Una cittadella dello sport in memoria di Francesco Tedone

Un progetto futuristico per l’Associazione Francesco Ludovico Tedone nata dopo la tragica scomparsa del giovane diciassettenne nell’incidente ferroviario del 12 luglio 2016

Una cittadella dello sport in memoria di Francesco Tedone
Una cittadella dello sport in memoria di Francesco Tedone

È considerato futuristico il progetto che ha in cantiere l’Associazione sportivo culturale Francesco Ludovico Tedone, nata nel settembre del 2016 in memoria di Francesco, il giovane diciassettenne tragicamente scomparso nell’incidente ferroviario del 12 luglio 2016.

L’idea, in primis, di far nascere un’associazione, balenata nella mente dei familiari di Francesco all’indomani della sua scomparsa, e concretizzatasi pochi mesi dopo, nasce come inno alla vita, con la volontà di dare forma, attraverso le attività che intende svolgere, alle passioni, agli interessi e ai progetti di Francesco.

«Vogliamo far conoscere le idee di Francesco, vorremmo far conoscere come avrebbe voluto vivere, e non certo come ci ha lasciati, che ormai è noto a tutti», fanno sapere il suo papà Vincenzo e sua sorella Tiziana.

Francesco Tedone
Una cittadella dello sport in memoria di Francesco Tedone

Francesco, era tornato a Corato da pochi giorni, dopo aver trascorso un anno della sua vita a Oita, a sud del Giappone, popolata da circa 500 mila abitanti. E proprio lì, in una città che pullula di gente, Francesco, per i tanti amici conquistati in una terra così lontana e così diversa dall’Italia, era il piccolo “samurai” dai capelli color rame, che tutti amavano accarezzargli quando, ogni giorno, attraversava la città in bici per raggiungere la sua scuola, lontana 9 chilometri dalla casa in cui era ospitato.

E proprio in memoria del piccolo “samurai”, di Francesco che è stato ponte fra l’Italia e il Giappone, portando la cultura coratina in una cittadina dall’altra parte del mondo, l’associazione intende realizzare un progetto ambizioso: una cittadella dello sport che sia anche un polo culturale, che tenga insieme i giovani, e che dia loro lo spazio necessario per esprimere la propria creatività. Un progetto definito futuristico dallo stesso CONI che, nella persona del suo presidente, Giovanni Malagò, ha incontrato la famiglia di Francesco, supportando e condividendo la loro idea.

Un contenitore culturale dove musica, teatro, letteratura, arte, doppiaggio possano trovare il giusto spazio, insieme allo sport, e che sia supporto per le numerose associazioni presenti a Corato.

L’idea di questa cittadella, nata dalla famiglia di Francesco, è stata fortemente condivisa da Giuseppe Ferrara, dirigente dell’associazione Polis Corato, e intende coinvolgere tutte le società sportive e le associazioni culturali presenti sul territorio.

«Francesco si è avvicinato allo sport quando era in Giappone. Lo scopo di questo nostro progetto è quello di unire, di condividere con chi vorrà, le tante passioni di Francesco, dando la possibilità ai ragazzi di fare sport e di avere uno spazio adeguato per la propria creatività. Il progetto di realizzare una sorta di polisportiva è stato presentato al sindaco di Corato, che lo ha accolto favorevolmente. Qualora ci diano le autorizzazioni per realizzarlo, sarà il centro sportivo più all’avanguardia e unico nel centro sud. Al momento esiste un progetto su carta, restiamo in attesa di avere il via libera definitivo» fa sapere il sig. Tedone.

È proprio in questa cittadella dello sport e della cultura che potranno nascere accordi culturali e sportivi tesi a tenere insieme le tante anime della città di Corato, e non solo. Ma come tiene a precisare il sig. Vincenzo «non si pensi di fare business o lucro, perché il solo obiettivo di questo progetto è fare per gli altri ciò che per Francesco non possiamo più fare, come lui stesso avrebbe certamente voluto. Vogliamo lasciare il segno, vogliamo che resti in futuro non solo il suo ricordo, ma qualcosa di concreto».

Francesco Tedone
Una cittadella dello sport in memoria di Francesco Tedone

Della stessa opinione è anche sua sorella Tiziana, che racconta: «Francesco quando era a Oita, città con la quale abbiamo avviato un gemellaggio, si è fatto amare da tutti, per il suo rispetto verso gli altri, per la sua personalità. Ha fatto da collante in una classe dove, prima del suo arrivo, si faceva fatica a socializzare. Ed è proprio questo che vogliamo creare con questo progetto, un luogo che faccia da collante tra le varie realtà esistenti, un luogo di aggregazione culturale, che crei integrazione e favorisca il dialogo interculturale, educando, perché no, anche alle culture diverse».

Proprio in nome di Francesco, oltre a questo grande progetto in cantiere, l’anno scorso è stata istituita una borsa di studio, anche grazie al contributo della comunità cittadina – fra cui molti studenti – che ha permesso a un giovane coratino, Luca Marcone, di essere ospitato proprio a Oita da una famiglia giapponese, nell’ambito del progetto di intercultura.

A Corato, invece, da diversi mesi, la famiglia di Francesco Tedone sta ospitando Kanon Fujishima, giovane nipponica, proveniente proprio da Oita, dove Francesco ha vissuto per un anno.

Tante buone notizie, altrettanti progetti ambiziosi, come l’evento del 12 luglio denominato “Komorebi” (che in giapponese significa “luce del sole che filtra attraverso i rami degli alberi”), per tener viva la memoria a dispetto della morte, con le uniche armi possibili: l’arte, le passioni e la voglia di mettersi in gioco.

 

Lascia un commento

Lasciaci il tuo parere!

avatar
  Subscribe  
Notificami