Chelùmme e presùtte

Questo antipasto dolce sapido prevede l’utilizzo del fiore di una pianta che “fruttifica” ben due volte l’anno, all’inizio dell’estate con i Fioroni, grossi e succulenti, e in autunno con frutti più piccoli e zuccherini: il Fico.

Lo si trova spesso tra le rovine, sui vecchi muri, sulle rocce, negli anfratti e dirupi assolati, dove i polloni, numerosi e robusti, si trasformano, a poco a poco, in odorosi cespugli. Alla pari di alloro e biancospino l’albero non viene mai colpito da fulmini per cui lo si piantava in vicinanza delle masserie per proteggerle durante i temporali, ma anche per l’ombra riposante della sua chioma in estate e per la peculiarità di lasciar passare i rari raggi solari in inverno, in quanto a foglia caduca.

E’ il primo albero menzionato nella Genesi, dopo quello del bene e del male di impossibile identificazione. Le sue foglie furono il primo abito dei nostri progenitori. Simboleggiò l’abbondanza ed anche il sesso femminile forse perché dedicato al culto di Demetra, dea della rinascita primaverile.

I popoli più antichi del mediterraneo vedevano il Fico dotato di un misterioso potere: portare frutti senza mai produrre fiori era considerato una grazia speciale accordata dalle divinità della terra. La leggenda racconta che è l’unico albero a non fiorire perché vi si impiccò Giuda.

Tuttavia ciò che arriva sulle nostre tavole è un ricettacolo carnoso, a forma di pera, che contiene i veri frutti, cioè gli innumerevoli semi, o meglio, i granellini affondati nella polpa, chiamati acheni. Nella maggior parte dei fichi coltivati i ricettacoli racchiudono solo fiori femminili e la fecondazione naturale è impossibile. I nostri contadini adottavano allora il metodo della “caprificazione” che consisteva nell’appendere, sull’albero domestico, una corona fatta con rametti e fichi (detti prefìsce) provenienti dal Fico selvatico. Sembra superstizione ma si è rivelata e si rivela scientificamente valida.

Notevoli sono le varietà presenti sul nostro territorio, alcune precoci, come le Ficarènue ed i Fioroni del Re, altre, come la Fica Ròsse, Fica Scaràule, Fica Lattàre, Fica de Bàre, Fica Turi, producono sia Fioroni che Fichi. Tra le specie che fruttificano solo alla fine dell’estate troviamo la Fica della Penna, la Fica Reggìne e la Fica Pedecinelòngue. Le tardive, che arrivano fino ad ottobre, sono la Fica a Presùtte e la Scorzamàre.

Da gustare

Antipasto di fioroni

Ingredienti: fioroni, prosciutto crudo.

Durante il breve periodo dei Fioroni, una golosità ricercata per gli antipasti è il loro abbinamento con il prosciutto crudo, al posto dello scontato melone. I fioroni, incisi a croce ed aperti a guisa di elegante fiore rosso, serviti su di una foglia di fico giovane e ben lavata, si abbinano deliziosamente a rosette di morbido prosciutto crudo San Daniele.

Deciàine l’andiche

A’ Sànde Vìte ògne chelùmme le vène u’ predìte (il 18 giugno, San Vito, i fioroni cominciano a maturare)

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Maria Labartino (nota come Marina) - Ex Direttore Responsabile. Esordisce su LO STRADONE nel 1986. Laurea in Scienze della Formazione. Iscritta all'ODG dal 1998. Presentatrice occasionale. Da oltre 30 anni scrive di tutto e su tutto con sete di verità, consapevole di "sapere di non sapere" (cit. Socrate)

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