Consiglio comunale, “Avete voluto la bici? Pedalate”

I nomi dei neo consiglieri e l’analisi a cura del professor Gaetano Bucci

Consiglio comunale,
Foto di repertorio degli scranni del consiglio comunale di Corato

In attesa dell’insediamento ufficiale del neo sindaco di Corato Pasquale D’Introno, giunge in redazione un’analisi del professor Gaetano Bucci relativa alla composizione del Consiglio Comunale che pubblichiamo di seguito.

“Il sindaco, si sa, è la guida della città. La sua azione politica e quella degli assessori è posta sotto la condivisione della maggioranza del Consiglio comunale. Il ruolo di quest’ultimo è poi fondamentale nella elaborazione delle grandi decisioni della città. Il Consiglio definisce in modo ricco e articolato il progetto strategico e le scelte di lungo termine che di necessità bisogna operare, specie quando il cambiamento le rende inevitabili o ci siano, come nel caso di Corato, significativi ritardi in alcuni campi, come quello dell’urbanistica, della mobilità e dei trasporti, dei lavori pubblici, della organizzazione dei servizi alle famiglie e ai cittadini.

Il Consiglio comunale, oggi più che nel passato, richiede non solo impegno ma anche competenze che non si possono inventare d’emblée senza il rischio di fare disastri.

Il Consiglio, proprio nella dialettica maggioranza-opposizione, esalta il momento del confronto e della sintesi, arricchita del contributo propositivo o critico di tutti. Un Consiglio che non abbia già sulla carta queste potenzialità e prerogative rischia di essere funzionale sul piano formale ma assolutamente disfunzionale su quello sostanziale, con la logica conseguenza che a pagare è la città, e soprattutto coloro che più dipendono dalle scelte politico-amministrative.

La composizione del Consiglio comunale appena eletto a Corato si presenta con importanti novità rispetto al passato. Più di due terzi sono nuovi consiglieri. La gran parte degli eletti nelle liste del neo sindaco Pasquale D’Introno sono anche nuovi alla esperienza politica. Si sono, come si suol dire, “ritrovati papi senza neanche sapere perché”. C’è il sospetto che non conoscano la grammatica elementare e il lessico di base della comunicazione politico-amministrativa. Probabilmente molti di loro neanche hanno mai assistito a Consigli comunali o a riunioni di commissioni operative.

Anche questo, purtroppo fa parte della crisi della politica. La crisi dei grandi partiti di massa ha creato vuoti incolmabili nella cultura politica e nella prassi amministrative. Demonizzare i partiti senza riempire quel vuoto è stato un disastro di cui si vedono già gli effetti. Non solo. Ci sono grandi responsabilità anche da parte di chi ha materialmente riempito le liste di dilettanti allo sbaraglio e di portatori di voto che, in realtà, una volta eletti sono “portatori di vuoto”.

Il Consiglio comunale di Corato, ad una prima occhiata che speriamo venga smentita, avrà qualcosa di tragico e di comico insieme.

Sugli scranni della maggioranza – accanto ai “vecchi” Giuseppe D’Introno (fratello del sindaco, eletto nella lista di Fratelli d’Italia), Gabriele Diaferia, Ignazio Salerno, Leonardo Bucci e Filippo Tatò (assessore all’Agricoltura nell’ultima giunta di Massimo Mazzilli) del partito Direzione Italia – siederanno Rosanna Testino e Domenico Tedeschi della lista Idea, Vincenzo Mastrodonato, Cosimo Damiano Zitoli, Giuseppe Sannicandro e Riccardo Porro del partito Fratelli d’Italia, Pasqua Sergio, Giovanni Berardi, Leonardo Miccoli e Cataldo De Palma di Direzione Italia. Questi dovranno fronteggiare, allo loro prima esperienza, “i fuochi d’artificio” argomentativi della squadra dei “sindaci mancati” Emanuele Lenoci, Claudio Amorese, Corrado De Benedittis, Paolo Loizzo, Niccolò Longo e Vito Bovino che, ovviamente, parleranno “col sangue all’occhio”. Accanto a loro, inoltre, tra i banchi dell’opposizione, Vincenzo Labianca (UDC), Simona Miscioscia (Sud al Centro), e Michele Lotito (Bovino Sindaco).

È chiaro che non si vuol pregiudicare niente, ma è più che normale che i prossimi cinque anni non siano appiattiti su azioni politiche di basso profilo, tutte piegate nella direzione e nelle gestioni assessorili che riguardano più l’azione esecutiva che non quella di indirizzo, regolativa, normativa e progettuale di una città. Se accadrà questo, il sindaco ne dovrà rispondere. Non alla sua maggioranza e non solo in Consiglio comunale, ma all’intera città e nelle stesse piazze dove ha chiesto il consenso.

Lo stesso evidentemente vale per gli assessori. E, se tra questi ci sarà, come da sempre al posto fisso all’Urbanistica l’ex sen. Gino Perrone, ispiratore e guida di Direzione Italia attuale maggiore partito di Corato, sia lui ad assumersi responsabilità piene e dirette.

Mostrino capacità e competenze nella traduzione degli indirizzi politici e amministrativi evitando di fare del loro ruolo uffici separati per mere pratiche burocratiche o peggio per “servizi alle proprie clientele”.

Avete voluto la bicicletta, adesso pedalate. Auguri a tutti”.

 

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