Consiglio Comunale, le piste ciclabili restano al loro posto

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Il Consiglio Comunale ha respinto a maggioranza la mozione del consigliere Luigi Patruno e dei partiti di minoranza circa l’abolizione delle piste ciclabili.

E’ terminata a notte fonda la tanto attesa seduta di Consiglio Comunale nella quale era prevista la trattazione, tra gli altri punti, della mozione per l’abolimento delle piste ciclabili promossa dal consigliere PdL Luigi Patruno e dalle forze politiche di opposizione.

Molti gli intervenuti tra il pubblico per assistere al dibattito circa la controversa questione: la tarda ora, tuttavia, ha consentito solo a pochi di ascoltare l’accesa discussione alla quale hanno partecipato diversi consiglieri di maggioranza e di opposizione.

La mozione è stata respinta dal Consiglio Comunale. In sostanza tutto rimarrà (almeno per il momento) come è. Ma la discussione ha fornito interessanti spunti e ridefinito, in qualche modo, la geografia politica della massima assise comunale.

Al coro dei “no” alla pista così come concepita si è, infatti, aggiunto anche il consigliere di maggioranza Sergio Tedeschi, mentre il consigliere di maggioranza Salvatore Vernice (capogruppo di Rinnovamento Corato) ha optato per l’astensione.

Posizioni queste che hanno di fatto scompattato la maggioranza e probabilmente alzato un muro all’interno della coalizione di governo cittadino.

Formalizzato anche il passaggio di Zaza e Cannillo nel Pdl ed approvato il bilancio consutivo.

I lavori del Consiglio Comunale sono stati aggiornati al prossimo giovedì per consentire la trattazione degli altri punti all’ordine del giorni.

Come di consueto è stato dato largo spazio ai preliminari di seduta che hanno visto le forze di minoranza sottoporre alla giunta numerose questioni.

I primi interventi sono partiti dai banchi del Pd: Francesco Mazzilli chiedeva lumi relativamente alla mancata risoluzione del problema della consulta dei disabili, il cui presidente si era dimesso per una questione di incompatibilità di cariche.

Tirata in ballo anche la questione elettrodotto che, negli ultimi giorni, è stata particolarmente sentita dalla cittadinanza che sta avviando una serie di iniziative e raccolta firme. «Nell’ultimo Consiglio il sindaco rispose che la posizione del Comune è chiara: favorevole all’interramento e disponibile anche a mettere a disposizione dei fondi. Tutto si concretizzi in attività fattive. Ma stigmatizzo alcuni passaggi di quelle dichiarazioni; si parlava di una manovra dei comitati: lei deve delle scuse a queste persone» ha tuonato Mazzilli.

Eccezioni sollevate anche in relazione all’Organismo Indipendente di Valutazione:  «l’avviso pubblico è scaduto il 20 aprile. Questo bando difetta di trasparenza nella selezione. Una maggiore trasparenza avrebbe dovuto suggerire di inserire l’obbligo di una graduatoria, a beneficio anche dei concorrenti stessi. Tutto però è rimesso alla valutazione del sindaco, come la legge consente. Nel nostro bando non viene indicato l’importo del corrispettivo: l’indipendenza dell’organismo avrebbe dovuto garantire una maggiore trasparenza anche relativamente a questo aspetto. Manca, inoltre, il riferimento alla tutela delle pari opportunità».

Il consigliere Arsale successivamente rafforzava la sfilza di interrogazioni parlando prima di bilancio di previsione («Ancora oggi il bilancio di previsione non è stato portato alla nostra attenzione. Il bilancio di previsione è lo strumento che indica degli indirizzi sulle spese e sugli investimenti per lo sviluppo di questo paese. Invito ad accelerare per consentire al Consiglio di esprimersi in merito») e successiamente sollecitando l’installazione di dissuasori di velocità all’incrocio tra via Gravina e via Palermo, teatro costante di incidenti stradali.

Partendo da un articolo apparso sulle pagine de Lo Stradone di Maggio 2011, Arsale ha spostato l’attenzione sulla riqualificazione del quartiere Belvedere: «a che punto è il piano esecutivo del restante piano di riqualificazione? Dove sono i cinque milioni di euro che il bando regionale ha destinato al Comune di Corato? Esiste un progetto esecutivo? Si porti in commissione e si condivida con le minoranze. La riqualificazione può essere trainante per l’occupazione, soprattutto in tema di edilizia che ormai è ferma».

