Corpo forestale sequestra 95 “lacci” in pieno Parco

Gli agenti del Comando Stazione di Ruvo di Puglia, durante una ricognizione dell’area archeologia di San Magno in agro di Corato (BA), ricadente nella zona 1 del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, hanno riscontrato la presenza di rudimentali fili di ferro a cappio, legati alla base di numerose piante di roverella.

Un metodo rudimentale, i cosiddetti “lacci”, per la cattura di esemplari di cinghiale, di cui la zona abbonda.

L’intera area interessata dalla collocazione delle trappole trappole è circa 2000 mq. ricadente nella proprietà del Comune di Corato.

Nella zona sono stati rinvenuti due euna volpe ed un cane di piccola taglia in avanzato stato di decomposizione, per essere rimasti intrappolati nei lacci.

A causa della pericolosità e della loro natura vietata ed abusiva espressa nelle ipotesi di reato, i 95 congegni si sono stati rimossi e posti sotto sequestro.

Le indagini avviate sulla base dei pochi elementi disponibili, non hanno permesso l’identificazione dei responsabili, pertanto nell’immediato futuro saranno intensificati ulteriori controlli in zona volti a reprimere e prevenire eventuali gesti similari.

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