Chiusura PalaLosito, NMC: «Vogliamo regole uguali per tutti»

La polemica nasce dalla concessione di una deroga straordinaria del Commissario prefettizio che consentirà alle altre società sportive di giocare regolarmente in casa le gare di questo weekend, possibilità non riconosciuta alla Nuova Matteotti Corato

Chiusura PalaLosito, NMC: «Vogliamo regole uguali per tutti»
Chiusura PalaLosito, NMC: «Vogliamo regole uguali per tutti»

Assume i contorni di una vicenda dalle tinte apparentemente fosche quanto sta accadendo in casa NMC, se non altro perché a tante domande, la società oggi non sa darsi delle risposte.

Risposte che i dirigenti della Nuova Matteotti Corato hanno cercato negli uffici preposti del Comune di Corato dove i dubbi, anziché diradarsi, in questi ultimi giorni non avrebbero fatto altro che infittirsi.

Il nodo della questione ruota intorno alla concessione di una deroga da parte del Commissario prefettizio di Corato per l’utilizzo, in questo weekend, di un inagibile Palazzetto dello Sport. Deroga che permetterà, all’altra società coratina, l’Adriatica Industriale Basket Corato, di poter giocare in casa la sua gara, così come potrà fare anche la Polis Corato, società di pallavolo.

Perché questa deroga non è stata concessa anche nello scorso weekend quando la Nuova Matteotti Corato avrebbe dovuto disputare una delle sue gare del campionato di serie D che, invece, è saltata? Perché è giunta comunicazione che da lunedì prossimo le porte del PalaLosito saranno chiuse e non potranno più essere concesse deroghe, di fatto non dando alla NMC la possibilità di poter usufruire dello stesso diritto riconosciuto alle altre realtà sportive?

Questi sono soltanto alcuni dei tanti interrogativi che hanno portato i vertici della Nuova Matteotti Corato a scagliarsi contro il Comune di Corato e contro la sua disorganizzazione in ordine alla gestione di una struttura che, a loro dire, aprirebbe le sue porte solo per favorire taluni e non altri.

Qui il video integrale della conferenza stampa indetta iera sera dalla NMC, che vuole vederci chiaro:

 

«Vogliamo chiarimenti dal Commissario prefettizio – ha dichiarato la presidente Grazia Balducci – per sapere come mai, a fronte di una struttura chiusa, si sia deciso proprio in questo weekend di riaprirla, nonostante l’urgenza dei lavori.

E guarda caso, calendario alla mano, nell’arco delle prossime settimane, l’altra società di basket non giocherà a Corato, mentre la pallavolo potrà comunque disputare le proprie gare nel tensostatico, cosa che noi non potremo fare perché il campo non è omologato per le partite di basket. E a proposito di tensostatico, perché nello scorso weekend, quando il Palazzetto era chiuso, uno spogliatoio è stato aperto per consentire a chi ha giocato nella struttura adiacente di poter usufruire delle docce? Se è chiuso è chiuso.

Io in tutta questa vicenda ci vedo qualcosa di poco chiaro – ha continuato Balducci – ancora una volta stiamo pagando non so quale colpa, stiamo subendo una situazione che ha dell’allucinante visto anche il danno economico che ne deriva, considerato che siamo una piccola società che si regge dalle sponsorizzazioni.

Abbiamo fatto una campagna pubblicitaria con i nostri sponsor, abbiamo ottenuto delle sponsorizzazioni perché queste pubblicità venissero trasmesse sui maxischermi del Palazzetto dello Sport durante le nostre partite, ma questa visibilità non potremo più garantirla e lo sponsor avrà tutto il diritto non solo di venirci a chiedere il risarcimento ma persino di non rinnovare l’accordo per il prossimo anno perché non risultiamo più affidabili nella sponsorizzazione, e non per causa nostra.

Un’altra considerazione che mi porta allo sconcerto più assoluto è che a tutt’oggi, dagli uffici preposti del Comune di Corato non sappiano dirmi quale documentazione devo produrre per svolgere un campionato di serie D nel rispetto della legge. Siamo al paradosso, così come è un paradosso il fatto che chi dovrebbe, dice di non sapere dell’esistenza della nostra società, ma quando c’è da pagare per l’utilizzo delle strutture ci si ricorda di noi».

A rincarare la dose, vi sono pure le parole del direttore sportivo Francesco Gatta: «Quando un impianto viene dichiarato inagibile, da quel momento in poi, se non si compiono i lavori di adeguamento, rimane inagibile.

Se è stato confermato che la struttura non è norma, perché poi per due giorni diventa utilizzabile, e da lunedì prossimo invece non lo sarà più? Il commissario prefettizio, nell’incontro dello scorso 2 novembre ci disse chiaramente che non ci sarebbero state più deroghe, tant’è che la domenica successiva la NMC non ha potuto giocare in casa.

Oggi, però, scatta una seconda deroga, che guarda caso non arriverà nel prossimo weekend in cui sarà la nostra società a dover giocare al PalaLosito. Perché si adottano due pesi e due misure, perché si continua a penalizzare sempre la stessa società? Stiamo crescendo molto? Diamo fastidio? Abbiate pazienza, continueremo a lavorare in questa direzione.

Riteniamo opportuno avere un minimo di rispetto ed essere trattati allo stesso modo degli altri, se c’è una regola questa deve essere rispettata da tutti, non soltanto da coloro che non hanno la cosiddetta “pedata”.

Qui al Sud spesso accade che per vedere riconosciuto un diritto è necessario rivolgersi a qualcuno. Noi facciamo sport, non facciamo politica, non ci rivolgiamo a nessuno, chiediamo i nostri diritti perché ce li siamo guadagnati e meritati sul campo e vogliamo avere rispetto anche dall’amministrazione comunale che, diversamente da quanto afferma, può fare tanto, concedendo una deroga anche alla serie D, e non soltanto per disputare il campionato di serie B che fa capo all’Adriatica Industriale Basket Corato.

Abbiamo il forte sospetto che il Palazzetto dello Sport riaprirà proprio in occasione della prossima gara casalinga dell’altra società di basket coratina.

La NMC sta semplicemente protestando per vedere riconosciuti i propri diritti dal Comune di Corato: chiediamo che venga data la stessa deroga e la stessa possibilità anche a noi, non è una guerra contro qualcuno ma è una battaglia per vedere riconosciuti gli stessi diritti.

Il Comune di Corato dovrebbe essere orgoglioso di una realtà che muove 500 tesserati, di una realtà conosciuta in tutta Italia e, invece, sembra stia mettendo in piedi un’opera per distruggerla, quasi che il nostro percorso dia fastidio a qualcuno.

Nei nostri confronti è stata perpetrata un’ingiustizia bella e buona – ha concluso Gatta – Stiamo denunciando tutto ciò perché si deve perdere l’abitudine di star zitti e subire. Tutto ha un limite. Noi abbiamo la coscienza a posto, chiediamo solo i nostri diritti, senza doverli elemosinare a qualcuno. Questa cultura deve cambiare».

 

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