Dialoghi di Trani, XV edizione: gustosissima apertura con “Artusi Remix”

Don Pasta (9)“Mangiare è come respirare, senza moriremmo”. Non è la massima di un filosofo del settecento, né lo slogan di una campagna contro l’anoressia, bensì il modus cogitandi di Daniele De Michele, alias Don Pasta, che con il suo spettacolo teatrale “Artusi Remix”, tratto dal suo omonimo libro, ha di fatto aperto la quindicesima edizione dei “Dialoghi di Trani”, in un teatro comunale gremito in ogni ordine di posto.

Un esegesi della cucina italiana, un viaggio multisensoriale alla scoperta delle radici dei nostri piatti, tutti figli delle difficoltà economiche che hanno sempre contraddistinto la nostra terra. E se a teatro gli spettatori da sempre sono abituati a guardare gli attori recitare ed ascoltare, lo spettacolo di ieri ha permesso loro anche di toccare con mano le prelibatezze della nostra terra, odorarne le fragranze e gustarne i sapori unici. Si, perché “Artusi Remix” ha una peculiarità, forse unica nel teatro italiano, quella di usare il palco non solo come mezzo fisico per esprimersi dal punto di vista musicale e teatrale, ma anche come vera e propria cucina, con tanto di fornelli e cibo vero. Non c’è trucco e non c’è inganno, Don Pasta durante lo spettacolo si è dilettato in alcune prelibatezze della nostra terra, e poi è sceso tra il pubblico a deliziare i palati della platea, abbattendo in maniera perentoria l’ideale muro della quarta parete.

Il titolo dello spettacolo fa riferimento a Pellegrino Artusi, autore di quello che molti considerano il primo trattato di gastronomia dell’Italia unita: “La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene”.

«Era il Bob Dylan della cucina italiana. Un cantastorie, che oggi si rivela essere l’unica fonte certa di cosa fosse davvero la cucina italiana. Io parto da lì, per raccogliere storie attuali. Con lo stesso spirito: la ricetta è più o meno così, poi fate voi. Con quella libertà assoluta che oggi è così rara», afferma Donpasta.

Stare ai fornelli con il concetto del “quanto basta”, lasciando spazio a libertà ed estro di ognuno di noi e ponendosi ossimoricamente alle guide gastronomiche canoniche, che dosano le ricette al microgrammo, senza margine d’errore, senza fantasia.

E la fantasia allo spettacolo di Daniele De Michele non manca affatto: l’atto di cuocere sul palco è sapientemente intervallato da piccoli monologhi, citazioni dotte e momenti musicali, con l’ausilio di Marco Di Palo al violoncello ed Ernesto Nobili alla chitarra, accompagnati dallo stesso Donpasta, che, a ritmo di musica, tritura, sminuzza, soffrigge, usando gli utensili da cucina come veri e propri strumenti musicali.

“Artusi Remix” però è anche denuncia. Contro i fast food, contro i cibi pronti, contro la gente che non vuole “perdere tempo” a cucinare. «Prima ancora di discutere sulla filiera corta o sul kilometro zero, bisogna recuperare il rapporto con le nonne che sapevano mangiare benissimo grazie a quel sapere democratico e diffuso di parsimonia e dignità. La mia battaglia è questa».

Questione della filiera corta ripresa a fine spettacolo anche da Daniela Mastromauro e dal sindaco Mazzilli, che hanno sottolineato come un prodotto raccolto fatto e finito nella propria terra non ha solo un’origine controllata, ma assume un’importanza fondamentale per la riscoperta degli antichi sapori.

Nel mondo dei vari Masterchef, La Prova del Cuoco, Cotto e Mangiato, un modo assolutamente innovativo, grintoso e rock di approcciarsi alla (buona) cucina, una ventata di aria nuova in un mondo saturo e stantìo, fatto di format noiosi che di fatto uccidono l’infinita varietà e fantasia della cucina italiana.

Da questa mattina la manifestazione culturale organizzata dall’associazione “La Maria del porto” si sposterà a Trani e proseguirà con la cerimonia inaugurale e un incontro sui temi dell’indifferenza e della condivisione. Cardine, quest’ultimo, dell’intero ciclo di eventi.Don Pasta (10)

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