Corso di potatura Caritas, ieri la consegna degli attestati

L'iniziatva è tesa a promuovere il lavoro come strettamente connesso alla dignità, rispetto, onore e libertà dell’essere umano

Corso di potatura Caritas, ieri la consegna degli attestati
Corso di potatura Caritas, ieri la consegna degli attestati

Ieri sera nella vecchia chiesa del Sacro Cuore è avvenuta la consegna degli attestati di frequenza al corso di potatura, organizzato per il secondo anno consecutivo dalla Caritas cittadina.

Dignità è la parola chiave nella quale si riassume questa lodevole iniziativa della Caritas di Corato tesa a promuovere il lavoro come strettamente connesso alla dignità, rispetto, onore e libertà dell’essere umano.

«La mancanza di lavoro è il dramma del nostro tempo – ha dichiarato Don Cosimo Iurilli responsabile della sezione di Corato della Caritas riprendendo le parole di Papa Francesco sul tema del lavoro – quando non si guadagna il pane si può perdere la propria dignità di uomo ed il nostro obiettivo è creare occasioni in cui la si riacquisti lavorando».

Un’idea vincente è stata quella di organizzare un corso di potatura degli alberi di ulivo che facesse incontrare professori o esperti potatori con pensionati e con giovani in cerca di lavoro o semplicemente curiosi di imparare un’arte in estinzione come quella della potatura.

Il primo obiettivo raggiunto è stato quello di “fare comunità” – come ha sottolineato Don Cosimo affermando che con queste iniziative si va ben oltre l’assistenzialismo – perché le lezioni, durate più di due mesi, con cadenza settimanale si sono trasformate in occasioni  di socializzazione. Ogni martedì ben 83 persone, per lo più uomini, si ritrovavano nella vecchia chiesa del Sacro Cuore, sede della Caritas, per imparare ma anche confrontarsi, chiacchierare ed entrate in comunione tra loro.

Ma assieme a ciò non è mancato il confronto generazionale e soprattutto ci sono state vere opportunità di apprendimento teorico, di pratica sul campo sperimentando le diverse tecniche di potatura, e di dialogo tra offerta e domanda di lavoro. Alcuni dei partecipanti, infatti, hanno avuto anche offerte di lavoro, anche se occasionale.

Non a caso tra i partecipanti c’era anche una giovane donna che da imprenditrice agricola si è avvicinata al corso non solo per imparare in prima persona un lavoro che ha sempre visto fare, ma anche poter dare a qualche ragazzo la possibilità di lavorare nella sua azienda agricola.

Come è emerso da alcune testimonianze dei partecipanti il corso ha permesso di entrare o rientrare nel mondo del lavoro e “guadagnarsi il pane quotidiano”.

Per questo in molti si sono mostrati grati al corso, alla Caritas e a tutti coloro che hanno contribuito per la buona riuscita, in primis Don Cosimo Iurilli, il prof. Michele Strippoli, il signor Giovanni Diaferia, potatore “vecchio stampo”, Domenico e Filippo Bucci e Sabino Ferrucci.

Al termine del corso tutti i contenuti delle lezioni sulle tecniche di potatura sono confluiti in un breve compendio.

Significativa ed esemplare l’esperienza raccontata dal direttore diocesano della Caritas Don Raffaele Sarno che ha lodato l’iniziativa in quanto risponde bene all’intento della Caritas di non essere puro assistenzialismo ma bensì promotrice di opportunità che garantiscano la dignità di tutti.

«Essendo anche Cappellano del Carcere di Trani – ha raccontato Don Raffaele –  mi sono reso conto che molti, non tutti, commettono reati perché non hanno la possibilità di lavorare e partendo da questo assunto ho pensato di dare vita ad un’impresa agricola “Terre solidali” , di cui sono attualmente il presidente, e di poter dare ad alcuni di loro una chance. Abbiamo prodotto funghi cardoncelli, abbiamo provato a produrre grano tenero e anche se non è stato semplice e la resa del raccolto non è stata abbondante siamo riusciti a pagare tutti secondo le tariffe provinciali e garantendo i contributi previdenziali. Per noi è stato un successo. Ma ancor più gratificante è stato ascoltare le prime parole pronunciate da un ex detenuto quando ha ricevuto il suo assegno. Si è espresso dicendo “finalmente i primi soldi senza aver commesso reati”».

Parole di ringraziamento sono state pronunciate anche dal sindaco Massimo Mazzilli.

Entusiasta dell’ iniziativa, il sindaco, ribadendo lo stretto legame tra la città di Corato e l’agricoltura, in particolare l’ulivo e l’olio, ha consigliato alla Caritas di allacciare rapporti con l’Istituto Tecnico, in virtù del nuovo indirizzo di Agraria, e di dialogare con le associazioni di categoria, garantendo da parte sua di attivarsi per individuare la strada perseguibile al fine di far lavorare sulle terre di proprietà comunale chi, come i partecipanti del corso, si mette in gioco, impara e vuole lavorare.

 

 

Lascia un commento

Lasciaci il tuo parere!

avatar
  Subscribe  
Notificami