Corato ai raggi X

Ricchi & poveri, vecchi & giovani, corazzata & ragazzini terribili. Il Corato soccombel al Terlizzi, incassando 3 goal fuori casa

Corato Calcio
Corato Calcio

Nella nuova rubrica de Lo Stradone, ogni settimana Nico Como passa ai raggi X le partite disputate dall’USD Corato nel campionato di eccellenza pugliese.

TERLIZZI – CORATO 3-0

Ricchi & poveri, vecchi & giovani, corazzata & ragazzini terribili

Umiliazione! È buio pesto per il Corato che (era ???) di Castelletti. Eppure c’era un bel sole nel cielo di Terlizzi, illuminato da tanti tifosi neroverdi, lì dove doveva scattare la scintilla. Ma non c’è stata e significa che non ci si può più arrampicare sugli specchi col gatto nero della sfiga.

Mi ricorda tanto l’Inter di Moratti, ogni anno la favorita, che puntualmente finiva per deludere ed annaspare. Ma per fortuna per il calcio e purtroppo per il Corato del povero Presidente Maldera, cui non si può rimproverare nulla, in campo va una squadra che chiamasi tale, non per la somma di tanti blasonati e pensionati calciatori, ma un orchestra funzionale, come il Terlizzi, che deve leggere allo stesso spartito e a ritmi di samba e non come il Corato di ieri che sembrava suonasse una marcia funebre.

Musicisti, anzi solisti vecchi (i più vecchi di Puglia) e spremuti come limoni da cui non esce più una goccia di sudore e non perché non si impegnino, ma perché hanno limiti, cioè sono arrivati al capolinea almeno per certi traguardi. E forse questa volta i tifosi hanno anche ragione nel concludere la gara con il coro “a lavorare, andate a lavorare”!

E forse l’unico vecchietto vero ed integro in campo, era uno che giocava dall’altra parte, forse scaricato frettolosamente, certo Signor, con S maiuscola, Schirone. L’assassino torna sempre sul luogo del delitto ed il sinistro vellutato è rimasto intatto, quello che ha dato il la per il 1° gol e poi di fioretto su punizione, che sta facendo ancora tremare la traversa.

La 6^ giornata fu fatale al mister della scorsa stagione e per tutta la stima che valga per Mr. Castelletti, cui ho dato il mio modesto appoggio, penso sia arrivato il momento della svolta, sia per la famosa scossa in attesa del Casarano (lo stesso Del Candia assaggiò il cambio mister) ed anche di carattere tecnico, per una manovra lenta, impacciata e senza idee. Rimane la ferita di un popolo umiliato, che non merita di assistere a tali spettacoli, con i poveri che surclassano i ricchi, di giovani che arano il campo di fronte ad inermi vecchi e alla squadretta che smaschera i limiti di una pompata corazzata. Eppure non serve una grande rivoluzione!

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