Direzione Italia chiede al neo Sindaco Pasquale D’Introno di mettere mano alla convenzione tra il Comune e le scuole d’Infanzia Paritarie. Il tema non è di poco conto, almeno per due ragioni. Innanzitutto perché si tratta di Scuola, e inoltre perché è un tema ideologico o, se si preferisce, ideale. I diritti della scuola paritaria costituiscono uno dei capisaldi programmatici del pensiero liberal e delle formazioni che un tempo si dicevano di centrodestra. Vuoi vedere che questa sfornata elettorale ha riportato in auge i distinguo e le cosiddette narrazioni ideologiche? Vuoi vedere che il caos delle sigle sta suscitando, per reazione, un tentativo di ritorno ai programmi di partito?
Comunque sia la convenzione è scaduta e dunque Direzione Italia, formazione di appoggio del neo Sindaco, ribadisce: “La Scuola Paritaria svolge un servizio pubblico e di accoglienza, contribuendo alla generalizzazione dell’offerta formativa dei bambini e delle bambine in età compresa tra i 3 e i 6 anni. Riconoscendo l’importanza del ruolo e delle loro funzioni, in previsione della sottoscrizione del nuovo schema di convenzione per gli anni scolastici  2019/2020 – 2020/2021 – 2021/2022, il Coordinamento e il gruppo Consiliare di Direzione Italia hanno sottoposto alla valutazione del Sindaco D’Introno alcune proposte di modifica da apportare alla Convenzione tra il Comune di Corato e le Scuole dell’Infanzia Paritarie scaduta il 30/6/2019”.
Direzione Italia non chiede a D’Introno soltanto il ripristino della convenzione ma la sua riformulazione per “una diversa definizione del numero delle sezioni e l’entità del contributo, al fine di agevolare le famiglie con un parametro ISEE compreso tra € 0,00 e € 7.500,00”.
Chissà che ora qualcuno non rispolveri la bandiera del primato della Scuola Pubblica e del diritto a esistere delle scuole private ma “senza oneri per lo Stato” -la Paritaria sebbene sia una scuola privata non coincide completamente con essa, e anzi se ne distingue perché può rilasciare diplomi validi sottoponendosi istituzionalmente ai programmi e alle norme del Ministero dell’Istruzione e delle Ricerca. E tuttavia quando si tratta di finanziamenti per la Scuola, ogni euro è importante in una situazione di generale riduzione della spesa pubblica. L’eventuale polemica sarebbe davvero un tuffo nel passato. Ma non è detto che guardare al Passato sia una scelta passatista.  D’altronde questi sono giorni in cui il Passato sembra rappresentare per la politica, nazionale quanto locale, una indispensabile bussola.

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