Crisi politica. La realtà (delle cose) supera la fantasia (dei consiglieri)

Fallisce il tentativo di una parte della minoranza di discutere l'ordine del giorno del Consiglio comunale.

Pochi i consiglieri il 22 agosto 2019_Giuseppe D'Introno
Solo otto consiglieri presenti nella seduta del 22 agosto

Al vuoto pneumatico di un Consiglio comunale che non c’è, corrisponde un profluvio di parole dei consiglieri di minoranza che spesso recano intenzioni smentite dai fatti. Ci vuole chiarezza e la chiarezza richiede che tra parole e fatti ci sia corrispondenza. Tanto più che il polverone che stanno alzando le tante parole spese sta offuscando la realtà delle cose. Lo spettacolo allestito dalla Minoranza è riuscito a mettere in secondo piano quello di una Maggioranza in rotta con il proprio Sindaco e che, sfiduciatolo attraverso il mancato sostegno in Consiglio, non si convince a farlo anche ufficialmente con una mozione di sfiducia.

Un governo per la Città

Fuori dallo spettacolo la realtà della vita di una comunità che attende sgomenta. Corato ha necessità di una Amministrazione che la governi. Una Amministrazione vera, però, poggiata sul consenso e sull’esistenza di una Maggioranza, non una amministrazione artificialmente tenuta in vita da uno sparuto gruppo di consiglieri comunali -per di più di minoranza- che si ostinano a tirarla alle lunghe in maniera del tutto incomprensibile. E qui infatti si presenta una delle molte contraddizioni tra le parole e i fatti.

I consiglieri di minoranza Bovino, Lenoci e Longo dichiarano di essere contrari a ogni inciucio ma nella conferenza stampa che hanno tenuto ieri prima della seduta di Consiglio hanno continuato a rivendicare 1) la libertà di condividere con la Maggioranza (ma quale?) i punti programmatici che risultassero convergenti, e 2) l’importanza di rendere possibile l’insediamento del Collegio dei revisori dei conti restando in Aula perché gli uffici comunali possano lavorare. La norma che regola le competenze dei revisori dei conti chiarisce però che esse non c’entrano nulla con il lavoro degli uffici comunali: i revisori non devono occuparsi di adempimenti fiscali, e la loro attività si traduce in un controllo di tipo successivo e in una verifica della corrispondenza tra i dati dichiarati e le scritture contabili. Si vuole dare una nuova Maggioranza al Sindaco e alla sua Giunta? Si lavori apertamente per questo obiettivo. Chi vorrà potrà dissentire ma il confronto procederebbe così su un piano di verità.

Le Minoranze responsabili

La scelta di contribuire a tirarla alle lunghe cercando disperatamente di mostrare che un Consiglio c’è e funziona, è un tentativo che ieri sera la realtà stessa delle cose si è incaricata di ridicolizzare. Ieri sera, quando in Consiglio comunale erano presenti solo 4 consiglieri di minoranza -Michele Lotito sarebbe stato il quinto se fosse subentrato al dimissionario Michele Bovino- e 4 di maggioranza. I tre consiglieri del Polo di Centro hanno aggiunto la loro assenza giustificata a quella degli otto di Direzione Italia e -novità rilevante- dei due consiglieri di Fratelli d’Italia Porro e Mastrodonato. Poco conta in queste condizioni il distinguo del consigliere De Benedittis che, anche lui ostinato a rivendicare la propria presenza in Aula come difesa di un presidio di democrazia, sta offrendo nei fatti un piccolo contributo a “tirarla a campare” ancorché si dichiari indisponibile a ogni governo di ribaltone. Più forte l’atteggiamento del consigliere di minoranza Paolo Loizzo che, decidendo qualche seduta di Consiglio fa, di lasciare l’Aula finché non fossero state ripristinate le condizioni per l’esercizio della democrazia, continua a chiedere al Sindaco di dimettersi per permettere alla Città di essere governata, sia pure dal Commissario prefettizio.

La responsabilità del Sindaco

Il Sindaco Pasquale D’Introno, in mezzo al deserto, sarebbe stato comunque contento di poter svolgere l’ordinaria amministrazione, come ha pubblicamente sostenuto. Lo ha ribadito anche ieri nella nota pubblicata su un social attribuendo al soccorso dei consiglieri di minoranza persino il valore di una prospettiva politica e sollevando di nuovo lo sguardo verso il futuro. La responsabilità che egli chiede un giorno si e l’altro pure ai consiglieri dovrebbe esercitarla scegliendo con chiarezza di dimettersi definitivamente o di tentare alla luce del giorno di comporre una alternativa di governo, assumendosi appunto la responsabilità di uno sviluppo della crisi in cui si è con le proprie mani intrappolato.

Dimissioni: tutti le chiedono, nessuno le vuole

Il tema delle dimissioni è un altro degli atti della farsa rappresentata di fronte alla città. Della incapacità di Direzione Italia di chiederle si è detto. Il partito vuole poter affermare che tutta la responsabilità della crisi ricade sulle spalle del Sindaco. Non si capisce tuttavia perché la presentazione di una mozione di sfiducia dovrebbe impedire di farlo. La memoria delle cose politiche ci riporta alla mente solo esempi di sfiducia apertamente motivata con una mozione. Appare ridicolo l’atteggiamento soggettivamente scontroso di Direzione Italia che fa le linguacce al Sindaco ma non lo sfiducia. Forse il maggiore partito della coalizione che ha eletto D’Introno continua a sperare che il Sindaco possa azzerare la Giunta e ricostruirne una nuova rappresentativa di tutte e cinque le forze della coalizione. In questo Direzione Italia è aiutata dai consiglieri di minoranza che restano presenti in Aula dando un po’ di respiro al Consiglio comunale che, come anche ieri sera si è visto, ha i polmoni svuotati.

La Minoranza che mira alla continuità -una continuità pur che sia- ha tentato di scrollarsi di dosso il fastidioso tema della sfiducia affermando che non è cosa sua, che non la riguarda, che è tema tutto interno alla Maggioranza. Difficile trovare convincente questa argomentazione dal momento che l’Opposizione deve rappresentare e presentare una alternativa alla Maggioranza. Non abbiamo i numeri per proporre una mozione di sfiducia! Contesta la Minoranza. Per portarla in Consiglio basta un solo consigliere e uno solo è sufficiente per chiedere di sottoscriverla o di discuterla, con la conseguenza di portare allo scoperto Direzione Italia e quanti gruppi consiliari fanno mancare l’appoggio al Sindaco pur non sfiduciandolo ufficialmente.

Il 26 l’ennesima replica di questo spettacolo mediocre, o finalmente titoli di coda e sipario.

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Fondatore e presidente di Controradio 1980, radio libera di Urbino, giornalista dal 1988, redattore del "Messaggero" di Roma, caporedattore della "Gazzetta di Pesaro", collaboratore della "Gazzetta del Mezzogiorno", "Il Quotidiano di Puglia" e altre Testate nazionali. Direttore tecnico dello "Stradone" nel 1996, Direttore responsabile di "Salute e Prevenzione" organo dei Tecnici della prevenzione d'Italia. Ha pubblicato studi su Italo Svevo, e sulla cultura e gli autori degli anni Venti e Trenta per l'Università di Urbino, e studi di Storia per le riviste nazionali "Critica Sociale" e "Agorà". Relatore in vari convegni universitari. Consulente per l'informazione e la cultura per la Regione Marche 1991 e 1992. Consigliere comunale di Urbino 1990-94.

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