Corato, Sguera: c’è ancora riconoscenza nel calcio

Il calcio moderno non dà più spazio ai sentimenti, al cuore, al romanticismo, ma più legato al business e all'egoismo personale. Non ci sono neanche più contratti che tengano, quando prima bastava una semplice stretta di mano e la parola riconoscenza è bandita dal vocabolario italiano

Corato, Sguera: c'è ancora riconoscenza nel calcio
Corato, Sguera: c'è ancora riconoscenza nel calcio

Il calcio moderno non dà più spazio ai sentimenti, al cuore, al romanticismo, ma più legato al business e all’egoismo personale. Non ci sono neanche più contratti che tengano, quando prima bastava una semplice stretta di mano e la parola riconoscenza è bandita dal vocabolario italiano. Mecenati che si vendono per pochi euro in più, regalando il bacio di Guida, altro che quello sulla maglia che vestivano fino al giorno prima, cui avevano giurato fedeltà.

Non ci sono più bandiere, che rimanevano oltre 10 anni ed anzi a volte bisogna ricorrere alla monetina per assegnare la fascia di capitano, tra gli anziani di max 6/7 mesi.
Ma per fortuna, unatantum ci sono storie che ti conciliano con il calcio, che dovrebbero essere la regola, ma invece sono l’eccezione e per questo fanno notizia.

Il protagonista è Giuseppe Sguera, attaccante del Corato, vittima lo scorso anno di un grave infortunio al 5′ della prima partita di Coppa Italia, per quasi 6 mesi. Rientrato nei ranghi a tutta birra, è tra i pochi che nella deludente 1^ parte del campionato di Eccellenza dei neroverdi, ha onorato la maglia fino in fondo, tale da essere il capocannoniere della squadra (pur non impiegato in toto) con 4 reti, più quelle in Coppa. In virtù di questo suo marcato senso del gol, come pochi, ha ricevuto nel mercato di riparazione, più richieste, tra le quali quella della società della sua città, Barletta, attualmente (2^) in una posizione migliore rispetto a quello della sua squadra. Probabilmente qualche rammarico nel profondo del suo cuore ce lo avrà pure, ma lui con grande signorilità e nobiltà d’animo, confermandolo davanti alle telecamere di una importante emittente televisiva, ha ringraziato tutti coloro che gli si sono proposti, ribadendo il suo secco no al trasferimento da Corato.

Il motivo? Semplice! Perché la società del Presidente Maldera ha rispettato i patti, anche con il centravanti infortunato, ricambiato siglando uno dei suoi goals più importanti della carriera, non abbandonando la nave in un momento delicato, per riconoscenza.
Il Corato ha aspettato lui, Sguera ha rispettato il Corato. Ma purtroppo sono quelle storie ormai rare nel calcio di oggi, specie dalle parti di Corato negli ultimi 2 anni.
Grande Sguera, un signore!

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