“Delitto e castigo”, il capolavoro di Fedor Dostoevskij compie 150 anni

Un capolavoro assoluto della letteratura internazionale.

“Delitto e castigo”, il capolavoro di Fedor Dostoevskij compie 150 anni
Fedor Dostoevskij.

“Fra le righe” è la rubrica de Lo Stradone in collaborazione con l’Associazione Culturale Forum degli Autori di Corato e si pone l’obiettivo di disquisire e riflettere su letteratura, cultura e società, creando un filo diretto col lettore.

di Antonio Montrone

Sebbene già dai primi mesi del 1866 Fedor Dostoevskij ebbe a dedicare quasi tutto il suo tempo alla stesura del suo capolavoro che il “Russkijvestnik” pubblicava già a puntate, soltanto nell’ottobre dell’anno successivo, grazie alla collaborazione della stenografa Anna Grìgor’evna, riesce a rispettare la data di consegna del romanzo promessa all’editore Stellovskij.

“Delitto e castigo” fu l’opera che diede a Dostoevskij la fama e rimane in assoluto ancora oggi il suo romanzo più celebre.

Intessuto di una grande complessità di temi, esso rimarca le principali situazioni che devastarono la Russia del diciannovesimosecolo, ma pone anche delle profonde analisi su quanto pervadeva l’animo, il pensiero e i sentimenti dell’autore.

Tale analisi, traendo origine dagli ideali protosocialisti, passa a una concezione quasi nietzschiana, fino a toccare una sorta di misticismo messianico di natura squisitamente slava.

Orribile è il delitto che il protagonista del romanzo commette massacrando a colpi di scure una vecchia usuraia e la sorella di lei, poco più che trentenne e forse anche in attesa di un bambino. A mitigare l’orrore di questo duplice, forse triplice omicidio contribuisce sicuramente il suo radicarsi nella realtà del tempo e nei dibattiti intellettuali degli anni sessanta della Russia dello zar Alessandro secondo, ma, al tempo stesso, nel delitto e nel castigo si avverte nettamente la presenza di valenze archetipiche che pongono il lettore di fronte alle origini stesse di un mito antichissimo, e con esse si confrontano.

Mai delitto fu più abilmente collocato nella storia e, contemporaneamente, nello spazio individuale e collettivo della mente dell’uomo.

La stesura del romanzo dunque ruota attorno alla vicenda del giovane Raskòl’nikov che, travolto da una precaria condizione economica non disgiunta dai suoi principi teorici, uccide in maniera brutale, abbandonandosi poi al rimorso e a una condizione psicopatologica che distrugge la sua anima e la sua esistenzialità. I personaggi che attraversano la narrazione non appartengono, o non appartengono più, alla dimensione della realtà “diurna”: l’apparizione, lo spettro sono parte integrante della vicenda e le dissertazioni sui fantasmi chiariscono  il dogma per cui nell’uomo sano, integro, non esiste la possibilità di contatto con altre dimensioni, mentre nell’uomo malato la malattia apre varchi attraverso i quali è possibile entrare in contatto con “brandelli d’altri mondi”.

Però, se è vero che tutti i personaggi di “Delitto e castigo” si collocano sul piano del sociale e al tempo stesso sviluppano individualmente un’idea, è anche vero che essi sono portatori di un particolare punto di vista sul mondo e su se stessi all’interno di una concezione polifonica dell’opera d’arte, l’unica dimensione a cui non tutti hanno accesso è quella onirica, dalla quale restano esclusi coloro che sono dotati di potenzialità progettuali e pratiche, alle quali è estraneo qualsiasi stato morboso e irrazionale.

Alla fine trova pace però nella espiazione e nel sentimento che esplode nei confronti di Sonja, creatura pura e dolce di cui Dostoevskij non manca di sottolineare la soavità.
“Delitto e castigo” è sicuramente quindi il romanzo della perdizione, del travaglio interno, del rimorso, ma che, comunque, proprio nel momento più culminante riesce a trovare una luce che lo trasporta sino alla redenzione.

In ognuno dei tantissimi personaggi, tratteggiati con impareggiabile maestria psicologica, l’autore riesce in ogni caso a far rivivere un bagliore di bontà soffocata dall’orrore, eppure ancora vivo e palpitante di speranza.

Un capolavoro insomma della letteratura internazionale, del quale si vuol celebrare il centocinquantesimo anniversario della prima stesura.

Lascia un commento

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
avatar
wpDiscuz