Corato, un rifiuto staziona “indisturbato” da 65 giorni

A segnalarlo è un cittadino che scrive: "Sembra di vivere in una città fantasma. Fantasma è certamente la coscienza civile che causa il deplorevole stato dei nostri luoghi pubblici e che non ha un briciolo di entusiasmo, di coraggio, di senso di giustizia per protestare come si deve" 

Corato, un rifiuto staziona
Corato, un rifiuto staziona "indisturbato" da 65 giorni

Sono quotidiane le segnalazioni dei cittadini, attraverso i social network o le lettere aperte alla redazione, che hanno per oggetto il tema dell’abbandono dei rifiuti in città, o del degrado che imperversa in alcune aree di Corato.

Ultima, ma forse nemmeno, è quella di Fabrizio Colamartino che ha “monitorato” la presenza di un rifiuto, rimasto lì dove è stato abbandonato per ben 65 giorni, senza che nessuno lo abbia mai rimosso.

Ecco cosa scrive su facebook: “In 65 giorni (il tempo da cui sto “monitorando” la presenza di questo imbarazzante rifiuto sul marciapiede) non è passato neppure un operatore ecologico. Con molti ci abbiamo scherzato su. Molti mi hanno chiesto perché non lo abbia ancora raccolto io.

La risposta è semplice, anzi le risposte: la prima ragione è che questo è solo uno degli abbondanti rifiuti che riempiono le strade del nostro quartiere (credo che sia difficile trovare un solo metro quadro senza rifiuti); la seconda e più importante ragione è che il Comune (quindi con i soldi dei cittadini) già paga un’azienda per questo servizio. Non voglio fare processi sommari: non sto dando tutta la colpa all’azienda (che probabilmente potrebbe non disporre del personale adeguato per effettuare questa pulizia).

Voglio solo dire che c’è un problema che va avanti da anni ormai e sul quale c’è un assordante silenzio. C’è il problema dell’inciviltà diffusa; c’è il problema di un disservizio; c’è un problema igienico sanitario; c’è un problema culturale. C’è la vergogna e il fastidio di vivere in una discarica diffusa.

Ma sembrerebbe che la cosa vada bene a molti, come gli scarafaggi e i topi in estate, come le buche rattoppate tardivamente e in modo precario, come i marciapiedi abbondantemente rotti, come l’erba che ci cresce su.

Sembra di vivere in una città fantasma. Fantasma è certamente la coscienza civile che causa il deplorevole stato dei nostri luoghi pubblici e che non ha un briciolo di entusiasmo, di coraggio, di senso di giustizia per protestare come si deve.

Personalmente ho inviato una comunicazione al Comune (protocollata il 17 luglio 2018): sono ancora in attesa di una minima risposta, magari un “Grazie, cercheremo di fare il possibile”. Nemmeno quello. Ma con chi prendersela se non con la mancanza di responsabilità diffusa, la mentalità da sconfitti che abita nelle nostre coscienze?”

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