Cinque anni fa Federica fu uccisa con il suo bambino dal marito

La testimonianza dei genitori

Femminicidio. federica-de-luca-e-andrea. Fonte Puglia Press
Federica e Andrea De Luca. Fonte: PugliaPress

A cura di Ilaria Guidotti

Promosso dalla Parrocchia di S. Maria Greca e dalla Fidapa, di Corato, e dal Centro antiviolenza “Riscoprirsi” di Andria, si è tenuto nei giorni scorsi presso la sala Piccarreta in via Leonello un incontro su un caso di femminicidio che nel 2014 ebbe come vittime della violenza del marito Federica De Luca, di 29 anni, e il figlioletto Andrea di tre anni e mezzo. La testimonianza è dei genitori di Federica, i coniugi Rita e Enzo De Luca, di Taranto.

«Dio creò l’uomo e poi dal suo fianco fece nascere la donna, non dai piedi per essere sottomessa, non dalla testa per renderla superiore, ma dal fianco per essere alla pari», dice Don Sergio Pellegrini prima di lasciare spazio alla testimonianza.

Prima di testimoniare i tragici avvenimenti i genitori hanno ringraziato le forze dell’ordine per l’efficienza sottolineando la violenza, e l’odio, all’insegna dei quali si è svolta la terribile vicenda.

«Il marito aveva 21 anni più di lei, ma l’età per noi non rappresentava un problema, non ci piaceva a pelle come persona» racconta Enza, la mamma ricordando la mancata libertà di Federica nella gestione economica, nel decidere il suo abbigliamento e che le era anche stato vietato di arbitrare le partite di pallavolo, sua grande passione.

I problemi iniziarono quando la giovane venne a conoscenza della presenza di numeri telefonici sospetti sul cellulare del marito e, poi, di alcuni video girati con altre donne. Davanti a prove inequivocabili chiese il divorzio.

«È qui che abbiamo preso coscienza di ciò che stava capitando a nostra figlia», dice la mamma che continua: «Dopo avere chiesto il divorzio, alternava periodi di assenza totale ad altri in cui la situazione sembrava cambiare in meglio. Ma in realtà Federica e il suo bambino nello studio legale per il divorzio non ci sono mai arrivati. L’atrocità con cui quest’uomo, nonché marito e padre, ha agito, richiede di riflettere sull’accaduto e non soltanto di prenderne atto e di condannare: recentemente in Italia sono troppe le morti di donne uccise perché donne. L’immagine della donna deve rimanere un’aspirazione, non dev’essere sminuita o sfigurata».

Oggi la nuova legge a tutela delle donne, il “Codice rosso”, consente una difesa più attiva delle donne dalla violenza degli uomini.

 

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