Corato Calcio, ad un dito dal cielo

Nonostante qualche rimpianto lasciato per strada, domenica a Bitonto i neroverdi se la giocheranno con il vento in poppa, con lo spirito di chi non ha nulla da perdere

Corato Calcio
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Da Trani a Trani, una cavalcata che sa dell’incredibile pensando a quel lontano-vicino 10 dicembre. In quella circostanza, i ragazzi di Castelletti perdono forse immeritatamente e si teme aria di smobilitazione.

Di fatto va a cercar fortuna altrove il solo Di Rito, che è vero che domenica ha vinto il campionato, contribuendo con soli 3 goals (1 al Galatina su rigore), che fanno abbassare le quotazioni per il prossimo anno.

Ma la solida società, con in primis il patron Maldera, non demorde. Mantiene puntualmente gli impegni con i calciatori ed anche con la tifoseria. Niente depressione, ma solo serenità e sostegno.

Dopo aver toccato il fondo, la squadra sente la vicinanza di Società e supporters e si rialza come un pugile ferito ma orgoglioso, che non vuole mollare per il Ko. Nei 15 rounds successivi, nessuna sconfitta ed anzi in alcuni pareggi meriterebbe il risultato pieno ai punti (Bisceglie escluso).

Ora il Corato non ha più primedonne, smaniose dell’assegnino, ma tanti operai che sudano la maglia e ci mettono il cuore e pertanto molto amati.

Nonostante qualche rimpianto lasciato per strada, domenica a Bitonto se la va a giocare con il vento in poppa, come l’unica imbattuta del ritorno, con lo spirito di chi non ha nulla da perdere.

E il derby col Trani è stato il preludio alla mini finalina di domenica prossima. Classica atmosfera da stracittadina, con pubblico dei tempi migliori, partita tosta ma corretta ed inizio di studio tra le compagini. I padroni di casa, sanno di giocarsi di più ed inizialmente sono prudenti.

Il Trani palleggia meglio, ma è poco incisivo nelle 2 azioni d’attacco. Il Corato, timido inizialmente, sembra più motivato rispetto ai cugini con la testa a Pomezia per il ritorno di semifinale di Coppa Italia. I neroverdi sono più pragmatici e si rendono pericolosi su palle inattive ispirate dal solito piedino caldo di Negro, con reti inviolate ai 45′.

Il tè di Castelletti non si smentisce e con la solita personalità e voglia di fare, cambia marcia nel 2° tempo, fino ad addomesticare  l’organizzazione di Pizzulli e raccogliere il tanto cercato gol con Lacarra, che sfata il tabù del penalty sbagliato.

L’espulsione dell’ex Tortosa, simbolo della disfatta di Galatina, che di fatto ha falsato il torneo, smorza ogni velleità tranese e rilancia il Corato all’ultimo sprint. Ora si intravede il traguardo a soli 90 metri.

E mentre il Fasano ha già alzato le mani in segno di vittoria, per le piazze d’onore la situazione è ancora in bilico. Servirà l’ennesimo miracolo a Bitonto con la collaborazione dell’Avetrana, che a Gallipoli cercherà di difendere il 2° posto.

Se questi ragazzi neroverdi da libro-cuore non ci riusciranno, saremo tutti in piedi ad applaudire questi grandi eroi che hanno onorato la maglia. Ma perché non crederci ancora essendo vicini a toccare il cielo per un solo dito?

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