidio politico siamo passati all’infanticidio. Si stanno giocando la città a Bari e a Roma. La città ora assiste alla ricerca della quadra per le poltrone, a una lotta vergognosa per gli assessorati, e sappiamo quali sono, Urbanistica e Lavori Pubblici, sempre quelli. Sono pronto ad abbandonare l’Aula in attesa che si riporti dignità e rispetto a una Città stanca dei vostri giochi. Il Centrodestra mai come questa volta è responsabile di un fallimento. Io abbandono l’Aula buona serata”.

Giuseppe D’Introno: “Stasera bisogna far capire che siamo presenti per dare un’Amministrazione alla città nonostante l’assenza di Direzione Italia e la scelta del consigliere Zitoli che non si sa bene se è passato al Gruppo Misto o a Forza Italia. Alle Minoranze chiedo di restare qui e votare i punti all’ordine del giorno perché il Ministero dell’Interno ci ha permesso di continuare i lavori oltre la nomina del presidente del Consiglio comunale. Il Sindaco è stato in collegamento con le segreterie regionali dei partiti e credo che ci siano stati dei passi in avanti per la soluzione della crisi. Vi chiedo di partecipare al voto.”

De Benedittis: “Questa è una città che muore di coalizioni. Il Centrodestra ha fatto le primarie e abbiamo visto come esse diventano il piano di uno scontro per l’egemonia. La Maggioranza sancita dalle primarie sta franando ma in questa frana crollano anche le istituzioni cittadine. Siamo di fronte a una ferita istituzionale inedita per la città. Il Sindaco non ha giurato e non è neppure entrato nella pienezza delle sue funzioni. La soluzione dei problemi richiede visione politica dei problemi e questa Maggioranza non ha una visione della città. D’Introno chiede di votare i punti che seguono all’ordine del giorno. Ma il problema non è raccattare i voti: io rifiuto ogni inciucio e ribaltone e ogni trattativa tra Minoranza e Maggioranza e mi dispiace aver sentito echi di trattative in questo senso. Sono contento che si siano arenate e spero che davvero sia così. In quest’Aula consiliare ci sono diverse Minoranze, differenti politicamente e io rivendico queste differenze. La mancata approvazione delle variazioni di bilancio rischia di far subìre alla città un sensibile aggravio delle imposte locali. Se questa Maggioranza non c’è più, se ne prenda atto e si torni velocemente al voto. Chiediamo al Prefetto che le elezioni siano convocate nel più breve tempo possibile. Proviamo a tornare al voto in autunno perché se c’è consenso tra le forze politiche questo è possibile. Ma facciamo una campagna elettorale senza compravendita del voto come è accaduto due mesi fa. E l’esito si è visto. Facciamo una campagna a costo zero e dove non si inventano comitati elettorali sparsi in tutta la Città. Ai cittadini bisogna anche dire che la fiducia non può essere perduta e offrire una guida autorevole e forte fondata su una alleanza fra il mondo culturale, del lavoro e dell’impresa”.

Graziella Valente, UDC: “Guardare la città in stallo fa male a tutti. Chiedo al Sindaco: trovate una soluzione, noi saremo responsabili ma ci vogliono numeri e conoscenza dei fatti. Abbandoneremo anche noi l’Aula”.

Giuseppe D’Introno: “De Benedittis ha detto di non essersi allontanato dalla città perché tiene a contribuire alla soluzione dei suoi problemi. Spero che anche questa sera il consigliere De Benedittis non si allontani dalla città e voti l’ordine del giorno. È Michele Emiliano che vuole venire a fare razzia a Corato con le sue liste”.

Niccolò Longo: “Faccio solo due appunti. Ci si chiede se possiamo eleggere il Presidente del Consiglio comunale e io non lo farò; ci si chiede se possiamo bypassare il problema e trattare gli altri punti all’ordine del giorno e secondo me non vale nemmeno la pena di preoccuparsene perché si tratta solo di un tentativo di aggirare il blocco politico che si ripresenterebbe al punto successivo. Accordi-stampelle se li avessimo voluti fare li avremmo già fatti. Dopo la dichiarazione del Sindaco che vedo prenotarsi per parlare, abbandonerò l’Aula”.

Paolo Loizzo: “[rivolto a De Benedittis] Non fare, Corrado, campagna elettorale fin d’ora. [Si rivolge al Segretario generale] Il primo punto verrà affrontato o subito saltato?”

