Corato ai raggi X

TRANI - CORATO 4-3. Emblema di una stagione beffarda. La vendetta è un piatto che si serve freddo. E Giuseppe Scaringella, a Corato nel momento sbagliato con soldati sbagliati, ha aspettato 13 mesi, in coincidenza della settimana del terremoto in casa neroverde

Corato ai raggi X
Corato ai raggi X

Nella nuova rubrica de Lo Stradone, ogni settimana Nico Como passa ai raggi X le partite disputate dall’USD Corato nel campionato di eccellenza pugliese.

TRANI – CORATO 4-3

Emblema di una stagione beffarda

La vendetta è un piatto che si serve freddo. E Giuseppe Scaringella, a Corato nel momento sbagliato con soldati sbagliati, ha aspettato 13 mesi, in coincidenza della settimana del terremoto in casa neroverde.

Allenatori a Corato: via Zinfollino, ex Trani, con l’imbattuto Piccarreta in panca, in attesa dell’altro ex Corato Castelletti.

Per Scaringella inizia bene e finisce meglio, al contrario dei neroverdi: alcuni minuti choc, poi il Corato diventa padrone del rettangolo, ribaltando sull’1-2 e per 20′ ha il mazzo delle carte in mano, con l’impressione che il duo Sguera – Loseto, possa ancora far male. Finché Colangione, si castra da solo e fa harakiri, troppe le espulsioni generali. Da quel momento il vento cambia direzione e si entra ufficialmente in clima derby.

Nella superiorità numerica i biancazzurri trovano “vigore”, aiutati a mio avviso, non solo col senno di poi, dalla prematura sostituzione di un attaccante (Matera) per un centrocampista (Bonabitacola), che consentono di prostrarsi il fianco agli avversari e rianimarli dal coma.

Gli animi si infiammano e come tradizione, è tabù negativo anche con la terna arbitrale (inopportuna designazione di un barlettano), di cui l’assistente N.1 commette 2 grossolani errori in 10″, invertendo un fallo laterale e concedendo un corner con palla mai uscita, da cui partorisce l’azione del 2-2 al 47′. La difesa del risultato è strenua ed eroica, diventano tutti difensori ed attaccanti ed anzi col piglio giusto, ribaltano nuovamente il risultato, con la rabbia di capitan Asselti.

Scaringella & C. guadagnano metri, per natura delle cose e sul solito taglio che mette in difficoltà la retroguardia coratina, arriva il più giusto degli esiti, che sarebbe ben accetto da entrambe. Le compagini sono stanche, hanno spremuto il limone fino all’ultima goccia, cala in cielo l’oscurità e sembra spegnersi anche la gara.

Ma un’ulteriore leggerezza davanti alla difesa, consente a Mazzilli, cognome tipicamente coratino un gran diagonale che sa di beffa e porta in trionfo il buon Scaringella, togliendosi il sassolino dalla scarpa. Il Trani in 90′ sigla più della metà dei gol siglati in 12 gare (7), il Corato diventa si il 2° attacco più prolifico (20 reti dopo i 24 del Casarano), ma anche la 2^ peggiore difesa (23 dopo i 29 della Molfetta Sportiva). Un caso? Tanti i gol subiti a campo aperto.

Ma quella di Trani è anche il simbolo di una stagione nata storta, in cui l’obiettivo sarà quello di giocarsi partita per partita, ricompattando spogliatoio ed ambiente, oltre che puntare alla Coppa, che rimane il vero ramo tecnico a cui arrampicarsi.

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