Cute e lesione: il complesso meccanismo della riparazione tessutale

La cute occupa una ampia superficie da  1,5 a 2 mq con un peso di circa 15 Kg. Il suo spessore varia da un minimo di 0,5 mm (pene, timpano, meato acustico esterno, palpebre) ad un massimo di 4 mm (palmo mano, pianta piede, nuca, dorso).

La cute è formata da due parti principali:

– l’Epidermide: la parte superiore a contatto con l’esterno, priva di vasi e nervi ma costituita da cellule tipo Cheratinociti, Cellule di Langerhans (utili per la difesa contro germi e sostanze tossiche), e Melanociti (alla base della pigmentazione cutanea);

il Derma: la parte sottostante ricca di vasi e nervi che con delle proiezioni digitiformi (Giunzione Dermo-Epidermica) fissa a sé l’epidermide; è costituito dai Fibroblasti (importanti nel Processo di Riparazione Tissutale) che sono immersi in una sostanza amorfa, detta matrice ECM che a sua volta è composta da varie sostanze (proteoglicani -glicosaminoglicani) ed è ricca di fibre di collagene ed elastiche.

 Come ogni parte del nostro organismo la Cute invecchia presentando delle Alterazioni Micro-Macroscopiche a carico delle sue parti principali:

a) a livello del derma si può avere l’assottigliamento della giunzione dermo-epidermica, la riduzione del collageno e dell’attività dei fibroblasti e la disposizione casuale fibre elastiche;

b) a livello dell’epidermide si può riscontrare l’assottigliamento con la riduzione della sua funzione di barriera e la riduzione dell’attività delle sue cellule.

Queste alterazioni – associate ad una riduzione del microcircolo, una  ridotta risposta infiammatoria locale, una diminuita percezione del dolore, una sensibilità locale, una diminuzione dell’elasticità della cute e ad uno stato di  immunodepressione – nell’anziano  favoriscono un’aumentata suscettibilità e il rallentamento della guarigione delle lesioni.

Ma la pelle è programmata per guarire  rapidamente e completamente: RESTITUTIO AD INTEGRUM.

 

Le modalità di guarigione sono diverse a seconda dello stimolo lesivo (modesto o forte), della sua durata di azione (breve o lunga), dell’entità del danno (minimo o massimo) e della sede del danno.

1) RISOLUZIONE: stimolo lesivo modesto e di breve durata, danno minimo e cellule danneggiate capaci di rigenerare con Restitutio ad Integrum;

 

2) RIGENERAZIONE: stimolo lesivo modesto, danno in una sede in cui le cellule del tessuto/organo danneggiate sono in grado di sostituire completamente le cellule danneggiate con  Restitutio ad Integrum

Esempi: rigenerazione epatica, del tessuto osseo e dell’ epitelio di rivestimento;

3) RIPARAZIONE: stimolo lesivo maggiore, danno più profondo per cui si verifica la sostituzione del tessuto leso con tessuto connettivo cicatriziale (ripristino continuità anatomica, non funzionale del tessuto leso) .

Esempio tipico: riparazione ferite  cutanee

Tale Processo di Riparazione Tissutale vede coinvolti “diversi tipi di cellule” e si svolge in più fasi:

1: Fase Infiammatoria: inizia al momento del danno e dura da 1 a 7 giorni ; è costituita da una fase  coagulativa che dura 10 minuti e consiste nella rapida vasocostrizione (pochi secondi) dovuta alla liberazione da parte delle cellule lese di sostanze vasoattive, segue poi l’emorragia e successiva aggregazione piastrinica con la formazione di un “TAPPO” , coagulo provvisorio che chiude i vasi e si raccoglie nel letto della ferita riempiendo lo spazio fra i margini della ferita e così isolandola dall’ambiente esterno e difendendola dall’aggressione batterica. Le piastrine inoltre liberano sostanze dette citochine che richiamano sul luogo del danno ed attivano leucociti e macrofagi.

Quindi nella zona lesa migrano prima i fagociti, i granulociti i neutrofili che la detergono dai detriti cellulari e batteri con formazione di pus; dopo i

macrofagi che fagocitano i microorganismi, i neutrofili morti, rimuovono il coagulo e i detriti fino ad eliminare tutto il pus…

 

2- Fase Proliferativa: inizia dopo circa 24 ore, sovrapponendosi alla fase precedente e si mantiene per una durata che va da 7 a 10 giorni. In tale fase si  attivano diversi tipi cellulari:

–         le Cellule Epiteliali – che migrano lungo i margini della ferita incuneandosi sotto il coagulo e stratificandosi in più strati cellulari –formano un unico strato cellulare continuo che aumenta di spessore nei giorni successivi;

–         i Fibroblasti che migrano lungo il letto della ferita, proliferano e sintetizzano collageno e componenti matrice ECM che comincia ad invadere gli spazi  ferita riempiendo gli spazi vuoti.;

–         le Cellule Endoteliali che favoriscono la formazione di nuovi vasi sanguigni che portano ossigeno e  nutrienti al nuovo tessuto.

Dall’azione sinergica e combinata di tutti questi tipi cellulari si realizza la  Sostituzione del  tessuto perso con del tessuto nuovo detto: Tessuto  di Granulazione che si forma dai 4 ai 25 giorni

 

3) Fase di Maturazione e di Rimodellamento: è la fase finale che dura da molti mesi fino ad 1 anno con il rimodellamento delle fibre di collagene e la progressiva riduzione sia del numero dei capillari (devascolarizzazione in 2-3 settimane) che della componente cellulare con contemporaneo aumento delle  fibre collagene. Questo rimaneggiamento porta come risultato finale alla sostituzione graduale del Tessuto di Granulazione con una massa fibrosa detta Cicatrice in cui, sebbene l’epidermide si sia rigenerato del tutto, mancano gli annessi cutanei (peli e ghiandole) e si ha una minore resistenza alla trazione rispetto alla cute normale.

A questo punto il processo di Riparazione Tissutale Normale giunge al termine.

Importante sottolineare che tutte le cellule coinvolte nel processo di Riparazione Tissutale per “attivarsi” necessitano di un “Ambiente Umido”.

Tali cellule se poste in un ambiente disidratato (ambiente che si realizza per esposizione della lesione all’aria o con l’uso delle vecchie medicazioni tradizionali, tipo garze) muoiono.

Su questo assioma si basa il Principio di Guarigione in Ambiente Umido che è alla base dello sviluppo, a parire dal 1962, di ricerche scientifiche che hanno portato allo sviluppo della Vulnologia e del concetto di Medicazioni Avanzate.

Infine, considerando lo svolgimento del Processo di Riparazione Tissutale Normale in fasi successive si può meglio definire e comprendere il concetto di Ulcera o Lesione Cutanea Cronica cioè di una lesione che per “vari e diversi motivi” non mostra tendenza alla guarigione in un certo periodo di tempo per “blocco del Processo del Riparazione Tissutale” con Prolungamento della Fase Infiammatoria.

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