Sindaco Pasquale D’Introno: “Interrompo per la seconda volta il mio silenzio, per stabilire un po’ di verità. In questi giorni la Giunta è stata oggetto di attacco: sono stati colpiti tecnici qualificati che vogliono dare un contributo per superare una situazione che non fa piacere e che ostacola l’azione amministrativa. Io ringrazio tutti gli assessori. Guardando i banchi vuoti del Consiglio me ne dispiaccio molto. La sera del 12 luglio sono stato dichiarato Sindaco dal giudice senza preavviso e senza poter chiamare la mia famiglia per assistere alla cerimonia. Anche di questo mi hanno criticato. Ma scusate, è toccato a voi o a me? Di che stiamo parlando? Parliamo invece delle famiglie che non arrivano a fine mese, e dei giovani che se ne vanno e ricordiamo tutti che quest’Aula è santa [con grande enfasi e quasi urlando], è santa! Cosa ha fatto il Sindaco? Siete tanti a non saperlo a causa dell’impossibilità di avere in questi mesi un dialogo. Ebbene c’è stato l’impegno su due progetti: uno, il ‘Tavolo dei talenti’ per la formazione di 60 giovani per un anno a Bari riguardante l’individuazione delle linee strategiche per rilanciare l’occupazione nel nostro territorio-, e l’altro, ‘Portafuturo’ per la riattivazione del Job Center che era chiuso e potrà essere riaperto formando generazioni di giovani per 5 anni. Ho lavorato sul tema della Zona di sviluppo economica speciale e abbiamo individuato a Corato  queste zone per portare investimenti. Sul Decreto crescita: dopo 30 anni stiamo reperendo finanziamenti per ristrutturare le tribune e ridare un campo di calcio alla nostra squadra. Io mi impegno. E se il bilancio non è stato approvato è a causa di nomine scellerate fatte da altri prima di me. Equilibrio di bilancio. Oggi c’è chi parla senza sapere. Abbiamo trovato un conto da pagare del 2018 non risalente a me ma a chi ci ha preceduto e non ha adeguato le tariffe della TARI. E questo grazie a chi non ha voluto votare il presidente del consiglio e dare al Sindaco perciò la possibilità di accedere ai fondi disponibili. La società che oggi doveva essere ricapitalizzata per la gestione dei rifiuti sulla base di 5 Comuni, non lo sarà perché non possiamo deliberare un rifinanziamento a causa dell’inefficienza di chi mi ha preceduto. Non ho mai interrotto le trattative politiche né ho avuto la necessità di chiedere aiuto ad altri. Non ho escluso nessuno negli incontri regionali che ho avuto, lo dico agli amici di Forza Italia e della Lega. Fra due giorni scadono le mie dimissioni e ribadisco che sono un uomo libero in grado di assumere scelte in autonomia. Se noi vogliamo continuare a confrontarci solo sugli assessorati io faccio i bagagli e vado via. Mi affido alle vostre coscienze per far capire a tutti che siamo una cosa unica. Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini anche dicendomi parole per me strane come ‘omertà’ che non è mai stata mia. Richiamo tutti a riflettere sui comportamenti. Ci ritroveremo purtroppo fra 10 giorni perché questo è il termine per il riconoscimento dei debiti di bilancio”.

Paolo Loizzo: “Lei è sorprendente, parla di trasparenza ma non dice. Lei deve parlare in quest’Aula e se non ha da dire niente taccia. Io alle sue dimissioni non ci credo. Lei si è reso conto che la miccia si sta facendo sempre più corta e sta cercando di buttare questa piccola bomba sulle Minoranze: [a questo punto urla quasi] noi non ci stiamo, siete voi i responsabili! Lei è responsabile tanto quanto chi ha guidato l’auto della sua elezione. Insisto perché le Opposizioni abbandonino l’aula”.

Filippo Tatò chiede al Segretario se c’è il numero legale per proseguire i lavori viste le numerose assenze. I consiglieri presenti sono 14: si continua.

De Benedittis: “C’è una responsabilità della Maggioranza e ce n’è una delle Minoranze. Un’Amministrazione deve essere riferimento della Città e caro Sindaco a Corato manca un passo in avanti creativo. Non si può solo affrontare alla spicciolata i singoli problemi, serve una visione, e manca fisiologicamente perché non c’è una maggioranza. Non ho difficoltà ad abbandonare l’Aula in solidarietà con le altre Opposizioni ma [con enfasi] per affrontare da domani in quest’Aula i problemi di una città che affonda”.

Tatò chiede di nuovo la verifica del numero legale: 7 i presenti. La seduta è sciolta.

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