Coratini, che figuraccia. Auto sul percorso gara Festalfa

Auto parcheggiate sul percorso di gara del Trofeo Festalfa, divieti di sosta ignorati con impeccabile nonchalance. La tensione, il tempo che scorre inesorabile e gli occhi dei piccoli atleti carichi di delusione per aver fatto tanta strada per nulla. Poi il compromesso insperato e lo spettacolo può avere inizio.

Si suol dire che “tutto è bene quel che finisce bene”. Se, in linea di principio è una conclusione accettabile nei fatti, lo è un po’ meno moralmente. Che ieri il Trofeo Festalfa, gara ciclistica per giovanissimi (6-12 anni) sia stata a lungo sul filo di un rasoio, a un passo dall’annullamento in corsa e che poi tutto si sia risolto per il meglio, dando la possibilità ai piccoli atleti di divertirsi, è un conto. Un fattore positivo. Che non copre, ahimè la figuraccia che il popolo coratino ha servito sul piatto d’argento all’attento palcoscenico delle due ruote pugliesi.

DSC_0314Atteso da mesi, preparato nei minimi dettagli dal team Eurobike e da Mimmo Del Vecchio, il trofeo Festalfa era in programma per domenica 11 settembre, in coda alle manifestazioni del 29° Festalfa meeting organizzato dalla Parrocchia San Domenico di don Gino Tarantini. Poi il cattivo tempo, il freddo e la pioggia che hanno tempestato un tramonto d’estate mai stato effettivamente tale. Così il rinvio al 25 settembre, ultima manifestazione del calendario giovanissimi prima dell’avvento del cyclocross.

In una calda giornata di fine settembre, ieri, il cielo era sereno e l’aria sufficientemente calda. Ma a rovinare i piani degli organizzatori, che con questa manifestazione si son posti l’obiettivo di (ri)portare il ciclismo nel cuore del paese, com’era ai tempi d’oro del compianto prof. Luciano Tandoi, si sono messi d’impegno quegli stessi coratini a cui la manifestazione era dedicata.

Non abbiamo dato una grande prova di civiltà davanti a bimbi e genitori che per correre a Corato hanno percorso oltre 250 km e tre ore di macchina (da Lecce, per esempio). Quale modo migliore di accogliere i piccoli atleti e i loro accompagnatori se non facendo trovare lunghe file di auto parcheggiate sul percorso di gara?

Molti coratini (ma non solo, stando alle targhe rilevate dalla Polizia Municipale) non ci hanno pensato due volte a ignorare i divieti di sosta e transito apposti per tempo lungo il percorso (da ordinanza dirigenziale num. 89/2016), posteggiando le auto non già soltanto nel bel mezzo del percorso di gara, ma persino nei suoi punti più critici. E allontanandosi, al punto da non potersi allarmare nemmeno alla vista degli agenti muniti di blocchetto rosa.

DSC_0329Nonostante il tempestivo intervento dei vigili urbani, infatti, che hanno rintracciato alcuni proprietari dopo lunga ricerca, non è stato possibile spostare tutti gli ostacoli e i giudici FCI consigliavano vivamente al responsabile organizzativo* di non far partire i piccoli atleti, adducendo ragionevoli criticità sulla sicurezza. Che gran bella figura! Nel rimpallo di responsabilità tra organizzazione, amministrazione comunale e giudici di gara, in un’incipiente battaglia di nervi, la tensione si tagliava a fette. Mentre una pesante spada di Damocle pendeva sugli allestimenti già montati e sulle premiazioni in bella mostra, sono volate parole grosse e scontati giudizi sulla capacità di una città come Corato di ospitare eventi simili. Ah come sono lontani i tempi del Giro di Puglia, quando il nostro paese diventava la capitale mondiale del ciclismo dilettantistico. Probabilmente, con ieri, abbiamo toccato il fondo. E sarebbe anche un bene, visto che, per inerzia, d’ora in poi si può solo risalire.

Un episodio che deve far riflettere sulla scarsa elasticità di una città a subire temporanei restringimenti sulla mobilità. Che per Corato o è in auto o non è tale. Chissà, forse qualcuno si sarà stancato delle tante manifestazioni che animano il centro storico da un po’ di tempo a questa parte, una maratonina oggi e una garetta il mese prossimo, una fiera qui e un’iniziativa lì, e desidera che il corso continui ad essere, semplicemente, un anello congestionato di smog. Un desiderio lecito, in democrazia. Ciò che non è ammissibile, invece, è la palese violazione di regole elementari, come quelle espresse a chiare lettere dall’ordinanza 89/2016 e indicata dai cartelli provvisori.

DSC_0367Poi, per fortuna, il colpo di scena, il compromesso che salva capre e cavoli. Con la collaborazione di molti degli stessi genitori presenti si è creata una catena umana intorno agli ostacoli. Situazione grottesca, ma efficace. L’evento si salva ma la cicatrice, questa sì profonda, resta. E finalmente quei circa ottanta giovani atleti hanno potuto prendere il via, emozionando e facendo sognare i tanti spettatori con le loro prime pedalate agonistiche.

Almeno, però, al termine di una giornata sospesa in uno scenario surreale, non si torni a chiedere perché una delle due società ciclistiche coratine organizza fior fior di manifestazioni fuori Corato, spingendosi sino al lontano Gargano, e non investa sul suo territorio.

Inutile a dirsi, una storia tutta coratina. E quindi, forse, italianissima.

(*): RETTIFICA del 28/09/2016 – ai sensi dell’art. 8 legge 47/1948 sulla stampa (obbligo di rettifica da parte del giornalista di notizie incomplete o inesatte). La frase in grassetto ora proposta sostituisce la versione precedentemente pubblicata ([…] I Giudici FCI si rifiutavano di far partire la gara adducendo […]), modificata dopo chiarimento telefonico tra la nostra redazione e il sig. Angelantonio Cocca, presidente Commissione Giudici Regionali FCI, il quale ha sottolineato che nelle corse di giovanissimi, mancando il direttore di corsa le responsabilità oggettive civili e penali della gara sono sulle spalle del responsabile organizzativo della manifestazione (nella fattispecie Maurizio Carrer) e che quindi solo egli aveva il potere decisionale di annullare o far partire la gara.

In ossequio alle regole deontologiche, dovendoci attenere alla realtà dei fatti, riportiamo l’episodio con la correzione, sottolineando, tuttavia, che in situazioni emotivamente concitate (quali la piazza di Corato domenica sera) può avvenire che teoria, pratica e realtà possano non combaciare, anche solo per la difficoltà dello stesso osservatore a metterle a fuoco. E che quindi anche un osservatore esperto come il sottoscritto possa essere indotto in errore.

Roberto Ferrante

In attesa delle premiazioni...
In attesa delle premiazioni…

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