Dialogo tra vini autoctoni friulani e prodotti tipici pugliesi: un discorso … azzeccato

Sabato 7 giugno è stata presentata presso il ristorante La Locanda di Beatrice, l’edizione 2014 della Guida Vinibuoni d’Italia, curata dal Touring Editore che celebra l’Italia degli autoctoni ed elenca tutti i vini e le cantine migliori del territorio. Diverse le aziende coratine che rientrano tra le migliori del Bel Paese: Torrevento, Terramaiorum, Santa Lucia e Carpentiere. Oltre a diverse Stelle si sono aggiudicate anche le ambite Corone e Golden Star.

La Corona è il massimo riconoscimento che la Guida attribuisce ai vini italiani di eccellenza, attraverso il parere espresso dalla giuria di esperti, suffragato da quello dei consumatori. Vini scelti con voto palese di maggioranza nella sessione finale di degustazione a commissioni riunite su scala nazionale. Sono dunque vini che hanno entusiasmato per l’assoluta espressione del vitigno e del territorio di appartenenza, per la gamma aromatica, per il corpo e per l’armonia. Vini di forte identità, il cui ricordo rimane impresso con la capacità di emozionare a lungo.

La Golden Star è assegnata a quei vini che, raggiunte le 4 stelle, hanno ottenuto la nomination per concorrere alla Corona, perché, oltre che esprimere eleganza, finezza, equilibrio, qualità e precisa espressione del varietale e del territorio, hanno destato nella commissione di degustazione regionale un’esaltante emozione.

Di seguito la classifica.

Torrevento: 4 Stelle con Corona per il Castel del Monte Bombino Nero DOCG Veritas 2012; 4 stelle per Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOGC Ottagono 2011, Castel del Monte DOC Rosso Riserva Vigna Pedale 2010, Castel del Monte DOC Rosso Bolonero 2011 e Moscato di Trani DOC Dulcis in Fundo 2011;

Santa Lucia: 4 stelle con Corona per il Castel del Monte DOC Rosso Riserva 0,618 2006; 4 stelle per il Castel del Monte DOC Rosso Riserva Le More 2010; 3 stelle per il Castel del Monte DOC Rosso Vigna del Melograno 2010 e per il Puglia IGT Aleatico Gazza Rubina 2012; 2 stelle per il Puglia IGT Fiano Gazza Ladra 2012;

Terramaiorum: Golden Star e 4 stelle per il Castel del Monte Bombino Nero DOCG 2012; 4 stelle per il Puglia IGT Rosso Maiestatis 2009; 3 stelle per il Castel del Monte DOC Rosso Riserva Federi Feudi 2008 e 2 stelle il Castel  del Monte DOC Bombino Bianco 2012;

Cantine Carpentiere : 4 stelle per il Castel del Monte DOC Rosso Riserva Armentario 2007; 3 stelle per il Castel del Monte DOc Rosso Pietra dei Lupi 2009 e per il rosato Castel del Monte Bombino Nero DOCG Prima Luce 2012; 2 stelle per Come d’Incanto 2012.

A seguire, la cucina pugliese ha incontrato i vini del Friuli Venezia Giulia provenienti dalla zona dei Colli Orientali (Collio e Collio Goriziano), limitrofa alla Slovenia. «La peculiarità di quel terreno sono l’argilla e la sabbia di cui è composto, rilasciate dal mare in epoche antiche  – ha spiegato il prof. Andrea De Palma, responsabile della guida per le regioni Abruzzo, Molise e  Puglia – E’ questo il segreto del sapore particolare dei vini bianchi della zona, tutti caratterizzati da estrema freschezza, forte mineralità e grandi profumi, vini snelli, non pesanti, che si fanno bere volentieri. Per quanto riguarda invece la Puglia, tra i vitigni autoctoni di uvaggio bianco, si sta affermando il Fiano Minutolo, seguito dal Verdeca e Bombino Bianco. Il bianco ha bisogno del freddo, per questo la Puglia è una regione di rossi eccellenti. Tuttavia attraverso la criomacerazione, cioè il raffreddamento a 4 gradi delle bucce per un certo numero di giorni, si ovvia al problema e si trattengono i profumi».

Maurizio Balducci, patron della Locanda di Beatrice, in collaborazione con il suo staff culinario e l’ERSA, l’agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia, ha elaborato un menù strepitoso, volto ad esaltare le caratteristiche delle portate e dei vini ad esse abbinati, provenienti dalle aziende friulane La Tunella e Marco Felluga.

Così  gli appetizer (foglie di salvia fritta, pettoline tradizionali, crostini di pane con pomodoro candito, bianchetto di mare in pastella, rollè di frittatina con spinaci , vellutata di fave con cicorie) sono stati abbinati ad un Friuli Colli Orientali Doc Friulano 2013 (floreale e fruttato con nota tipica che ricorda la mandorla amara, la pera e i fiori di campo) e a un Collio Doc Ribolla Gialla 2013 (un cru monovarietale dai profumi esotici, di fiori di campo e sottili sentori agrumati).

L’antipasto (trancio vegetariano di pasta fillo con ripieno di verdure su letto di fonduta con Grana Padano e granella di mandorle tostate) è stato accostato ad un Collio Doc Bianco Molamatta 2012.

Il primo (mezze maniche di “Don Attilio Mastromauro” con frutti di mare mantecate con pesto di fiori di zucchine) è stato illuminato da un Collio Doc Pinot Grigio Riserva Mongris 2011 (fruttato e fragrante, profumo di fiori di acacia, di pane caldo e frutti tropicali maturi).

Il secondo (baccalà padellato con pomodori secchi, patate di Margherita di Savoia, capperi al sale, acciughe e olive nostrane) è stato esaltato da un Friuli Colli Orientali Doc Bianco Sesto 2012 (di grande stoffa, dai profumi eleganti e raffinati che ricordano la piccola pasticceria).

Infine il sapore del dessert (bianco artigianale con salsina di marmellata di ciliegie nostrane) è stato assecondato da un passito dolce, ma non stucchevole, aristocratico, caldo e vellutato, il Colli Orientali del Fiuli Picolit Docg 2010 (ricorda il miele prodotto con tutti i fiori dei campi, la frutta matura, la confettura di pesca e di albicocca, i fichi).

Insomma un dialogo tra vini e cibo che, alla Locanda di Beatrice, non conosce stanchezza, ma esalta le culture dei territori coinvolti, nella consapevolezza di uno scambio costruttivo e vantaggioso.

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Maria Labartino (nota come Marina) - Ex Direttore Responsabile. Esordisce su LO STRADONE nel 1986. Laurea in Scienze della Formazione. Iscritta all'ODG dal 1998. Presentatrice occasionale. Da oltre 30 anni scrive di tutto e su tutto con sete di verità, consapevole di "sapere di non sapere" (cit. Socrate). Vincitrice del Premio Michele Palumbo 2019 come "Editorialista dell'Anno" al concorso dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia "I fatti, le idee, le opinioni" organizzato dal Circolo della Stampa BAT

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