Il nuovo capogruppo Pd Tommaso Loiodice (che subentra a Maria Bovino capogruppo dimissionario per motivi personali, ndr) segnalava lo stato di incuria e degrado di via Lago Baione, l’unica strada che consente di raggiungere l’ospedale anche a piedi.

Tra le varie risposte fornite dal sindaco a queste interrogazioni, quella relativa alla questione elettrodotto ha suscitato clamore.

«Il finanziamento Pirp non dipendeva dall’elettrodotto. Da parte dell’amministrazione ci sarebbe stato l’interesse all’interramento; ma se Terna non ci consente l’interramento optiamo per lo spostamento. Se c’è possibilità di interramento siamo i primi ad essere d’accordo, ma se ciò dovesse pregiudicarne lo spostamento opteremo per quest’ultima soluzione» ha affermato il sindaco in prima battuta.

Ma poi ha continuato «chi si ribella ha l’interesse a che il proprio terreno non perda valore per la presenza del traliccio. È un problema di salute o un problema economico? Accetto la forma democratica del comitato ed auspico un dialogo».

Quest’ultima affermazione ha provocato la reazione di alcuni consiglieri, una fra tutte quella di Cataldo Mazzilli (Io Sud) che ha affermato: «per colpa dei suoi ritardi stanno soffrendo. Il sindaco deve tutelare la salute pubblica,non ci si può nascondere dietro questioni tecniche. La gente che lotta per l’interramento lo fa per il timore che i propri figli possano subire malattie. Non si facciano speculazioni di carattere politico, ma si rispettino le persone».

Controcorrente la posizione di Angelo Amorese (Dc): «L’interramento non risolve i problemi dell’inquinamento atmosferico. Bisogna avere il coraggio di dirle queste cose. Le onde elettromagnetiche si propagano con la stessa intensità nell’aria, nell’acqua e nel terreno. È opportuno lo spostamento».

L’ulteriore replica del sindaco che faceva rimando alla mancata presenza di pareri che certificassero il carattere nocivo dell’elettrodotto ha provocato la reazione del capogruppo Pd Loiodice e del consigliere di maggioranza Patruno.

«Prendiamo le distanze da quanto detto dal sindaco, perché i cittadini vanno rispettati e non strumentalizzati. C’è un principio di fondo: la salute va tutelata prima di tutto. Si rispettino i cittadini che in questo momento stanno lottando per la propria salute» ha affermato Loiodice, seguito da Patruno che ha sottolineato come «Il concetto di salute non riguarda solo la cura della malattia, ma il mantenimento di condizioni psicofisiche ottimali dell’individuo. È questione di volontà politica: questa amministrazione non ha la volontà politica di interrare l’elettrodotto».

Il secondo punto all’ordine del giorno (ridefinizione delle commissioni consiliari) ha letteralmente paralizzato i lavori del consiglio, costringendo a ben due riunioni di capigruppo, terminate con il ritiro del punto all’ordine del giorno.

I consiglieri comunali Pd, infatti, a seguito dell’inserimento nel gruppo del consigliere Edmondo Stolfa, avevano rassegnato le dimissioni dalle commissioni consiliari per consentire l’innesto di Stolfa. Alcuni cavilli regolamentari, sui quali si è accesa anche un’aspra polemica, tuttavia, non hanno reso “naturale” la ridefinizione delle commissioni che adesso, pertanto, risultano essere mutile dei consiglieri del Pd e senza la rappresentativa completa di Rinnovamento Corato che ha perso i consiglieri Zaza e Cannillo. Sarà compito del segretario generale e della prima commissione consiliare ora stabilire l’esatta interpretazione del regolamento ed eventualmente ripristinare l’integrità delle commissioni.

Il punto forte del Consiglio Comunale, come prevedibile, è stato quello relativo alle piste ciclabili.

La lunga presentazione della mozione è stata pronunciata dal primo firmatario, il consigliere di maggioranza Luigi Patruno. E’ possibile leggerla integralmente cliccando QUI.

