I cinque stelle attaccano Terna: «13 motivi per dire “No” all’elettrodotto”»

Elettrodotto Corato

Torna a tenere banco la questione legata all’elettrodotto di Via Prenestina e via Massarenti. La relazione dei dirigenti Terna con la quale si è esclusa la possibilità di un interramento non ha convinto il Movimento Cinque Stelle di Corato che torna all’attacco ribadendo il suo “no” incondizionato all’elettrodotto, puntando il dito contro la società che, a loro dire, «non è, l’ente benefico che vorrebbe far credere di essere, non si muove nell’esclusivo interesse del paese, ma persegue il proprio tornaconto, gli utili stratosferici che realizza hanno un loro prezzo pesante, poiché, diversamente da quanto afferma, Terna non tutela l’ambiente, il paesaggio e la salute dei cittadini come i politici che costantemente autorizzano i suoi progetti si convincono».

Il movimento stila un elenco di punti a sostegno della tesi “no all’elettrodotto”.

Questi i motivi ordinati in 13 punti:

Le tanti ragioni del no:

  1. Dal 2007 al 2014 il consumo di energia elettrica in Italia è sensibilmente diminuito. La stringente necessità di realizzare l’opera, evidenziata da Terna, non ha quindi ragion d’essere.

  2. I rischi di guasti dovuti a sovraccarico delle linee, prospettati da Terna, sono inesistenti. Nel periodo 2004-2008, quando il consumo di energia elettrica era maggiore di quello attuale, i guasti causati da sovraccarico sono stati pari a zero.

  3. Terna non prende in considerazione, se no genericamente e superficialmente, l’opzione zero. La possibilità di interrare, non viene valutata.

  4. Terna esclude la possibilità di interramento, adducendo motivi tecnici insormontabili (ad es. di manutenzione). In realtà, l’interramento dei cavi in corrente continua è una tecnologia affidabile e sicura, a basso impatto sull’ambiente e sulla salute, ed è già stato ampiamente utilizzata da Terna. Il cavo a corrente continua interrato presenta degli importanti vantaggi: non necessita di circuiti lungo il percorso, vi è una minore dissipazione di energia (gli elettrodotti aerei disperdono almeno il 7% dell’energia trasportata), l’isolante invecchia meno rapidamente, il campo magnetico è statico e facilmente schermabile e non è quindi in grado di determinare correnti indotte nel corpo umano. Gli eventuali guasti sono immediatamente individuabili con idonee apparecchiature presenti sul mercato da oltre 20 anni. Il rischio di black-out, secondo terna inevitabile in caso di guasti, è in realtà praticamente nullo, se ci si dispone di controalimentazioni.

  5. L’intervento di Terna non è finalizzata a migliorare l’ambiente o a ridurre il numero delle persone esposte ai campi elettromagnetici. L’intento di Terna è quello di diminuire i propri costi di gestione della rete (razionalizzazione) al fine di entrare nel grande mercato Mediterraneo ed Europeo della compravendita di energia elettrica, diventando essa stessa un venditore di energia a paesi terzi. Solo così si spiegano i grandi investimenti nelle infrastrutture che negli ultimi anni hanno interessato numerose zone in tutta Italia.

  6. Le strategie di Terna sono in netto contrasto con i programmi di risparmio energetico. A livello Nazionale ed Europeo assistiamo a continue sollecitazioni affinché si attui in risparmio nei consumi elettrici sia pubblici che privati: riduzione della dispersione luminosa per l’illuminazione stradale, utilizzo di mini pannelli fotovoltaici per i segnali luminosi, sostituzione delle lampade a incandescenza con lampade a fluorescenza o led, incentivi per l’acquisto di elettrodomestici di classe A ecc. Tutte queste misure, adottata su larga scala, hanno già prodotto e produrranno in futuro una significativa diminuzione dei consumi di energia elettrica.

  7. I programmi di Terna si contrappongono ai più moderni ed efficienti modelli di produzione e consumo dell’energia. Questi ultimi non si basano più su grandi centrali collegate a rete di tralicci, ma su unità produttive di energia rinnovabili di piccole o medie dimensioni distribuite sul territorio e collegate direttamente alle utenze o a reti a basso voltaggio. La generazione dell’energia elettrica diffusa sul territorio (ad es. il fotovoltaico) minimizza i rischi di black-out e aumenta l’affidabilità della rete, la quale si trasforma in rete attiva e intelligente (smart grid) in grado di gestire e regolare più flussi elettrici discontinui e bidirezionali il modello energetico basato sulla generazione distribuita è già stato adottato da alcuni Paesi Europei con risultati molto positivi.

  8. Il diritto alla salute è un diritto primario ed assoluto dell’individuo, e della collettività; esso è fondamentale, inalienabile, indisponibile, irrinunciabile, inviolabile. Il diritto della salute comprende il diritto all’integrità psicofisica e ad un ambiente salubre. Tutelare l’ambiente in cui si vive, ci si muove e si lavora vuol dire tutelare la qualità della vita.

  9. La creazione di nuovi campi elettromagnetici altera le condizioni ambientali in cui vivono gli individui e le collettività, peggiorando la qualità della vita. Vivere vicino ad un elettrodotto genera ansia e angoscia, paura di contrarre qualche malattia ed incidere, perciò, sul benessere psicofisico della persona. Non possono esistere cittadini di serie A e di serie B, tutti hanno diritto a condizioni ambientali e di salute uniformi.

  10. L’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) classifica i campi elettromagnetici a bassa frequenza (ELF, Extremely low frequency) come “Possibilmente cancerogeni per l’uomo”. Ritiene altresì credibile, in base a studi epidemiologici, un’associazione tra la leucemia infantile e l’esposizione ai campi elettromagnetici. Un documento dell’istituto superiore della sanità afferma che “per esposizioni superiori a 0.6 uT (microtesla) il rischio aggiuntivo supera il rischio di fondo di mortalità per leucemie infantile”. Leucemie linfatiche acute sono state riscontrate tra i lavoratori esposti per ragioni professionali.

  11. L’organizzazione Mondiale della Sanità considera l’inquinamento elettromagnetico una delle più gravi problematiche ambientali del pianeta da affrontare nei prossimi anni. Suggerisce, inoltre, di proseguire le ricerche relative all’associazione dell’esposizione con il rischio di tumori cerebrali e alcune patologie neurodegenerative come la Sindrome Laterale Amiotrofica e il morbo di Alzheimer.

  12. Nella fase di costruzione della stazione elettrica aumenterà notevolmente l’inquinamento acustico nella zona a causa delle macchine operatrici terna non ha inserito nello studio di impatto ambientale una valutazione dell’impatto acustico derivanti da tali lavori.

  13. L’inquinamento acustico di un elettrodotto in esercizio è costituito in particolare dal così detto effetto corona. Si tratta di un Ronzio continuo, che si verifica in condizioni di elevata umidità nell’aria, chiaramente percepibili e molto fastidioso, soprattutto nelle ore notturne quando il rumore di fondo ambientale è quasi nullo. Con l’effetto corona viene anche emesso ozono, gas irritante per le mucose e le vie respiratorie.

    Una cortina di omertà si frappone tra i cittadini, seriamente preoccupati per il loro paese, per la loro salute, per il loro futuro, e gli enti preposti, locali e nazionali.

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