Cultura e Legalità come risorsa strategica

Accogliamo volentieri sulle nostre pagine una riflessione del prof. Vito De Leo, psicopedagogista ed autore di un saggio sul tema del bullismo, all’indomani della importante conclusione del progetto PON “Leg(a)li a Sud” della scuola media L.Santarella di Corato che ha visto la presenza a Corato del prof. Michele Mirabella, del tenente del nucleo tutela del patrimonio dei Carabinieri Stefàno e del sindaco di Corato Luigi Perrone. Data l’ampiezza e la complessità della tematica sviluppata all’interno del percorso formativo degli studenti della Santarella non ci limiteremo alla semplice cronaca dell’evento, ma tratteremo l’argomento in maniera approfondita sul numero di Giugno de “Lo Stradone”.

 

Ho assistito con molto interesse all’evento organizzato dalla Scuola Media Statale “Santarella”, che ha avuto il giorno 13 u.s., presso il cinema “Elia”, come ospite graditissimo il celebre conduttore televisivo Michele Mirabella. La scuola diretta dalla prof.ssa Danila Tempesta, lo ha fatto nell’ambito del progetto PON “LE(g)ALI AL SUD sul tema “Conoscere per tutelare”, un progetto per la legalità nelle scuole, che ha visto protagonista negli anni scorsi anche il sottoscritto nella sua veste di esperto psicopedagogista nelle scuole medie “Moro-Fiore” di Terlizzi e nelle scuole medie “De Gasperi” e “Imbriani” di Corato.

Dalle esperienze condotte in questi istituti, infatti, è nata l’idea di pubblicare un saggio dal titolo “Il Bullismo. Profili-Riflessioni-Proposte”. Si tratta di una ricerca sui comportamenti antisociali in alunni della scuola dell’obbligo, nella quale si tenta, si pongono, tra l’altro anche le seguenti domande:”Come rispondono scuola, famiglia, società e istituzioni?”

Sono stato lieto di constatare che le autorità presenti intervenute: il rappresentante dell’Arma dei carabinieri e il Sindaco, unitamente al bravo Michele Mirabella, hanno posto l’accento sui valori della legalità, della giustizia, della cittadinanza e della Costituzione, ulteriormente chiariti e fatti propri dal bravo alunno Giuseppe Santarella, che ha sorpreso tutto l’uditorio per il modo in cui ha espresso le risultanze del progetto scolastico.

E’ stata questa la palese dimostrazione che la cultura, l’educazione, la cittadinanza non possono essere soltanto acquisizione di contenuti da parte degli studenti, di intellettuali isolati o di gruppi sociali particolari, ma sono anche la capacità di una comunicazione didattica e di espressione creativa oltre che di scoperta del grande patrimonio letterario, artistico e archeologico del nostro territorio da parte di giovani “bollenti spiriti” e di talenti di tutte le età. Sono questi – mi piace ricordare – anche gli obiettivi che il “Forum degli Autori”, recentemente promosso dal sottoscritto, si propone di conseguire in rete con le scuole cittadine, le associazioni culturali e le istituzioni amministrative.

L’idea di una scuola e di una società come “ricerca e scoperta”, come “laboratorio” resta ancora ai margini delle reali dinamiche pedagogiche e sociali, a tutto vantaggio, invece, di diffusi stili d’insegnamento fortemente trasmissivi, lineari, frontali e nozionistici e ad eventi spettacolari episodici di breve durata.

Non è il caso della scuola media “Santarella”, dell’Istituto Tecnico “Tannoia”, del “Liceo classico “Oriani” e delle altre scuole cittadine di ogni ordine e grado che, anche in occasione degli eventi relativi alle celebrazioni dei “150 anni dell’Unità d’Italia”, sono sempre più in fermento, diventano sempre più un “cantiere”, nello sforzo generoso e non immediatamente visibile di migliorare la propria offerta pedagogica e culturale.

Attraverso il superamento di questo percorso e dalla palese dimostrazione offerta di voler passare dalla scuola “aula” e dal docente “onniscente”, quasi sicuramente si potrà giungere all’auspicata scuola “aperta” al suo interno e, soprattutto, verso il territorio) ed al docente “allenatore”, centrati, evidentemente, non più su se stessi ma sull’alunno, non più ossessionati da “quanto”, ma attenti al “come”.

Mi sembra fondamentale rimarcare in questa sede nella mia veste di presidente del Centro Studi Politici “A. Moro” che il Comune, la Consulta permanete della Cultura, la Scuola, gli organismi sociali e culturali, unitamente ai diversi operatori, devono svolgere un’azione programmatoria unitaria ispirata ai principi della solidarietà e della sussidiarietà, che veda protagonisti innanzitutto i giovani.

Le spettacolarizzazioni eccessive con tanto di riflettori e palloncini, come anche la mercificazione della cultura e la banalizzazione dei contenuti, che probabilmente faranno parte dell’imminente “Estate coratina”, (di cui non abbiamo ancora notizie) non servono.

Quello di cui abbiamo davvero bisogno è affiancare il serio impegno amministrativo di conservazione e tutela dei monumenti (Tratturi, Dolmen “Chianca dei Paladini”, Necropoli di San Magno), ricordato dal sindaco Luigi Perrone nel suo indirizzo di saluto, e fatto oggetto costante delle pubblicazioni edite dal “Museo della Città e del Territorio”, (che ancora una volta ci fa dono del 1° Quaderno intitolato “Vexilia Regis – Splendori della Passione” – Esposizione di croci processionali argentee e lignee dei secoli XVII – stimolante del patrimonio fisico, umano e intellettuale di cui la nostra comunità dispone in grande misura.

Per il futuro auspichiamo un maggiore più tempestivo coinvolgimento per precisare obiettivi e programmi, migliorare l’informazione, favorire ancora di più l’ascolto e la condivisione, coinvolgere gli operatori ed i cittadini, senza abdicare, però, al ruolo politico della scelta e della decisione responsabile.

Fondamentale è la collaborazione tra i settori del pubblico e del privato, al fine di attuare modelli innovativi di gestione, che favoriscano lo sviluppo turistico, sociale ed economico, creando le opportune sinergie tra i vari soggetti preposti alle attività culturali e produttive della realtà coratina. E se questa è la strada, peraltro già intrapresa dalla Pro Loco e dal Centro informazione Turistica, bisognerebbe forse abbandonare le polemiche di ogni singolo orticello per costruire un grande giardino. Magari con l’aiuto delle imprese e con la costruzione di una Fondazione culturale, che dal 2007 continuo a proporre all’Amministrazione comunale.


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