A sostegno della mozione ovviamente anche gli altri firmatari di opposizione che hanno evidenziato la loro esatta posizione: non si tratta di una avversione alle piste ciclabili in quanto tali, ma allo stato attuale delle piste che non risponderebbero a fondamentali requisiti di legge e soprattutto risulterebbero dannose per i ciclisti stessi e per gli operatori del commercio che hanno attività che insistono sull’infrastruttura.

«La chiusura dell’amministrazione è una chiusura non solo con i politici ma anche con i cittadini. Una amministrazione non può non tener conto delle esigenze dei cittadini, quanto meno si deve confrontare con loro. Calare decisioni dall’alto non incentiva lo spirito democratico e non fa crescere quella positività che può emergere dal confronto dialettico con la cittadinanza tutta. Di sperimentale non c’è nulla: sono state istituite con delibera di giunta che non riporta da nessuna parte il termine sperimentazione. Non abbiamo saputo quali erano i risultati della sperimentazione» ha ribadito Tommaso Loiodice invocando anche l’intervento dell’assessore al ramo Carlo Roselli. Un invito vano, dal momento che Roselli non ha preso la parola.

Tra le voci a favore della pista ciclabile quella del consigliere D’Introno e quella del consigliere Nesta.

Il primo ha così affermato: «Questa sera state proponendo l’abolizione di un valore aggiunto dell’amministrazione Perrone. Le piste ciclabili devono avere un perché, e lo si denota dal fatto che sono presenti nel centro cittadino. La presenza ai momenti dedicati alla bicicletta non hanno visto la vostra presenza, non avete dato l’esempio. Il silenzio è stato assordante anche dai “paladini delle piste ciclabili”. Il movimento cittadino per le piste ciclabili è scomparso da ogni luogo di discussione. Anche le associazioni ambientaliste non ci sono. Voi ascoltate una parte della città che denuncia disservizi e problemi che comunque possono essere risolvibili, ma non ascoltate l’altra parte della città che non fa rumore e che ha accolto con piacere le piste ciclabili. Voto  contro la mozione perché Corato ha bisogno di una mobilità sostenibile che parta dal centro antico».

Sulla stessa linea l’intervento del consigliere Nesta: «è contraddittorio battersi per una città più sana e poi chiedere l’eliminazione delle piste ciclabili. In paesi limitrofi gli stessi residenti si sono mobilitati  per chiedere la chiusura al traffico di alcune zone. Non siete di buon esempio verso i ragazzi e i cittadini. Cosa ne pensa il cittadino che ha riposto fiducia in noi per migliorare la città? Bisognerebbe incentivare il cittadino ad usare la bicicletta per mantenere la nostra città più salubre e vivibile».

Ma la questione sollevata dalle minoranze non faceva riferimento all’opportunità di garantire una mobilità sostenibile ed un rispetto ambientale.

Su quello, a quanto emerso, si era tutti d’accordo. Lo ha evidenziato il consigliere di maggioranza Sergio Tedeschi che già dallo scorso Luglio aveva chiesto immediati interventi sulla pista ciclabile per garantire la sicurezza dei ciclisti ed il rispetto dei commercianti con attività prospicienti l’infrastruttura.

«Anche io sono contrario a queste piste ciclabili. Le piste ciclabili non servono per le biciclettate della domenica mattina, ma devono essere funzionali a garantire un percorso sicuro per le biciclette. Si tuteli la salute e l’incolumità dei ciclisti e  si operi per la salvaguardia dei posti di lavoro» ha affermato Tedeschi annunciando il suo voto in linea con la mozione.

Si è astenuto invece il consigliere di Rinnovamento Corato Salvatore Vernice: una scelta di voto che ha suscitato il «dispiacere» del capogruppo Pdl Pomodoro che ha di fatto messo Vernice di fronte ad un aut aut: «Tra gli oppositori ci sono anche coloro che hanno sottoscritto un programma elettorale. Non si può invertire la marcia perché non è stato approvato il PUT. Il programma puntava a portare meno auto nel centro. 

Rinnovamento Corato ha il dovere di rispondere al progetto della maggioranza. Avevamo il dovere di rassicurare le persone sulla bontà di quel programma. In questa circostanza si esprime un partito di maggioranza. Questo prendere le distanze mi crea un certo fastidio. O si condivide un progetto in tutte le sue parti o si lascia stare».

In chiusura di dibattito il sindaco ha ribadito: le piste ciclabili saranno perfezionate ma non cambieranno la loro ubicazione.

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