La cultura del dono: un incontro tra volontariato e scuola

Al liceo artistico un momento di confronto sul dono, a partire da quello del tempo, che si manifesta nella presenza offerta al proprio prossimo, in modo gratuito, spontaneo e libero

La cultura del dono: un incontro tra volontariato e scuola
La cultura del dono: un incontro tra volontariato e scuola

La cultura del dono non è un’utopia, esiste e si perpetua attraverso tanti piccoli atti quotidiani che, soprattutto oggi, occorre maggiormente apprezzare e valorizzare.

La dimensione del “dono”, infatti, risulta per molti aspetti estranea alla nostra cultura, nella quale prevalgono le logiche dello scambio e dell’equivalenza e dove soprattutto il “fare” e l’ “avere” hanno un deciso sopravvento sul “dare” e sull’ “essere”. Eppure, nonostante questo, non mancano esperienze che vanno controcorrente: dalle donazioni di organi e del cordone ombelicale alla donazione del sangue, dal sostegno a distanza all’assistenza agli anziani, dalle donazioni nazionali e internazionali alla presenza sul territorio di associazioni e di cittadini che operano nel settore della solidarietà.

Esiste un filo sottile che accomuna e tiene uniti tutti coloro che a vario titolo prendono parte a questo genere di attività: la voglia di fare qualcosa di utile per sé, per gli altri e per le generazioni che verranno.

Sono questi i valori e gli obiettivi emersi sabato mattina nel corso dell’evento “Diversamente abili ma…più abili nel donare”, organizzato dall’ADISCO di Corato, grazie alla prof.ssa Monica Tommasicchio, in collaborazione con il Liceo Artistico “Federico II Stupor Mundi”, l’Associazione “Bice Fino”, la FIDAPA BPW Italy – Sezione di Corato e il Rotary Club Corato.

L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, è nata e si è accresciuta con lo scopo di diffondere la cultura del dono in tutti i suoi aspetti attraverso le associazioni appartenenti al Terzo Settore che danno corpo, ogni giorno, con le proprie attività, ai valori dell’altruismo e della gratuità.

L’evento, moderato dalla prof.ssa Monica Tommasicchio, socia ADISCO di Corato, ha invitato i presenti a riflettere sulle possibilità di rigenerazione sociale insite nelle attività di volontariato poiché, come ha suggerito il sindaco Massimo Mazzilli, «donare vuol dire anche porsi in un atteggiamento di attenzione ed ascolto per unire le forze e dedicarsi agli altri, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà. In questo modo il dono diventa sinonimo di resilienza». Donare, infatti, richiede coraggio, specie per offrire ciò che non si può comprare, ciò che richiede tempo, energie e sentimento.

In questo, ha suggerito il dirigente scolastico Savino Gallo, «la solidarietà costituisce un canale privilegiato per la cittadinanza attiva ed uno strumento di espressione della stessa», così come sperimentato dagli alunni delle classi II D e III C, che hanno collaborato all’iniziativa assieme alle insegnanti Donatella Di Bisceglie e Nunzia Loiodice.

Lo stesso talento, a partire da quello artistico, diventa risorsa solo se messo in circolo e, con questo proposito, gli studenti del Liceo Artistico hanno collaborato alla buona riuscita della manifestazione realizzando dei deumificatori e delle decorazioni natalizie a forma di cuore – perché “si dona solo con il cuore” – con readings sul tema della donazione e coinvolgenti cori su basi musicali natalizie.

«L’ADISCO – ha proseguito la sua presidente Annunziata Bevilacqua – assieme all’Associazione “Bice Fino” sostiene la cultura del dono con attività di divulgazione e sensibilizzazione, a partire dalle scuole, tra i ragazzi e le ragazze, genitori del futuro che dovranno scegliere nei prossimi anni se donare o meno il sangue contenuto nel cordone ombelicale del loro bambino». Tuttavia, ha svelato la presidente Bevilacqua, un sogno resta ancora nel cassetto, «quello di assistere alla costituzione della fondazione “Bice Fino” in favore dell’umanità e del benessere della persona», in ricordo della figlia prematuramente scomparsa.

Il dono più grande, infatti, resta sempre il tempo, che si manifesta nella presenza offerta al proprio prossimo, in modo gratuito, spontaneo e libero. Una presenza che può tramutarsi nella voce di una piccola bambina, come quella della nipote di Paolo Papagni, che ha raccontato con grande emozione alla giovane platea presente in auditorium la sua vita prima e dopo il trapianto di fegato. «La donazione – ha chiarito il sig. Papagni – rappresenta un atto di civiltà e di rispetto per la vita, perché donando una parte di sé si consente alla vita di continuare a fiorire».

Fondamentale, dunque, resta l’attività delle varie associazioni che operano nell’ambito del volontariato che, da sempre, costituiscono il punto di partenza per strutturare azioni utili a dar voce ai bisogni espressi dalla comunità, raggiungendo obiettivi molto più grandi rispetto a quelli che potrebbero essere ottenuti lavorando da soli.

Un esempio di questo “lavoro di squadra” è stato testimoniato dalla FIDAPA di Corato attraverso il progetto Win Welcome In, sostenuto dalla sezione locale assieme a Terra Maiorum, alla Confraternita del “SS. Sacramento” e alla Caritas diocesana. «Questa bottiglia – ha dichiarato la presidente Maria Francesca Casamassima – reca in sé il dono della terra e dell’estro creativo della socia Beatrice Capozza a favore delle giovani donne immigrate, provenienti dai paesi belligeranti del Mediterraneo, ed accolte momentaneamente nei centri di Trani, grazie alla Caritas diocesana».

Attraverso la partnership, dunque, l’identità individuale di ogni singola associazione emerge prepotentemente come elemento che arricchisce di esperienze e vissuti l’opera stessa della rete. E il beneficio più immediatamente tangibile è l’impatto sul territorio, in termini di visibilità e amplificazione dei risultati del lavoro svolto.

«Per noi – ha concluso il presidente del Rotary Club Gianfranco Tarantini – tutte le iniziative fatte per e con i giovani costituiscono l’input migliore per manifestare il potere rivoluzionario del volontariato» poiché, ha aggiunto l’Assessore alle Politiche Sociali Antonella Rosito, «sono la relazione interculturale ed intergenerazionale a costituire la base del dono».

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