Chiusura reparti all’Umberto I, Mazzilli e Natalicchio: «Il nord barese ha bisogno di un ospedale di primo livello»

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Mazzilli e Natalicchio

«Il nord barese ha bisogno di un ospedale di primo livello». A dirlo sono due sindaci, quello di Corato Massimo Mazzilli e quello di Molfetta Paola Natalicchio che questa mattina hanno fatto visita all’Umberto I dove hanno incontrato il personale sanitario e gli organi di stampa.

Due sindaci di schieramenti opposti, ma concordi nel criticare aspramente il piano di riordino ospedaliero voluto dalla Regione che taglierebbe reparti importanti degli ospedali di Corato e Molfetta, in primis il dipartimento materno infantile e la cardiologia di Corato, punto di riferimento anche per i molfettesi.

Proprio questa mattina 3 bambini sono venuti alla luce in quell’ospedale. Di parti ce ne sono un migliaio l’anno, con donne che arrivano da ogni parte del territorio del nord barese e della BAT, anche dalla provincia di Foggia. Eppure proprio questo reparto, considerato fiore all’occhiello del nostro ospedale, entro il 2017 – così come previsto dal piano regionale – dovrebbe chiudere i battenti.

Il condizionale è d’obbligo visto che i due primi cittadini, intervenuti questa mattina, hanno a chiare lettere ribadito la loro intenzione di non mollare, anzi di alzare la voce e rilanciare.

«Il nord barese è stato messo in ginocchio da questo piano di riordino. Non è possibile che nel nord barese ci siano 150 posti letto e nel sud barese ce ne siano 300. Il nostro non è campanilismo: ci hanno rassicurato sino all’ultimo momento sabato, ora ci sentiamo presi in giro. Siamo sicuri che la retromarcia sia possibile; lo dobbiamo ai nostri territori che non possono rimanere insicuri» ha detto il sindaco di Molfetta Paola Natalicchio.

«Siamo le economie più grandi del territorio: cosa ci manca per avere un ospedale di primo livello? Un ospedale come quello di Bisceglie è classificato come ospedale di base ma è di fatto di primo livello. Perchè la BAT ha tre ospedali di primo livello e il nord barese neanche uno? Non si può pensare che la nostra offerta sanitaria sia spostata su Altamura: qui non mancano spazi, logistica, parcheggi, collegamenti e professionalità soprattutto» ha detto Massimo Mazzilli.

E ha rilanciato: « La nostra sarà una battaglia di territorio, di popolo, senza distinzioni politiche. Ci sono i margini per rivedere il piano e se i nostri reparti che erano parte del San Paolo non sono stati messi in condizione di essere pesati si vedano i numeri dipartimentali. Vogliamo un ospedale di primo livello comprensoriale: abbiamo i numeri, si guardia ad essi».

Un giro nel reparto di cardiologia dell’Umberto I e della neonatologia rende meglio l’idea dello spreco di risorse economiche e di possibilità per il nostro territorio. Stanze e attrezzature all’avanguardia, a tratti ancora imballati; adeguamenti strutturali realizzati di recente rischiano di diventare inutili.

In apertura le interviste complete ai due sindaci

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