Le Confraternite tra arte, devozione e pietà popolare – Le foto

«La storia delle Confraternite è la storia della nostra città» – ha affermato l’archivista Casamassima durante la cerimonia di presentazione della mostra

Cerimonia di inaugurazione della mostra
Cerimonia di inaugurazione della mostra "Le Confraternite di Corato tra arte, devozione e pietà popolare"

Un percorso espositivo dedicato alle Confraternite della città di Corato è stato inaugurato ieri nel chiostro del Palazzo di Città dove sarà fruibile fino a domenica sera.

Inserita nel programma del Corpus Domini stilato dalla Confraternita del Santissimo Sacramento – e in un’ottica più ampia di un processo di comunione e di valorizzazione di un patrimonio immateriale custodito dalle Confraternite – la mostra ripercorre le vicende storiche e i motivi che le hanno rese riferimenti significativi nella comunità locale.

Ad esporre i caratteristici abiti confraternali, completi di mozzette, cingoli, medaglioni nonché stendardi, confaloni, materiale fotografico e i diversi arredi liturgici le Confraternite della “Misericordia”, del “Purgatorio”,  di “San Giuseppe”, del “Santo Rosario”, del “Carmine”, “dell’Immacolata”, del “SS. Sacramento” e le Arciconfraternite di “Santa Maria Greca” e del “Sacro Monte di Pietà”.

Le schede illustrative che accompagnano l’esposizione dei diversi oggetti sintetizzano le notizie storiche ad oggi in possesso per ogni Confraternita e per lo più tratte da alcuni articoli de LO STRADONE pubblicati tra il 2010 e il 2011.

A presentare l’idea e il lavoro di ricerca alla base dell’esposizione iconografica, documentale e fotografica il presidente della Confraternita “S.S. Sacramento” Pasquale D’Introno che, ringraziando l’archivista Maria Francesca Casamassima per gli studi effettuati, ha elogiato la bellezza artistica e culturale dei sodalizi ricordando e auspicando un ritorno alle opere di carità che rappresentano l’originaria identità delle Confraternite.

Nate per lo più nel Medioevo con la finalità assistenziale nei confronti dei bisognosi o meno abbienti oltre che come espressione di devozione e pietà popolare, le Confraternite pian piano hanno perso questo aspetto caritatevole allontanandosi così dai giovani che hanno animato sempre meno queste realtà disinteressandosene. Senza la loro adesione i sodalizi non possono continuare a vivere e invece dovrebbero farlo per trasmettere quel tesoro innanzitutto culturale che custodiscono – come ha ribadito anche il sindaco Massimo Mazzilli presente alla cerimonia –  e in quanto sono espressioni di religiosità popolare.

Per pietà popolare, come ha sottolineato il vicario zonale don Peppino Lobascio con il suo intervento, si intende quel complesso di manifestazioni, prevalentemente di carattere comunitario, che nell ’ambito della fede cristiana si esprime non secondo le leggi proprie della liturgia, ma in forme peculiari sorte dal genio di un popolo e dalla sua cultura. Ogni confraternita è espressione dell’appartenenza alla Chiesa da parte del popolo.

L’aggettivo popolare, dunque, posto accanto a pietà o devozione non va inteso pregiudizialmente in senso negativo bensì come espressione della relazione con il popolo. Dunque la pietà popolare indica quelle manifestazioni culturali che in sintonia con la cultura di un popolo ne esprimono l’identità.

«La pietà popolare che anima le Confraternite sin dalle sue origini – ha dichiarato il vicario  – è una vera ricchezza, fatta di gesti parole e abiti, che immutata nei secoli ci è stata trasmessa; per questo motivo non va ignorata ma è meritevole di attenzione. Alle Confraternite e alle processioni dobbiamo dare il giusto valore senza esagerare. Vanno abbattuti  i muri che spesso si sono innalzati tra le diverse realtà confraternali e ognuna deve ricordarsi che ogni iniziativa è occasione per comunicare e testimoniare la presenza di Dio».

A tal scopo don Peppino ha invitato tutti i priori a pensare e agire in termini comunionali, operando per la comunione tra i confratelli di una stessa confraternita, per la collaborazione fattiva tra le diverse Confraternite della città e di ogni Confraternita con la comunità parrocchiale di appartenenza.

L’unione tra le Confraternite è auspicata anche dal sindaco che ha illustrando le ricadute territoriali e turistiche che il patrimonio immateriale delle Confraternite e le processioni che esse organizzano producono. Chiaro il riferimento alla Settimana Santa, in occasione della quale l’anno scorso sono stati invitati, nell’ ambito di un Tuor Educational, alcuni giornalisti che al termine delle processioni hanno espresso giudizi estremamente positivi sull’ atmosfera e la suggestione vissute.

«La storia delle Confraternite è la nostra storia» – ha chiosato la dott.ssa Maria Francesca Casamassima evidenziando che è storia dell’arte e della cultura cittadina. A testimoniarlo la presenza dei documenti inerenti le Confraternite in archivi vescovili, parrocchiali, capitolari ma anche comunali.

Ma nonostante la ricchezza documentale e fotografica, non è facile stabilire quale Confraternita coratina sia la più antica. Forse questo è il dato meno importante se si considera la bellezza che esse hanno custodito e hanno il “dovere” di trasmettere ai giovani affinché la tradizione continui pur adeguata al contesto odierno.

Esemplare l’esperienza di 32 giovani della città di Noci di rifondare nel 2007 la Confraternita dell’Addolorata, presente alla mostra con gli abiti confraternali e rappresentata dal dott. Perrone che ha raccontato l’esperienza di recupero di una storia e tradizione del suo paese.

Nella prospettiva auspicata di continuità e rinnovo della dimensione sociale e caritativa, sabato 16 giugno la Confraternita “SS. Sacramento”, in collaborazione con ASL BAT e AVIS Corato, ha organizzato una giornata dedicata alla donazione di sangue. Sarà possibile compiere questo semplice ma grande atto di amore in piazza Vittorio Emanuele a partire dalle ore 8:00.

 

Gallery fotografica a cura di Marina Labartino

 

 

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