Consegnate all’ufficio protocollo le 4077 firme della petizione popolare sull’elettrodotto

In 4077 nero su bianco per ottenere dialogo, ascolto e soluzioni

Tanto tuonò che piovve, sarebbe il caso di dire. Ma è un fulmine a ciel sereno quel che si è abbattuto questa mattina sul Palazzo di Città. Dopo tanti anni di lavoro e di ferventi iniziative, l’opera dei tre comitati cittadini contro l’inquinamento da elettrosmog sembra essere giunta al suo apice.

Innanzi all’ingresso del municipio, sotto la statua di Garibaldi che sembrava voler quasi ispirare la mozione di denuncia, si son dati appuntamento Michele Mintrone, portavoce del comitato cittadino “Antenne di Monte Ripanno”, Vito Di Chio per il comitato “Interramento dell’elettrodotto via Massarenti/via Prenestina” e Aldo Lotito per “Interramento dell’elettrodotto Bari2-Corato”, oltre a una buona percentuale di quote rosa.

Son passati come acqua sulle rocce gli anni di proteste per la rimozione dei vetusti e malsani tralicci, fonte di inquinamento elettromagnetico, ma come per le rocce calcaree della nostra amata Murgia, l’acqua, goccia dopo goccia ha eroso la pietra, lasciando dei segni evidenti.

Un lavoro certosino, paziente, fortemente ispirato, quello dei comitati cittadini, culminato con la raccolta delle firme su originali cartoline postali raffiguranti l’elettrodotto coratino con l’esplicita richiesta scritta al primo cittadino per l’inevitabile interramento. Senza dimenticare la fiaccolata di qualche settimana fa, col preciso scopo di sensibilizzare le coscienze di tutti i cittadini, rendendoli partecipi all’annosa questione.

Ma da oggi la battaglia dei coratini di campagna e di città si sposta alle pendici del “Palazzo”, affinché, a detta degli organizzatori, l’amministrazione esca dal silenzio col quale ha ritenuto degno sin ora l’argomento, per prendere una decisione di “petto” in favore della salute dei cittadini.

All’ufficio protocollo sono state depositate le 4077 firme dei cittadini, ordinatamente catalogate e verbalizzate, in aggiunta a una lettera aperta al primo cittadino, mediante la quale i promotori chiedono fermamente di concordare un incontro in data da destinarsi per conoscere gli intenti programmatici dell’amministrazione per tener fede alle promesse del lontano 2002.

Sì, il contenzioso continua dal 2002, si legge nella missiva, quando «L’amministrazione aveva preso l’avvio con l’attestazione pubblica di fare della salute dei cittadini LA PRIORITÀ POLITICA, firmando […] la richiesta di interramento dell’elettrodotto di Via Massarenti/Prenestina». E ancora, ricordando che la richiesta è politicamente corale e sale dalla popolazione, non da singoli gruppi di pressione, si evince un forte monito al primo cittadino: «[…] non può, signor Sindaco, risolvere il problema attraverso scorciatoie, accettando e sostenendo lo spostamento dell’elettrodotto sulle teste di altri cittadini, deturpando ulteriormente il territorio di Corato, già tanto provato nella sua storia di pianificazione urbanistica […]».

Intervistato, Michele Mintrone si è mostrato fiducioso, ricordando che è in programma una festa di piazza, per coinvolgere la cittadinanza e in modo particolare i giovani, per la verità già molto attivi sull’argomento con la rappresentanza del Liceo Oriani, che in occasione della fiaccolata fece sentire la propria voce.

Coloro che, invece, devono ancora far sentire i propri pareri sono la commissione V.I.A. (valutazione impatto ambientale) circa la possibilità di un cambiamento del tracciato (reso in verità difficile per l’alta densità di popolazione e la particolare conformazione geomorfologica del territorio) e la Regione Puglia del presidente ecologista Nichi Vendola (parere, quest’ultimo, che sembra non tarderà ad arrivare).

Intanto i coratini aspettano.

Soluzioni.
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