Con il nuovo altare la dedicazione della chiesa del Sacro Cuore – Le foto

«Con il rito della dedicazione l’intera comunità del Sacro Cuore di Gesù viene consacrata in modo esclusivo e perpetuo a Dio», ha affermato Mons. D’Ascenzo

Con il nuovo altare la dedicazione della chiesa del Sacro Cuore
Con il nuovo altare la dedicazione della chiesa del Sacro Cuore

Con il nuovo solenne, particolare quanto raro, rito della dedicazione, ieri sera la chiesa del Sacro Cuore è stata finalmente dedicata, e con questo titolo l’intera comunità parrocchiale è stata consacrata, in maniera esclusiva e perpetua, a Dio .

Un rito costituito da diversi momenti, tutti accompagnati dalle voci dei bravissimi cantori e musicisti, che ha emozionato e suggellato l’appartenenza della comunità a una parrocchia nata più di 50 anni fa e rinata nel 2009 con l’inaugurazione del nuovo tempio.

Con all’interno le reliquie di Papa Giovanni Paolo II e della Beata Maria di Gesù, fondatrice delle Suore crocifisse adoratrici dell’Eucaristia, deposte dall’arcivescovo Mons. Leonardo D’Ascenzo, che ha officiato il rito della dedicazione, e devotamente fissate dal parrocchiano Franco Colella, il nuovo altare in pietra di Trani è stato unto e consacrato.

«Centro, cuore della chiesa, l’altare indica l’Unto, il Cristo, la pietra scartata dai costruttori divenuta testata d’angolo, ed è a Lui che l’intera comunità deve far riferimento.», ha affermato l’arcivescovo.

Realizzato dal professor Mauro Mezzina, dell’Accademia di belle arti di Bari e della prestigiosa Accademia di Brera, e finanziato, quasi totalmente, dalla famiglia Falco-Cusmai, in ricordo di Vincenzino Falco, morto in giovane età nel 2009, anno dell’inaugurazione della chiesa, il nuovo altare della chiesa del Sacro Cuore nella sua semplicità è ricco di significati: la sua nudità richiama Cristo sulla croce, le linee ricordano l’acqua e il sangue di Gesù che si effondono sull’intera umanità, infine  candore della pietra sta a simboleggiare la purezza e tenerezza dell’amore di Dio nei confronti di ogni uomo e donna del mondo.

Dopo l’unzione dell’ altare nei suoi quattro angoli, come gli estremi del mondo ai quali viene annunciato il Vangelo, l’arcivescovo Mons. D’Ascenzo con il Sacro Crisma ha unto le quattro croci poste ai punti cardini della chiesa, simbolo dei quattro evangelisti.

Prima di procedere con la Liturgia eucaristica, è avvenuta l’incensazione dell’altare, del popolo e delle pareti, in quanto la chiesa è luogo della preghiera che sale al Padre come l’incenso profumato, e l’assemblea liturgica è il tempio santo di Dio.

Avvolto dalla  nuvola d’incenso il nuovo altare è stato ricoperto da alcune parrocchiane della chiesa del Sacro Cuore con una tovaglia bianca e adornato di fiori. Disposti i candelieri, tutti i ceri e le candele già predisposte in corrispondenza delle croci unte sono state accese. La chiesa è stata illuminata a festa in nome di Cristo, luce che risplende sul suo popolo e sul mondo intero. E la luce ha illuminato i volti dei tanti fedeli, presbiteri, religiose e componenti di associazioni e confraternite presenti.

«La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù siamo noi pietre vive impegnate nella costruzione del Corpo di Gesù – ha esordito Mons. D’Ascenzo durante l’omelia rivolgendosi all’intera comunità parrocchiale – Stasera dedichiamo a Dio in una modalità esclusiva e perpetua questo tempio che è segno della nostra realtà viva. Destinando la chiesa fatta di muri al culto, alla preghiera, ai sacramenti, alle Celebrazioni e all’incontro tra di noi, consacriamo l’intera comunità parrocchiale a Dio. Noi siamo destinati, in modo esclusivo e perpetuo, a Dio, siamo chiamati ad essere popolo, famiglia dedicata esclusivamente a Dio e questo tempio oggi dedicato al Sacro Cuore di Gesù, quindi all’amore di Dio che ci manifesta Gesù e che costituisce il centro e l’essenziale della vita, ce lo ricorderà per sempre».

Poi passando all’analisi della pagina di Vangelo letta, l’arcivescovo, da padre della comunità diocesana, ha individuato i quattro atteggiamenti di Gesù ai quali la comunità parrocchiale deve ispirarsi se vuole essere riflesso di Dio e assomigliare a Suo Figlio Gesù: «Una comunità impiegata nella costruzione del Corpo di Cristo si mette al servizio di tutti, vede in ogni persona il buono che c’è, non perdendosi in giudizi e chiacchiericcio, accoglie tutti senza alcuna distinzione e coinvolge, in primis, coloro che stanno ai margini della società».

Con la solenne reposizione del Santissimo Sacramento nel tabernacolo e i ringraziamenti del parroco don Vito Martinelli che si è prodigato fin dal suo insediamento nella chiesa del Sacro Cuore, nel 2015, affinché la chiesa, come desiderava il compianto Mons. Pichierri, fosse dedicata, la Celebrazione è terminata nella gioia di un fragoroso applauso della comunità.

I diversi e significativi momenti del rito della dedicazione della chiesa del Sacro Cuore di Gesù di Corato nella seguente gallery fotografica.

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