A Corato, un “Borghese Gentiluomo” di nome Emilio Solfrizzi – Intervista esclusiva –

Il-borghese-gentiluomo_03-880x580Il Borghese Gentiluomo di Molière nasce nel 1670, con la sua forma mista di teatro e intermezzi musicali e coreografici, tipico nel teatro francese del Seicento.

Un’inventiva estrema, quella con cui Armando Pugliese tratta la vicenda di Monsieur Jourdain, un ricco borghese che sogna di diventare nobile. Egli è circondato da persone che non conoscono le qualità autentiche, ma che continuano a raggirarlo e assecondarlo, illudendolo di essere un ricco borghese, pur di ottenere da lui qualche guadagno. È in questa cornice che prende vita una farsa, una sorta di teatro nel teatro, chiassoso e colorato, con stile comico.

Toni farseschi, scene satiriche, elementi fiabeschi, onirici, si alternano con la prosa densa di ritmo e musica, tessendo una teatralità in chiave moderna e comica.

Il-borghese-gentiluomo_05-880x580-1-e1484690356163Lo spettacolo è stato portato in scena al Teatro Comunale di Corato lo scorso 26 marzo, con Emilio Solfrizzi nei panni dell’arrampicatore sociale di Monsieur Jourdain, affiancato da Viviana Altieri, Anita Bartolucci, Fabrizio Contri, Nico Di Crescenzo, Cristiano Dessì, Lisa Galantini, Lydia Giordano, Simone Luglio, Elisabetta Mandalari, Roberto Turchetta.

Il protagonista comico, fortemente espressivo, richiama anche i caratteri tragici e drammatici, poiché in Jourdain c’è anche tutta la commozione di un uomo alle prese con un tentativo di liberazione per ascendere al luogo del bello, del lusso. Senza dimenticare che l’obiettivo raggiunto da Molière è quello di far ridere. Viene così presentato un modello esemplare, fortemente apprezzato e compreso anche nell’epoca contemporanea, del nuovo ricco, dell’arrampicatore sociale, dell’ambizioso che pretende di comprare, con il denaro, quei meriti e quei titoli di cui è irrevocabilmente privo.

 

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Intervista con Emilio Solfrizzi

Il-borghese-gentiluomo_02-440x580Una storia che riecheggia fortemente nel presente. Secondo lei, in che maniera “Il Borghese Gentiluomo” di oggi raggiunge i suoi obiettivi?

Quello attuale è un mondo che cerca di conquistare tutto con la sterile facilità del denaro. Viviamo quasi in prigione per questo, perché ormai si è affermata l’idea che con il denaro si raggiunge qualsiasi traguardo, tra cui titoli, meriti, posti nel mondo. L’attualità del “borghese gentiluomo” risiede proprio in questa conquista della nobiltà.

È un mondo di scorciatoie, si vive di conquiste con “minimo sforzo, massimo rendimento”.

Una carriera intrisa di lodevole, quanto umile e spontanea comicità dalla tv al teatro. La fiction tv “Sei forte maestro” si fa portavoce di consigli ed insegnamenti per ragazzi, “Il Borghese Gentiluomo” parla invece agli adulti. Come cambia e si evolve il suo talento comico dal set al teatro?

Ogni volta che mi cimento in uno spettacolo, che sia una fiction in tv o uno spettacolo teatrale, mi pongo l’obiettivo di fare le cose per bene. Mi impegno soprattutto a dare valore e rispetto a me stesso, ma soprattutto al lavoro di coloro che mi affiancano.

Non varia, dalla tv al teatro, dai ragazzi, agli adulti, la mia maniera di trasmettere quei messaggi e quei valori che recito, ma in cui credo fortemente in quanto persona.

Cerco di dare il massimo di me stesso, facendo tutte le cose come se le facessi per l’ultima volta nella mia vita.

Quello che mi rende più vivo è la passione per questo lavoro, a cui devo tutto. Mi sono formato come attore, ma soprattutto come uomo. Una passione, in fondo, ti regala tante esperienze, emozioni e riconoscimenti, e richiede solo dedizione e cura. 

 

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