Dedicazione della chiesa del Sacro Cuore di Corato

Inaugurata nel 2009, domani sarà Mons. D'Ascenzo a celebrare il solenne rito della consacrazione e dedicazione della chiesa che si è dotata del nuovo altare in pietra

Dedicazione della chiesa del Sacro Cuore di Corato
Chiesa Sacro Cuore di Gesù di Corato - il giorno della prima visita di Mons. D'Ascenzo

Sarà monsignor Leonardo D’Ascenzo, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, a procedere alla dedicazione della chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù di Corato. Il solenne rito, nell’ambito della Liturgia Eucaristica, si terrà domani domenica 21 ottobre alle ore 18.30.

Era il 4 gennaio 2009 quando, al termine dei lavori, la nuova chiesa del Sacro Cuore fu consegnata simbolicamente dall’economo diocesano don Angelo Di Pasquale al compianto arcivescovo Mons. Giovan Battista Pichierri e all’allora parroco don Giuseppe Tarricone. Fu una grande gioia per tutta la comunità parrocchiale e non solo.

In quell’occasione la chiesa fu solo benedetta e non si procedette alla consacrazione e dedicazione, come spiegò Mons. Pichierri durante la Celebrazione Eucaristica, a causa dell’assenza di un altare stabile ancorato al pavimento in sostituzione del quale fu invece posto un altare mobile in legno.

Finalmente l’altare in pietra ancorato al pavimento c’è, e domani, alla presenza di don Vito Martinelli, parroco dal 2015, si celebrerà il particolare rito della dedicazione della chiesa al Sacro Cuore di Gesù.

Monsignor D’Ascenzo, pertanto, dapprima consacrerà l’altare, con l’olio del Sacro Crisma e, poi, procederà alla dedicazione.

«Il nuovo altare, realizzato dal professor Mauro Mezzina, dell’Accademia di belle arti di Bari e della prestigiosa Accademia di Brera, è in pietra di Trani, – spiega don Vito – ed è stato finanziato, quasi totalmente, dalla famiglia Falco-Cusmai, in ricordo di Vincenzino Falco, morto, in giovane età nel 2009, anno dell’inaugurazione della chiesa.

Ho desiderato  -continua don Vito-  un altare semplice e, al tempo stesso, ricco di significati. Non vi sono fregi o bassorilievi ma linee molto morbide, che corrono lungo la nudità della pietra. La pietra è lì a ricordare la nudità del Cristo sulla croce; le linee, a ricordare l’acqua e il  sangue di Cristo che si effondono sull’intera umanità. 

Quell’altare –conclude don Vito- starà a ricordare la nudità di ogni Cristiano che cammina nel mondo con la sola forza del Vangelo di Gesù  per andare incontro a ogni uomo e a ogni donna».

All’interno dell’altare, così come previsto dal rito, saranno collocate, dal maestro d’arte Franco Colella, due reliquie scelte e inviate direttamente dalla Santa Sede. Nello specifico si tratta delle reliquie di San Giovanni Paolo II, il Papa della Divina Misericordia, e della beata Maria di Gesù, fondatrice delle Suore crocifisse adoratrici dell’Eucaristia.

 

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