Corato Calcio, tutti in piedi per gli applausi

Sebbene con il dispiacere di non aver concluso la stagione vergini nella casella sconfitte del ritorno ma rimane la consapevolezza di poter contare su uno straordinario gruppo di uomini

Corato Calcio
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Per il Corato Calcio comunque fosse andata, sarebbe stato un successo nell’ultima di Bitonto. Solo applausi ed un coro unanime degli Ultras: “alé alé, tanto già lo so, che l’anno prossimo, io con te sarò”.

Così si congeda il granitico gruppo di Vito Castelletti, nel commiato di Bitonto. Ci ha provato fino alla fine a raggiungere l’accesso Playoff e gli ultimi stanchi 15 minuti con le bombole d’ossigeno, non possono cancellare una straordinaria rimonta, che da poco prima del giro di boa, era data dalle agenzie di scommesse, quanto una vittoria scudetto del Benevento.

Prima degli ultimi 90′, entrambi i neroverdi (compreso i bitontini), avrebbero dovuto vincere e sperare solo nel pareggio tra Gallipoli e Avetrana per superare l’ostacolo playoff. Ma come mai accade, un 7° posto è accolto come un approdo in Champions, perché nulla si può contestare all’impegno di questo che rimarrà uno degli spogliatoi più compatti e cementati della storia, per merito di un mister che sembra un sergente di ferro, ma che si emoziona alla lettera di arrivederci (si spera), nell’ultimo allenamento di rifinitura.

È vero, in estate le aspettative erano diverse e disattese per colpa di una partenza ad handicap, grazie ad un cesto di mele che spesso riserva quella marcia che ne condiziona le altre.

Ma dalla 15^ giornata, proprio col Bitonto, in un clima al contrario depresso, iniziava la prima di 15 cavalcate, interrotta ieri.

Alla vigilia c’erano 2 squadre appaiate a 48 punti, con i locali con l’idea di aver già chiuso il cassetto dei sogni, il Corato col vento in poppa dell’entusiasmo.

Ed anche ieri, proprio per questo contrastante stato d’animo, la squadra del patron Maldera, parte forte, trascinata da un’ora di grande Negro e tenuta in sella da un Leuci in versione Gallipoli-bis.

Il Corato meriterebbe il vantaggio, sostenuto anche da oltre 250 tifosi sempre assordanti nell’incitamento. Perfetto in ogni angolo del campo per 60″, un po’ per il caldo, forse inconsciamente per le notizie da Gallipoli, i ragazzi coratini da lì in poi iniziano a scarseggiare di risorse ed a crederci meno.

Il tè di Castelletti questa volta fa l’effetto contrario, specie dopo il gol locale, che giunge come fulmine a ciel sereno. Privo di cubetti di ghiaccio, perde freschezza e la manovra va sempre più spegnendosi, facendo venire a galla problemini strutturali assopiti dal grande rendimento.

Ma non sarebbe cambiato nulla, anche con una rimonta che questa volta non c’è stata. Cosa resterà? Rimane il dispiacere di non aver concluso la stagione vergini nella casella sconfitte del ritorno, rimangono i rimpianti di punti persi per strada banalmente, rimane la consapevolezza di aver spremuto il limone fino all’ultima goccia, ma soprattutto di poter contare su uno straordinario gruppo di uomini, che non va rivoluzionato, ma solo ritoccato a puntino, dove società e staff tecnico riterranno opportuno.

Dove, secondo il mio parere? Lo tengo per me. Ed intanto giusta apoteosi strappa applausi ed anche strappa lacrime. Vero, Segretario Bruno? A presto.

 

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